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Come sventolano i conti di Renexia di Toto?

Renexia

Renexia, società del gruppo Toto, ha inaugurato oggi il primo parco eolico offshore d’Italia e del Mediterraneo. Ecco i dettagli dell’impianto, i progetti futuri e i conti della società

 

Renexia, società del gruppo Toto che si occupa di progettazione, costruzione e gestione di impianti di energia rinnovabile, ha inaugurato un parco eolico offshore (in mare) nel golfo di Taranto. Ha una potenza installata di 30 megawatt, sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 60mila persone, ed è il primo a venire realizzato nell’intero mar Mediterraneo, riporta Repubblica.

I NUMERI DEL PARCO

Il parco, chiamato “Beleolico”, è composto da dieci turbine eoliche installate in un’area di 131mila metri quadrati ed è in grado di generare 58mila megawattora di energia. Il progetto ha richiesto un investimento di 80 milioni di euro.

COSA DICE TERNA

Terna, la società che gestisce delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, ha registrato un aumento dei progetti di eolico offshore presentati dagli operatori: nel 2021 l’aumento è stato del 500 per cento, che potrebbero tradursi, nel concreto, in 26,5 gigawatt di capacità. Alla fine del 2020 le domande di impianti eolici in mare rappresentavano una potenza totale di 5,3 GW.

Si stima che questi impianti – da installare principalmente in Sicilia, Sardegna e Puglia, per sfruttarne la ventosità – permetterebbero all’Italia di sostituire fino al 10 per cento delle importazioni di gas naturale.

I VINCOLI ITALIANI ALL’EOLICO OFFSHORE

In Italia esistono tuttavia una serie di vincoli che finora hanno limitato lo sviluppo dell’eolico offshore. Vincoli paesaggistici e ambientali (con relative proteste delle soprintendenze), ad esempio. Oppure problemi di interferenza con le rotte di navigazione. O, ancora, difficoltà infrastrutturali e logistiche dovute alle connessioni degli impianti con la rete elettrica. Ma non solo. L’installazione di turbine offshore in Italia è complicata anche dalle condizioni metereologiche e geologiche: la ventosità del mar Mediterraneo è innanzitutto medio-bassa, inferiore a quella del mare del Nord; e poi i fondali sono profondi, una caratteristica che non vi permette l’ancoraggio delle piattaforme.

Esistono tuttavia delle tecnologie che hanno “riaperto la possibilità” di uno sviluppo più ampio dell’eolico nei mari italiani, aveva detto Simone Togni, presidente di ANEV, a Energia Oltre: le tecnologie floating, galleggianti (qui l’approfondimento di Startmag). Invece di installare impianti dalle fondamenta fisse – cosa difficile nel Mediterraneo, vista la profondità dei fondali –, le tecnologie floating permettono di inserire le turbine su delle piattaforme galleggianti. E dunque di sfruttare l’energia del vento anche in aree inutilizzabili con le tecnologie tradizionali.

IL PROGETTO NELLE EGADI

Renexia ha intenzione di realizzare un grande parco eolico offshore nelle isole Egadi, in Sicilia, da 2,8 GW per un investimento da 1 miliardo di euro.

TUTTI I NUMERI DI RENEXIA

Nel bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2020 (l’ultimo depositato), i costi della produzione di Renexia ammontavano a 8.416.533 euro. L’utile dell’esercizio era di 71.585.694 euro, mentre l’attivo circolante di 4.447.765 euro e il patrimonio netto di 102.755.405 euro.

In una nota dedicata alla continuità aziendale, nel documento in questione veniva evidenziato il termine dell’operazione con il fondo americano Apollo, “che ha generato per la Società una significativa plusvalenza da un punto di vista economico (circa 78 milioni di euro al netto dei costi accessori) con correlati risvolti positivi sulla liquidità”. Vale a dire l’incasso, a favore di Renexia da Apollo, “di cento milioni di dollari a seguito della cessione del 20% della partecipazione in US Wind Inc.” e “l’erogazione, a favore di US Wind da parte di Apollo, di 40 milioni di dollari titolo di finanziamento (emissione di un bond negli Stati Uniti) fino al 31 dicembre 2020 con ulteriore tiraggio di 42 milioni di dollari nel corso del 2021”.

Le risorse, proseguiva la nota, erano destinate sia agli investimenti negli Stati Uniti che alla copertura delle “esigenza di casa manifestate all’interno del gruppo per limitare, per quanto possibile, gli effetti del Covid”.

Nel 2020 la Business Unit Rinnovabili della società ha provveduto “alla riattivazione del finanziamento per la costruzione del parco eolico off-shore di Taranto, tramite la controllata (indiretta) Beleolico S.r.l. che permetterà di terminare i lavori entro la fine del 2021 e che vede coinvolta anche la controllata Renexia Services S.r.l. in qualità di EPC Contractor: l’ulteriore tiraggio del finanziamento 2021 ammonta a complessivi 58,8 milioni con i quali addivenire alla realizzazione del primo parco eolico off-shore in Italia”.

Infine emerge che sono state svalutate le partecipazioni in 3 società.

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