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Tutte le manovre di Intesa Sanpaolo e Unicredit per Saipem

Saipem

Come si muovono banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit) e azionisti (Eni e Cdp) su Saipem, che ha in scadenza un bond da 500 milioni di euro e ha in cantiere una ricopitalizzazione da 2 miliardi di euro

 

Il prossimo 5 aprile Saipem ha in scadenza un bond da 500 milioni di euro. E dovrebbe ripagarlo attraverso un prestito da 850 milioni di euro garantito da Sace, la società statale che si occupa di assicurazione dei crediti all’export.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Saipem è in seria difficoltà finanziaria: a fine gennaio annunciò che il suo bilancio civilistico del 2021 era previsto chiudersi con perdite superiori al terzo del capitale sociale. La società sta dunque attraversando una fase di salvataggio e riorganizzazione guidata dai suoi maggiori azionisti, Eni e CDP Industria.

La nuova direzione di Alessandro Puliti – ex-dirigente di Eni che ora affianca l’amministratore delegato Francesco Caio – ha intenzione di spostare nuovamente il focus di Saipem sulle attività tradizionali, ridimensionando l’apertura alle nuove aree di business come l’eolico offshore e dismettendo alcuni asset legati alle trivellazioni di idrocarburi.

Stando alle indiscrezioni, la società ha in programma un aumento di capitale fino a 2 miliardi di euro circa, affidato a Eni e Cassa depositi e prestiti. Starebbe inoltre negoziando con le banche (innanzitutto Intesa Sanpaolo e UniCredit) l’estensione di una linea di credito da 1 miliardo di euro.

IL PRESTITO CON GARANZIA SACE

Stando a quanto riportato da MF-Milano Finanza, il prestito da 850 milioni di euro, garantito da SACE, che Saipem sta discutendo con Intesa Sanpaolo e UniCredit, andrà a copertura delle obbligazioni.

La manovra di salvataggio dovrebbe valere in tutto 3 miliardi e verrà varata il 15 marzo, giorno in cui si riunirà il consiglio d’amministrazione e si procederà all’approvazione del bilancio del 2021 e del nuovo piano strategico 2022-2025, rivisto dalla direzione generale di Puliti.

TEMPI LUNGHI

MF-Milano Finanza scrive che, visto il momento critico sui mercati internazionali, probabilmente la ricapitalizzazione di Saipem non avverrà prima dell’estate, e probabilmente slitterà al prossimo autunno. Le banche potrebbero tuttavia offrire un bridge to cash da 850 milioni di euro e dalla durata di sei mesi, rimborsato poi con la liquidità ottenuta con l’aumento di capitale. La situazione, comunque, non è ancora definita.

LA RIUNIONE TRA LE BANCHE

Secondo Il Messaggero, martedì si è svolta una riunione tra Intesa Sanpaolo, UniCredit, SocGen, Crédit Agricole, Goldman Sachs, BNP Paribas e altri istituti bancari. Lo scopo era quello di trovare un accordo sulla manovra finanziaria di Saipem.

COME VA SAIPEM IN BORSA

Il titolo di Saipem in borsa, dopo aver beneficiato degli alti prezzi del petrolio con una crescita superiore al 13 per cento, è tornato in perdita: è calato del 2,6 per cento, scambiandosi a 1,01 euro.

LE ATTIVITÀ DI SAIPEM IN RUSSIA

Nonostante le sanzioni internazionali, il divieto di importazione di petrolio e gas imposto dagli Stati Uniti e i piani dell’Unione europea per il distacco energetico, Saipem non sta rivedendo la sua presenza in Russia. Al contrario, sta continuando a lavorare al progetto sul gas liquefatto Arctic LNG, nell’Artico russo, e alla raffineria Gazpromneft a Mosca.

La settimana scorsa l’agenzia Reuters aveva scritto che l’Italia aveva sospeso la sua quota di finanziamenti per il progetto Arctic LNG 2: il prestito era stimato in circa 500 milioni di euro, fornito da Cassa depositi e prestiti e Intesa Sanpaolo e assicurato da SACE.

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