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Rinnovabili, Starace: addio a fonti fossili entro il 2050

Rinnovabili

Dal futuro delle rinnovabili al canone in bolletta e ai progetti sulla banda larga: Starace racconta il futuro dell’Italia

Fonti fossili, rinnovabili, canone in bolletta. Sono questi alcuni dei temi toccati da Francesco Starace in una lunga intervista rilasciata al Messaggero. Temi caldi e importanti per il futuro del Paese.

Fonti fossili ed energie rinnovabili

Ha una visione chiara Starace sul futuro dell’energia. “Di qui al 2050 probabilmente le fonti fossili saranno sparite”. “So per certo” che da qui al 2050 “non ci sarà quasi più nulla di termico. Per il resto è difficile prevedere quale sarà il mix di rinnovabili che in quel tempo si sarà imposto”.

L’affermazione delle energie pulite, in Italia, come nel mondo, ha affermato Starace trova vita semplice per due motivi “Il primo è che sono sempre più produttive ed efficienti e dunque rendono conveniente l’investimento. Il secondo è che il ritorno è più sicuro e veloce”. Ci spieghiamo: “Per costruire un campo eolico o solare, ci vogliono uno o due anni. Nessuno fa barricate contro questo tipo di investimento. Se invece vuoi costruire un altro tipo di centrale sorgono mille problemi. Poter realizzare un investimento in un anno è un tempo imbattibile. Molti Paesi hanno colto la convenienza e hanno già imboccato questa strada”.

In tema di rinnovabili, Starace parla anche di devolution alle Regioni delle politiche sull’energia. “Penso che una delle più grandi iatture della devolution alle Regioni sia stata quella in materia energetica. Non c’è nulla di più folle della frammentazione di un sistema energetico nelle sue sottoparti in termini di costi. Basta pensare ad un investitore che si deve orientare tra processi autorizzativi difformi nel giro di soli 100 chilometri. Penso sia stato un errore grave che ha favorito abusi. E c’è un analogo problema a livello europeo”.

Rinnovabili: stop incentivi

Stop agli incentivi per le rinnovabili: le energie pulite cresceranno ugualmente, così come avviene nel resto del mondo. Fuori dll’Europa “le rinnovabili crescono in maniera impetuosa senza incentivi. Solo nel 2015, in tutto il mondo sono stati investiti oltre 300 miliardi di dollari”. Perchè gli investimenti ripartano anche in Italia, è necessario concedere agli operatori del settore “la possibilità di stipulare contratti di lungo termine. Oggi noi “possiamo fare solo contratti al massimo di due anni dai quali è possibile recedere in ogni momento. In Messico, ad esempio, si fanno anche contratti a 15-20 anni . Solo così è possibile abbattere i costi. La seconda condizione è che venga introdotto un processo concorsuale competitivo per assegnare l’investimento.”

Enel: i nuovi obiettivi per le rinnovabili

“Bisogna fare una premessa. In Italia, come in gran parte d’Europa, abbiamo una sovrabbondanza produttiva dovuta a investimenti sbagliati del passato. Ci troviamo così ad affrontare una progressiva obsolescenza del parco di generazione. Per questo  abbiamo scelto di dismettere 23 centrali termoelettriche. Verranno totalmente smontate e diventeranno altro: musei, centri commerciali, centri sportivi”.

E se è vero che oggi le fonti rinnovabili, in Italia, sono bloccate, è vero anche che “ricominceranno a crescere le rinnovabili, mano a mano che altre centrali convenzionali chiuderanno: i tempi saranno dettati dalla conclusione del ciclo ventennale delle autorizzazioni. Inoltre, tra qualche anno la maggioranza dei campi eolici avrà superato i 12-15 anni di vita. A quel punto, semplicemente cambiando le macchine e grazie alle nuove tecnologie, potremo ottenere fino al 70% di energia prodotta in più sullo stesso campo eolico, senza la necessità di occupare altro suolo”.

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Eolico: il futuro del settore

Francesco Starace ha parlato anche di eolico: al termine dei 20 anni di vita di un parco, cosa succederà? Ancora non è stato deciso per alcun rinnovo delle relative autorizzazioni. “Va fatto un intervento in questo senso, stabilito un nuovo orizzonte di altri 20 anni. In questo modo si dà agli investitori la necessaria chiarezza sul quadro e le concessioni. Ma questo quadro deve essere nazionale, valido ovunque”. Chiediamo al Governo “La certezza di un orizzonte a lungo termine, con contratti a lungo termine e aste competitive. Non servono gli incentivi. Purché non ci sia la frammentazione regolatoria avuta finora”.

Il canone Rai in bolletta

Anche il canone Rai è stato uno degli argomenti dell’intervista . Starace si è detto per nulla contento di fare l’esattore del canone Rai “Non è un ruolo per me entusiasmante”. “Non potevamo dire ‘Non lo vogliamo mettere in bolletta’, perché se prendete l’ultima pagina della bolletta elettrica e leggete quello che c’è dentro, trovate di tutto. Il canone tv è una delle cose più odiate, ma anche pagare lo smantellamento delle centrali nucleari credo non sia piacevole per nessuno”.

Con molta probabilità  si avrà il canone già nella bolletta di luglio. “Credo manchi ancora un passaggio formale. Il nostro ciclo di fatturazioneè di due mesi. A luglio si riceveranno le bollette che noi prepariamo a maggio. C’è ancora qualche giorno di margine, credo che si possa riuscire”. Quel che certo e che non è facile, per Enel, gestire la situazione: “oggi il 5% delle telefonate che ricevono i nostri call center sono per il canone. Questo 5%, una volta che farà la sua comparsa sulla bolletta , potrà diventare il 50% o addirittura il 70% . Noi ci stiamo preparando molto seriamente”.

Enel e la banda larga

E c’è poi l’argomento Banda larga. Enel è impegnata insieme al governo nella diffusione della banda larga: la società dovrebbe cablare ben 224 città in tutta Italia. Ma Telecom, interessata da sempre alla partita della banda larga, sembra voler scendere in campo e acquistare Metroweb,  la società di engineering che ha cablato Milano e che vanta il controllo della connessione veloce nelle aree dove si guadagna di più.
Quale sarà la risposta di Enel? Come prima cosa c’è da dire che anche Enel sta lavorando ad una possibile offerta per Metroweb. Se questa non dovesse andare, però,Enel farà il suo lavoro ” che potrà continuare a svolgere anche senza avere Metroweb. Una società, peraltro, in questo momento attiva in città dove non è presente Enel”. “Assumeremo tecnici e ricorreremo anche a società esterne, come del resto fanno già altri operatori, inclusa Metroweb. Sulla parte più sostanziosa, la posa dei cavi, francamente qualche cosa la sappiamo già fare. Stimiamo che per il piano dovremmo utilizzare, tra risorse interne ed esterne, 4500 nuovi lavoratori. Poi, a regime, saranno impiegate circa 300 persone nella fibra”.

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Enel e le infrastrutture per la diffusione dell’auto elettrica

Anche Enel ha un progetto tutto suo sull’auto elettrica. “Stiamo conducendo uno studio con il Politecnico di Milano per capire quante colonnine dobbiamo impiantare in Italia, e dove, per dare la certezza di poter viaggiare in tutta Italia senza l’ansia di rimanere con l’auto scarica. A giugno avremo il risultato. Naturalmente il nostro obiettivo è costruire questa rete”.

“Abbiamo vari contatti con tutti i produttori -ha spiegato Starace – ma soprattutto con la casa giapponese Nissan, l’unica casa che ci permette di caricare ma anche di scaricare dall’auto energia, in modo da bilanciare la rete stessa. Sono convinto che il biennio 2017-2018 sarà quello dell’auto elettrica. Non sarà più relegata al ruolo di city car, a breve la vedremo in autostrada come i veicoli tradizionali”.

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