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Tutto su Golar Tundra, la nave per il Gnl acquistata da Snam

Golar Tundra

Snam ha acquistato da Golar Lng una nave per lo stoccaggio e la rigassificazione del Gnl, la Golar Tundra. Ecco dettagli, numeri e dichiarazioni

 

Snam, la società energetica che gestisce la rete italiana dei gasdotti, ha firmato oggi un contratto da 330 milioni di euro per acquisire l’interezza del capitale sociale di Golar LNG NB 13 Corporation, il cui unico asset è una nave, la Golar Tundra. La Golar Tundra è una nave particolare, una FSRU: ovvero un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione, che serve a riportare allo stato gassoso il gas liquefatto (GNL) trasportato dalle metaniere. La rigassificazione è necessaria all’immissione del gas nella rete e al suo utilizzo per il riscaldamento o per l’elettricità.

TUTTI I NUMERI DELLA GOLAR TUNDRA

La Golar Tundra – spiega Snam in un comunicato – può operare sia come metaniera per il trasporto del GNL e sia come FSRU. È stata costruita nel 2015, ha una capacità di stoccaggio di 170mila metri cubi di GNL e una capacità di rigassificazione di 5 miliardi di metri cubi all’anno.

A COSA SERVIRÀ

Per ridurre la dipendenza dalla Russia, che vale circa il 40 per cento del gas importato dall’Italia, il governo sta stringendo accordi con nuovi fornitori (come l’Algeria) e lavorando per potenziare la capacità di rigassificazione in modo da poter aumentare gli acquisti di GNL dall’estero (dagli Stati Uniti, ad esempio). Il governo, dunque, ha chiesto a Snam di acquisire delle FRSU.

La società di San Donato Milanese ha spiegato che la Golar Tundra verrà posizionata nel centro-nord Italia, in modo da essere vicina ai centri di maggiore consumo di gas (per via della maggiore presenza di industrie) e velocizzare le forniture. La nave dovrebbe iniziare a svolgere le sue attività di rigassificazione tra circa un anno, nella primavera del 2023, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie e completate le infrastrutture per il suo collegamento alla rete di trasporto del gas.

COSA HA DETTO VENIER

L’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, ha detto che la Golar Tundra “da sola potrà contribuire a circa il 6,5 per cento del fabbisogno nazionale, portando la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25 per cento della domanda”.

L’operazione di acquisto della FSRU non è stata facile perché – come spiegavano su Startmag – c’è una competizione internazionale per l’accaparramento di queste navi, la cui disponibilità è peraltro limitata. Venier ha aggiunto che Snam continuando “a lavorare alla ricerca di una seconda FSRU di dimensioni simili, sulla quale è attualmente in corso una negoziazione in esclusiva che si prevede possa concludersi entro fine giugno”.

COSA FARÀ GOLAR LNG CON SNAM

L’accordo con Golar LNG prevede anche che quest’ultima noleggi la Golar Tundra da Snam a fronte di un canone per utilizzarla come nave da trasporto per il GNL: “per un periodo di tempo limitato”, viene specificato nel comunicato.

Il 18 maggio scorso Snam e Golar LNG hanno firmato un contratto per l’installazione di una metaniera (la Golar Arctic) a Portovesme, in Sardegna, per svolgere funzioni di stoccaggio e rigassificazione.

TUTTO SU GOLAR LNG

Golar LNG è una società di infrastrutture per il gas liquefatto focalizzata in particolare sulle unità di liquefazione, trasporto, stoccaggio e rigassificazione. Ha sede nelle Bermuda, territorio d’oltremare britannico geograficamente più vicino agli Stati Uniti che al Regno Unito, ed è quotata al Nasdaq, il mercato borsistico elettronico statunitense.

I suoi azionisti principali al 31 gennaio scorso sono Orbis Investment Management e Cobas Asset Management, due società di gestione degli investimenti – la prima ha sede in Bermuda, la seconda in Spagna – con quote rispettivamente del 10,8 e del 10,2 per cento. Segue, con il 6,4 per cento, Rubric Asset Management, società di gestione degli investimenti britannica.

Tra gli azionisti di Golar LNG è presente anche il fondo BlackRock, che ne possiede il 4,1 per cento delle azioni. BlackRock figura come maggiore azionista di molte delle principali aziende statunitensi che esportano gas liquefatto, come Cheniere Energy, Tellurian e Sempra.

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