Energia

La Russia vuole unire le due Coree con un gasdotto (facendo irritare gli Usa)

di

ideologia russa

La Russia potrebbe costruire un gasdotto per rifornire Seul, passando attraverso la Corea del Nord. E togliere spazi di manovra agli Usa nel mercato asiatico

Un gasdotto per la pace. Che la Russia usi il gas come arma geopolitica era chiaro oramai da un pezzo. Anche le terre su cui passano i gasdotti rivestono ruoli importanti (si pensi alla Turchia che non vuole perdere il suo ruolo di via del gas a causa delle nuove scoperte a Cipro). E’ per questo che è poco conveniente far passare un tubo come questi in terra straniera nemica. Ma se arrivasse la pace? Allora il progetto potrebbe anche prendere forma.

E’ così che dopo il riavvicinamento in occasione delle Olimpiadi (gli atleti coreani hanno sfilato nella cerimonia di apertura come una squadra comune), le due Coree potrebbero passare da una pace sportiva a quella energetica. Un alto diplomatico sudcoreano ha confermato che la Russia potrebbe costruire un gasdotto per rifornire Seul, passando attraverso la Corea del Nord.

PACE ENERGETICA TRA LE DUE COREE?

“Se la situazione della sicurezza nella penisola coreana dovesse migliorare, saremo in grado di rivedere le attività del gas naturale (PNG) che coinvolgono le due Coree e la Russia”, ha affermato il ministro degli esteri Kang Kyung-wha in un forum di Seoul sulla cooperazione energetica regionale, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Yonhap. “E se anche il Nord partecipasse ai colloqui sulla cooperazione energetica nel nord-est asiatico, servirebbe da catalizzatore per alleviare le tensioni geopolitiche nella regione”, ha affermato.

UN PROGETTO ANTICO?

La Gazprom russa desidera da tempo fornire gas alla Corea del Sud, affamata di energia. Fino ad oggi, però, il progetto è stato irrealizzabile, dal momento che il gasdotto deve attraversare la Corea del Nord.

“L’idea alla base del gasdotto sembra molto difficile da attuare, soprattutto considerando il complesso contesto politico-militare che anima la penisola coreana e gli evidenti rischi politici”, aveva affermato Gazprom nel 2012.

I VECCHI ACCORDI

Qualcosa in passato si era già mossa. E nel 2008, la Russia e la Corea del Sud avevano firmato un accordo preliminare sulla consegna del gas russo, mentre al 2011 risalgono le prime trattative con la Corea del Nord sul transito del tubo (trattative mai portate avanti realmente).

La Corea del Sud è stata costretta a comprare il gas naturale liquefatto (GNL), sebbene il gasdotto sia più economico. Seoul temeva che, se fosse stato costruito il gasdotto, Pyongyang avrebbe potuto ricattare o addirittura bloccare il transito.

UN TUBO GIA’ PRONTO?

Era marzo 2017 quando è stata annunciata la costruzione di un gasdotto da 25 miliardi di mc/anno verso il Giappone. Il progetto  costerà 6 miliardi di dollari: grazie all’accordo, i giapponesi ridurranno la dipendenza dal nucleare di un 8% dal qui al 2030. Coincidenza vuole (se di coincidenza vogliamo parlare) che ora ci sia l’annuncio che lo stesso tubo proveniente dalla Siberia abbia una seconda linea, ma non più verso non un arcipelago, ma verso le penisola coreana. Insomma, i russi starebbero progettando il tracciato per la deviazione del tubo destinato alla terra dei Samurai prendendo la destra via terra verso un ennesimo cliente di prestigio: la Corea del sud.

A DISCAPITO DEGLI USA

Una pace duratura tra Corea del Nord e Corea del Sud e un gasdotto che potrebbe attraversare le due Coree per arrivare anche in Giappone non farà di certo gongolare Trump. Proprio dall’altra parte del Pacifico, infatti, sperava che grazie all’allargamento del canale di Panama e alla tensione diplomatica tra le due Coree lo shale gas potesse avere successo in un mercato sempre più ricco nell’area più industrializzata del Pacifico orientale. Così, però, non sarà. Almeno per ora.

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