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No al canone Rai in Bolletta: le motivazioni, da Grillo ad Assoelettrica

Canone Rai Mediaset

L’idea del canone Rai in bolletta non piace ai grillini, che hanno presentato una mozione per chiedere al Governo di eliminare la norma, e nemmeno ad Assoelettrica. Vediamo perchè
No al canone Rai in Bolletta. È questo lo scopo della mozione presentata alla Camera dei Deputati dal Movimento 5 Stelle: i grillini chiedono al Governo di ritirare la norma con la quale si intende autorizzare la riscossione del canone Rai, per il 2016, tramite l’inserimento della somma dovuta nella bolletta dell’energia elettrica. “Fuori il canone Rai dalla bolletta elettrica! E’ la richiesta della mozione con cui oggi il M5S vuole eliminare l’inganno del governo finalizzato al controllo della tv di Stato e dell’opinione pubblica“, si legge in un post sul blog di Beppe Grillo. Ma andiamo per gradi.

Il pagamento in bolletta del canone

La legge di stabilità ha stabilito che il pagamento del canone Rai avverrà mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica. Il primo addebito del canone avverrà, almeno per questo 2016, nella prima fattura elettrica successiva al 1° luglio 2016. Il canone annuo ordinario è stato ridotto a 100 euro, dai 113,50 del 2015.

A dover pagare saranno tutti coloro che possiedono un apparecchio atto od adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive. La legge, però, stabilisce che vi è detenzione di apparecchio televisivo nel caso in cui esiste «un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica». Tutti coloro che sono, dunque, allacciati alla rete ma non possiedono un televisore dovranno presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino. La dichiarazione «ha validità per l’anno in cui è stata presentata».

No al canone Rai in bolletta: ecco perchè M5S è contrario

Il canone in bolletta non servirà a finanziare soltanto la Rai – hanno denunciato i grillini – In palese contrasto con i principi affermati dalla Corte costituzionale, le maggiori entrate che deriveranno dal canone in bolletta serviranno a finanziare, da un lato, il Fondo per la riduzione della pressione fiscale, dall’altro, come confermato dalla recente proposta di legge sull’editoria, il Fondo per il pluralismo, ovverossia i giornali e le tv locali”.”I cittadini così ci rimettono due volte perché pagano per un servizio che non gli viene offerto; Perché quello che ricevono è un’informazione distorta, viziata dai finanziamenti della politica. Le risorse dei cittadini verranno utilizzate per mantenere in vita quotidiani e stampa di regime ormai in profonda crisi costretti ad assecondare i desideri del governo di turno che li finanzia”.

canone RAI

Anche Assoelettrica contro il canone Rai in bolletta

L’idea del canone in bolletta non piace nemmeno alle associazioni di settore. Assoelettrica non è d’accordo con il canone in bolletta per questioni tecniche. “Per quanto riguarda la bolletta elettrica si sta già lavorando nel difficile tentativo di liberarla di parte degli oneri aggiuntivi che la caricano di una pesante zavorra (il costo dell’energia vera e propria nella bolletta ‘tipo’ pesa per meno del 40% del totale) cosa che tralaltro rende difficile la competizione tra le imprese di vendita sul mercato libero, ‘annacquando’ negli oneri offerte magari molto interessanti dal punto di vista del prezzo dell’energia. Si sta inoltre lavorando ad una graduale eliminazione della progressività delle tariffe e quindi il canone sembra veramente l’ultima cosa di cui la bolletta ha bisogno.”, si legge sul sito dell’associazione.

A far da scoglio all’inserimento del canone in bolletta anche il fatto che le imprese, come ha spiegato solo qualche settimana fa Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, “devono predisporre i necessari sistemi informatici per emettere le nuove fatture modificate, bisogna incrociare le banche dati, occorre chiarire una lunga serie di problemi che ancora non sono stati sciolti, dalla questione dei ritardati pagamenti, alla morosità, dall’eventualità di un cambio di fornitore ai pagamenti parziali, dai reclami ai contratti non residenti. Insieme a Utilitalia, abbiamo preparato un documento circostanziato che elenca tutti i problemi aperti, ma il ministero per lo Sviluppo economico ancora non ci ha dato risposta. E il tempo ormai stringe”.

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