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Ecco come il Regno Unito con Truss congelerà le bollette energetiche

Truss

Cosa c’è nel piano della prima ministra britannica Liz Truss per bloccare il costo delle bollette e garantire la sicurezza energetica. Tutti i dettagli

 

La nuova prima ministra del Regno Unito, Liz Truss, ha presentato giovedì un piano per bloccare le bollette energetiche a un costo medio di 2500 sterline all’anno, per due anni. La misura rientra in un pacchetto di aiuti per le famiglie e le imprese britanniche che il Guardian ha descritto come “uno dei più grandi interventi governativi dalla crisi finanziaria” del 2007.

RICORSO AL CREDITO E SOSTEGNO AI FORNITORI DI ENERGIA

Truss ha spiegato che il governo finanzierà la riduzione del costo delle bollette con un maggiore ricorso al credito. La misura prevedrà il trasferimento alle società fornitrici di energia di 150 miliardi di sterline dai fondi dei contribuenti, che serviranno a compensare la differenza tra il prezzo pagato da queste aziende per acquistare l’energia all’ingrosso e il prezzo massimo al consumo stabilito dal governo.

RIMOZIONE DELLE “IMPOSTE VERDI” DALLE BOLLETTE

Verranno inoltre eliminate, per un periodo temporaneo, le cosiddette green levies (ossia le imposte per incentivare le soluzioni energetiche ambientalmente sostenibili) dalle bollette domestiche, per un valore di circa 150 sterline all’anno.

LA COPERTURA NAZIONALE

Lo schema elaborato da Truss coprirà l’Inghilterra, la Scozia e il Galles, ma ci si aspetta che venga definito qualcosa di simile anche per l’Irlanda del nord.

PIÙ ESTRAZIONI OIL & GAS, E NON SOLO

Oltre al contenimento delle bollette, la prima ministra ha anche annunciato una serie di misure per il rafforzamento della resilienza energetica: l’avvio di un nuovo giro di licenze (un centinaio) per l’estrazione di petrolio e gas, ad esempio; la revocazione della moratoria sul fracking (una tecnologia non convenzionale per fratturare le rocce e liberare i depositi di idrocarburi, molto utilizzata negli Stati Uniti) imposta per timori sismici; l’installazione di nuova capacità energetica da nucleare, eolico e solare.

I RISPARMI STIMATI PER LE FAMIGLIE

Truss ha dichiarato che da ottobre, grazie alla riduzione del prezzo delle bollette, la famiglia britannica media risparmierà 1000 sterline, in aggiunta alle 400 sterline per le misure annunciate dall’ex-primo ministro Boris Johnson.

IL SUPPORTO ALLE IMPRESE

Per le imprese e gli istituti pubblici come le scuole e gli enti di carità, il governo britannico ha annunciato uno schema semestrale di “supporto equivalente” a quello fornito alle famiglie, che verrà sottoposto a revisione ogni tre mesi per eventuali aggiustamenti. Consisterà probabilmente in un sussidio al prezzo del gas all’ingrosso, ma non sono stati forniti dettagli.

NIENTE RIDUZIONI DEL CONSUMO NÉ TASSE SUGLI EXTRAPROFITTI

Truss non ha tuttavia chiesto ai consumatori e agli imprenditori di ridurre i consumi energetici per limitare i rischi di blackout nei mesi invernali. E ha escluso di finanziare il tetto alle bollette tramite una tassa sui cosiddetti “extraprofitti” delle società energetiche.

– Leggi anche: Draghi, Eni e gli extraprofitti: che cosa sta succedendo

LE CRITICHE DEI LABURISTI

Il leader del Partito laburista, Keir Starmer, ha criticato la decisione del governo di finanziare la misura attraverso un maggiore indebitamento pubblico piuttosto che con l’aumento delle tasse.  “La prima ministra è contraria alle tasse sugli extraprofitti”, ha detto. “Vuole lasciare questi enormi proventi sul tavolo con una conseguenza chiara e ovvia: il conto verrà pagato dai lavoratori”.

Starmer ha attaccato anche il focus governativo sui combustibili, dichiarando che “il fracking e la corsa al gas nel mare del Nord non ridurranno le bollette. Né rafforzeranno la nostra sicurezza energetica. Ma distruggeranno i nostri sforzi per combattere l’incombente crisi climatica”.

E LA NEUTRALITÀ CARBONICA?

Il Regno Unito si è dato l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica, cioè l’azzeramento netto delle emissioni di gas serra, entro il 2050. Ma Truss ha anticipato una revisione della strategia per il net zero sulla base del “mutato contesto economico”.

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