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Cosa c’è nel piano energetico della Ue anti-Russia

Tassonomia

Cosa c’è nel piano RePowerEU della Commissione europea sull’energia presentato oggi. Tutti i dettagli

 

Oggi la Commissione europea ha presentato il piano energetico RePowerEU, contenente gli obiettivi sulla transizione energetica e le linee guida per il distacco dalla Russia quale fornitrice principale di combustibili fossili.

RINNOVABILI, EFFICIENZA ENERGETICA E RISPARMIO

Nel piano – come si legge su Energia Oltre – Bruxelles ha alzato la quota di fabbisogno energetico soddisfatto dalle fonti rinnovabili al 2030 dal 40 al 45 per cento. Il target sull’efficienza energetica previsto per lo stesso anno è passato al 13 per cento (contro il 9), mentre la domanda di petrolio e gas naturale dovrà ridursi del 5 per cento attraverso misure di risparmio dei consumi, ad esempio limitando le temperature degli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

IL DISTACCO DALLA RUSSIA E GLI ACQUISTI COLLETTIVI DI GAS

La dipendenza energetica dalla Russia – che attualmente vale circa il 40 per cento del gas, il 25 per cento del greggio e il 50 per cento del carbone importato a livello comunitario – verrà abbattuta anche attraverso una diversificazione dei fornitori. La priorità è la sostituzione dei 155 miliardi di metri cubi di gas acquistati da Mosca ogni anno: a questo proposito il piano RePowerEU prevede la possibilità, per gli stati membri, di unirsi per acquistare congiuntamente gas naturale, gas liquefatto (GNL) e idrogeno, facendo pesare il peso del mercato europeo per negoziare prezzi più vantaggiosi con i venditori.

GLI OBIETTIVI SULLE FONTI RINNOVABILI

Per raggiungere il nuovo obiettivo sulle rinnovabili al 2030, l’Unione europea vuole accelerare con le installazioni di impianti fotovoltaici per arrivare a 600 gigawatt di capacità entro la fine del decennio. La Commissione ha avanzato un “obbligo legale graduale” di installazione di pannelli solari sugli edifici pubblici e commerciali entro il 2025, e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029.

POMPE DI CALORE E IDROGENO

Bruxelles vuole anche raddoppiare la diffusione delle pompe di calore, in modo da ridurre l’utilizzo del gas naturale per il riscaldamento degli edifici, e integrare l’energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento.

RePowerEU contiene delle raccomandazioni per agevolare i procedimenti autorizzativi degli impianti rinnovabili. E fissa, inoltre, un obiettivo di produzione di 10 milioni di tonnellate di idrogeno verde (ottenuto dall’elettricità rinnovabile) entro il 2030, da utilizzare al posto dei combustibili fossili nelle industrie hard-to-abate, cioè quelle i cui processi produttivi non sono alimentabili con l’elettricità. L’Unione europea stanzierà 200 milioni di euro per la ricerca sull’idrogeno: quello verde, in particolare, è ancora molto costoso.

I TRASPORTI E I FINANZIAMENTI

La Commissione europea presenterà un pacchetto normativa per rendere più sostenibile, riducendo i livelli emissivi, il settore del trasporto merci e valuterà un’iniziativa legislativa sull’aumento della quota di veicoli a zero emissioni nelle flotte aziendali e pubbliche.

Questi interventi andranno sostenuti da finanziamenti per 210 miliardi di euro per il periodo 2022-2027, che arriveranno dalle risorse non utilizzate del programma Next Generation EU (o Recovery Plan), dei fondi di coesione e della Politica agricola comune (PAC).

Gli stati membri dell’Unione, infine, avranno a disposizione una dotazione aggiuntiva di 20 miliardi di euro in sovvenzioni ricavate dalla vendita delle quote di emissione di carbonio nel sistema ETS.

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