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Perché i prezzi dei carburanti aumentano in tutta l’Ue

Prezzi Carburanti

I prezzi dei carburanti (benzina e gasolio) non sono aumentati solo in Italia, ma in tutti i Paesi dell’Unione europea. Cosa dicono i dati della Commissione di Bruxelles e cosa ha deciso il governo sulle accise

Accise sulla benzina, così fan tutti?

“Quando noi abbiamo fatto la legge di bilancio, avevamo […] orientativamente 10 miliardi e avevamo due strade: tagliare le accise per tutti, anche per i ricchi; oppure concentrare quelle risorse sul taglio del costo del lavoro, sulle decontribuzioni per i neoassunti, sui soldi alle famiglie per crescere i figli. Abbiamo fatto questa seconda scelta, perché secondo noi ha un moltiplicatore maggiore”.

Sono frasi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ieri al TG1 ha spiegato la decisione del governo di non rinnovare lo sconto alle accise sui carburanti – introdotto dal precedente governo di Mario Draghi per mitigare l’impatto della crisi energetica, aggravata dalla guerra in Ucraina – per concentrarsi su altre misure.

La conseguenza di questa scelta è stata, dall’1 gennaio, l’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio rispetto a quelli di dicembre. Un aumento in linea con il rialzo delle accise dovuto alla mancata proroga dei tagli – lo dicono i dati del ministero dell’Ambiente -, benché diversi esponenti del governo l’abbiano ricondotto alla speculazione.

COSA HA DETTO MELONI SULLA SPECULAZIONE

Il 10 gennaio il governo ha approvato un decreto-legge per aumentare la trasparenza sui prezzi praticati dai distributori di carburante e per rafforzare i poteri di monitoraggio e di sanzione del Garante per la sorveglianza dei prezzi.

In merito alla presunta speculazione, non sostenuta dai dati, Meloni ha detto al TG1 che “la gran parte dei benzinai si sta comportando con grande responsabilità, e forse proprio a loro tutela serve eventualmente individuare chi non dovesse avere la stessa responsabilità. Però voglio dire anche che la categoria va messa al riparo anche da certe mistificazioni, perché quando si parla per settimane del prezzo della benzina a 2 euro e mezzo quando il prezzo della benzina medio è 1 euro e 80, diciamo, non si aiuta”.

I gestori di stazioni e aree di servizio hanno proclamato due giornate di sciopero, il 25 e il 26 gennaio, per protesta contro le accuse di speculazione provenienti dal governo. A questo proposito, Meloni ha assicurato che “il governo incontrerà […] la categoria per ribadire che non c’è alcuna volontà di fare scaricabarile” di responsabilità.

COSA DICE IL BOLLETTINO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Il caro-carburanti non riguarda solo l’Italia, ma pressoché l’intera Unione europea.

Dalla lettura dell’ultimo bollettino petrolifero settimanale della Commissione, che registra le variazioni di prezzo dei prodotti petroliferi in tutti gli stati membri dell’Unione, si nota infatti come l’aumento delle imposte sui carburanti – tra accise, IVA e tasse varie – all’inizio del 2023 abbia causato un aumento dei prezzi ai distributori praticamente ovunque. Ma soprattutto in due paesi: in Italia e in Francia, quelli che peraltro hanno le tassazioni più alte su benzina e gasolio.

TASSE E PREZZI IN ITALIA E FRANCIA

Quelle applicate da Parigi sono rispettivamente del 54 e del 49 per cento; quelle da Roma del 58 e del 51. La media europea delle imposte sulla benzina è invece del 50,7 per cento, e del 42,1 per cento sul gasolio.

In Francia, così, i prezzi della benzina sono passati dagli 1,65 euro al litro di fine 2022 agli 1,85 del 9 gennaio; quelli del gasolio da 1,74 euro a 1,89. In Italia, invece, secondo la rilevazione europea, la benzina è aumentata da 1,62 euro al litro a 1,81 nello stesso periodo, mentre il gasolio da 1,69 euro a 1,87.

COME VANNO I PREZZI DEI CARBURANTI IN GERMANIA, SPAGNA E UNGHERIA

In Germania l’andamento dei prezzi è stato molto più stabile: la benzina è calata, da 1,74 euro al litro a 1,71; il gasolio, invece, è aumentato da 1,81 euro a 1,82. Anche in Spagna gli aumenti sono stati modesti: da 1,56 a 1,61 euro al litro per la benzina; e da 1,64 a 1,68 euro per il gasolio.

In Ungheria, che aveva imposto un tetto nazionale ai prezzi dei carburanti, poi sospeso per via dei danni economici arrecati alle società di distribuzione, i prezzi della benzina sono passati dagli 1,56 euro di fine dicembre a 1,65 euro; quelli del gasolio da 1,78 euro a 1,81 euro.

LE CAUSE PROFONDE DELL’AUMENTO DI BENZINA E GASOLIO

Al di là delle accise, le ragioni alla base dell’aumento dei prezzi di benzina e gasolio vanno ricercate nel mercato energetico, ossia nel disequilibrio tra la domanda di carburante, che dopo le fasi più dure della pandemia è tornata a crescere, e l’offerta, che invece non ha tenuto il passo.

C’è infatti un problema di sotto-investimenti nella raffinazione, in Italia e in Europa. Le aziende non sono generalmente portate a investire in nuova capacità perché vedono nella transizione energetica – con il passaggio alle fonti rinnovabili e alla mobilità elettrica – una minaccia ai loro affari, che non gli permetterà di rientrare in futuro delle spese fatte oggi.

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