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Gnl, il Qatar firma un lungo accordo con la cinese Sinopec (e avverte l’Europa)

Sinopec Qatar

QatarEnergy ha firmato con la cinese Sinopec un lungo contratto di fornitura di Gnl: durerà ventisette anni. La società qatariota lancia un avvertimento agli europei. Tutti i dettagli

L’azienda petrolifera statale qatariota QatarEnergy ha firmato lunedì un accordo di fornitura di gas liquefatto (GNL) con il gruppo petrolchimico cinese Sinopec: avrà una durata di ventisette anni, per un valore di 60 miliardi di dollari.

LA SITUAZIONE NEL MERCATO DEL GNL E IL RUOLO DEL QATAR

Attraverso questo patto di compravendita la Cina, che è la più grande importatrice di GNL al mondo, vuole garantirsi la certezza degli approvvigionamenti sul lungo periodo. La concorrenza è infatti elevata, perché i piani dell’Unione europea per il distacco energetico dalla Russia – la maggiore fornitrice del gas del continente, con una quota del 40 per cento fino all’anno scorso – hanno aggiunto un nuovo acquirente di peso nel ristretto mercato del combustibile liquefatto.

A questo proposito il Giappone, un altro grande importatore di GNL, prevede che la competizione globale per l’accaparramento del gas liquefatto si intensificherà nei prossimi tre anni a causa degli scarsi investimenti dal lato dell’offerta.

I CONTRASTI SUGLI ACCORDI DI LUNGO TERMINE

Le società energetiche europee non vogliono però impegnarsi in accordi di compravendita di lungo periodo perché pensano che la domanda di gas diminuirà notevolmente nei prossimi anni e decenni, visto il processo di transizione ecologica.

È un approccio sgradito ai fornitori di GNL, che al contrario ricercano la sicurezza dei contratti in modo da poter programmare gli investimenti nella produzione e negli impianti. L’amministratore delegato di QatarEnergy, Saad al-Kaabi, ha detto appunto a Reuters che gli acquirenti europei dovrebbero prendere esempio dall’approccio degli asiatici.

IL PROGETTO NORTH FIELD EAST (CON ENI)

L’accordo concluso lunedì prevede la fornitura, da parte di QatarEnergy, di 4 milioni di tonnellate di GNL all’anno per ventisette anni a Sinopec: le consegne inizieranno nel 2026. La materia prima arriva dal North Field, parte del più grande giacimento di gas al mondo, condiviso tra Qatar e Iran; Teheran chiama la propria porzione South Pars.

Nei mesi scorsi QatarEnergy ha stretto cinque accordi per lo sviluppo di North Field East, la prima e più grande fase (su due) di un progetto di espansione del North Field: consiste in sei impianti (“treni”, in gergo) che dovrebbero portare la capacità di liquefazione del Qatar a 126 milioni di tonnellate all’anno entro il 2027, rispetto ai 77 milioni attuali.

Tra le compagnie energetiche straniere coinvolte nel progetto c’è anche Eni; la quota di partecipazione più alta è però quella della francese TotalEnergies.

Quello con Sinopec è il primo accordo di fornitura per North Field East. A giugno fonti di Reuters avevano detto all’agenzia che le compagnie petrolifere statali cinesi erano in trattative avanzate con le autorità qatariote per investire nel progetto North Field East.

Leggi anche: Qatar Energy, tutto sulla vera potenza del Paese sede dei Mondiali di calcio

POCHI PROGETTI DI GNL

Assieme agli Stati Uniti, il Qatar è tra i massimi esportatori mondiali di GNL, e l’espansione di North Field dovrebbe renderlo un attore energetico ancora più rilevante.

Kaabi ha detto però che “non ci sono molti progetti che stanno ricevendo la decisione finale di investimento”: oltre a North Field East e North Field South (è il nome della seconda fase di sviluppo del campo) c’è Golden Pass LNG, in Texas, di cui QatarEnergy è partner assieme alla statunitense ExxonMobil.

Secondo Kaabi, i contratti a lungo termine sono necessari non solo per assicurarsi le forniture, ma anche per ottenere prezzi più convenienti e fissi.

IL RUOLO DEL GAS NELLA TRANSIZIONE

Il capo di QatarEnergy ha insistito sul contributo del gas naturale al processo di decarbonizzazione. Pur essendo un combustibile fossile e rilasciando dunque gas serra quando bruciato, il gas naturale è utile sia per sostituire la capacità energetica più emissiva (quella a carbone, ad esempio) che per dare stabilità alla rete elettrica, compensando l’intermittenza delle fonti rinnovabili.

“Il vento non soffia tutto il tempo e il sole non splende tutto il tempo”, ha detto Kaabi.

PREZZO BASATO SUL PETROLIO

Il prezzo del GNL che QatarEnergy venderà a Sinopec sarà basato sul prezzo del petrolio greggio, e la società qatariota ha specificato che intende continuare a utilizzare il meccanismo crude linked per i contratti con i soggetti asiatici.

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