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Tetto al gas, rinnovabili, idrogeno e fondi: cosa c’è nel piano RePowerEU sull’energia

Tassonomia

Tutte le novità introdotte dalla Commissione europea nel piano RePowerEU sull’energia. Il Daily Brief di Confindustria

La Commissione europea ha presentato un corposo pacchetto di iniziative legislative e non legislative, per rispondere alla crisi energetica e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia (il cd. REPower EU).

Risparmio energetico

È previsto un “Piano di risparmio UE”, che mira, nel breve periodo, ad una riduzione della domanda di gas e petrolio del 5% tramite un mutamento nei consumi energetici, e, nel medio-lungo periodo, a promuovere interventi strutturali di efficientamento energetico. A tal proposito, l’Esecutivo UE invita i co-legislatori europei ad innalzare le ambizioni, nell’ambito della revisione in corso della Direttiva sull’efficienza energetica, portando l’obiettivo dal 9 al 13%.

Price cap europeo al gas

Sarà possibile solo in caso di “totale interruzione delle forniture”, dovrà essere “limitato al periodo di emergenza”, non deve portare ad “una riduzione della domanda” e non “deve compromettere la capacità dell’Ue di attrarre forniture alternative di gas o gnl”. Il piano dà invece la possibilità agli Stati di regolamentare il prezzo del gas a livello nazionale per il “consumatore finale, ad un’ampia gamma di clienti, incluse famiglie e imprese.

Diversificazione delle fonti di approvvigionamento

La Commissione intende invitare gli Stati membri a fare uso della Piattaforma UE per l’acquisto comune di gas, GNL e Idrogeno, incoraggiando al contempo a stabilire con i maggiori paesi fornitori di energia accordi commerciali di lungo periodo (in particolare con Egitto ed Israele).

Sostituzione delle fonti fossili attraverso un maggiore sviluppo delle rinnovabili

È in programma la pubblicazione di una nuova proposta di revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili, incrementandone il target dal 40% al 45% entro il 2030 e prevedendo emendamenti specifici in materia di autorizzazioni. La revisione sarà accompagnata da una comunicazione volta a fornire orientamenti in materia di rilascio delle autorizzazioni e promozione dei power purchase agreement.

Strategia UE sull’energia solare

La Commissione propone l’obbligo di installare pannelli solari sui tetti degli immobili commerciali e pubblici nuovi dal 2025. Per gli immobili residenziali nuovi obbligo dal 2029.

Piano d’azione per il biometano

Prevede una nuova Alleanza industriale per il biometano e incentivi finanziari per aumentare la produzione a 35 miliardi di cm entro il 2030, anche attraverso la Politica agricola comune.

Idrogeno

Con l’iniziativa “Hydrogen Accelerator” la Commissione intende incrementare la produzione domestica di H2 fino a 10 milioni di tonnellate e di importarne la medesima quantità entro il 2030. In materia, sono attesi anche due atti delegati che fisseranno i criteri la produzione di idrogeno rinnovabile. Si intende, inoltre, promuovere un maggiore sviluppo delle infrastrutture energetiche nell’ambito dei progetti di Interesse Comune Europei.

Riforma del PNRR

La Commissione ha pubblicato delle linee guida e una proposta legislativa per permettere agli Stati membri che ne facciano espressamente richiesta di integrare il PNRR con un capitolo dedicato alle riforme e agli investimenti necessari alla realizzazione degli obiettivi del Piano REPower. Ne consegue che si apre la possibilità di reindirizzare le attuali allocazioni del PNRR verso interventi in campo energetico.

Piano di investimenti

La Commissione stima un piano di investimenti, necessario all’attuazione del Piano REPower EU, di circa 195 miliardi di euro al 2027, provenienti dal fondo per l’innovazione, dai fondi strutturali europei (Cohesion Fund e PAC) e dai proventi delle aste ETS.

Finanziamento

Per sostenere REPowerEU, la Commissione ha proposto una modifica al regolamento della Recovery and Resilience Facility (RRF) che consente a paesi come l’Italia di ricevere i prestiti non usati da altri Stati membri. Si tratta di circa 225 miliardi di euro a disposizione. La Commissione ha anche previsto circa 20 miliardi di nuove risorse provenienti dalla vendita di quote del sistema di scambio delle emissioni dell’UE (ETS) attualmente detenute nella riserva di stabilità del mercato, da mettere all’asta in modo da non perturbare il mercato: non è ancora chiaro come avverrà la ripartizione tra gli Stati membri.

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