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Come sarà l’aumento di capitale di Saipem

Saipem

Perché i termini dell’aumento di capitale comunicato da Saipem non piace alla Borsa. Fatti, numeri e commenti

 

Saipem affonda in Borsa.

Il gruppo italiano di infrastrutture energetiche è stato riammesso agli scambi in Piazza Affari dopo un congelamento al ribasso ma cede il 17,2% a 34,87 euro.

“Il titolo soffre dopo l’annuncio di uno sconto del 30% sul Terp, il prezzo teorico ex-diritto, fissato per l’aumento di capitale da 2 miliardi di euro che costituisce il perno del piano di rilancio al 2025, in risposta a un rosso di 2,4 miliardi registrato nell’esercizio scorso. Da inizio anno il titolo cede oltre il 59% del proprio valore”, riporta l’Ansa.

Il Cda di Saipem ha esercitato la delega ad aumentare il capitale sociale in via inscindibile per 2 miliardi di euro, fissandone termini e condizioni finali. Si tratta del doppio della sua capitalizzazione di mercato, a un prezzo fortemente scontato di 1 euro per azione.

La società guidata da Francesco Caio tenta così di rafforzare le proprie finanze e riorientare l’attività dopo il ritiro della guidance 2021. Il 31 gennaio scorso Saipem ha ritirato gli outlook diffusi il precedente ottobre e fatto sapere di prevedere di chiudere il bilancio civilistico dell’esercizio 2021 con perdite superiori a un terzo del suo capitale sociale.

La mossa fa parte di un piano del gruppo per risalire la china dopo il profit warning (il terzo) a causa di un significativo deterioramento dei margini sui contratti, compreso l’eolico offshore, sottolinea Reuters. Lo scorso mese Saipem ha firmato infatti il contratto per l’annunciata vendita del drilling onshore all’azienda britannica di servizi oil & gas KCA Deutag. L’azienda dice di volersi concentrare sulle trivellazioni offshore, convinta che la transazione migliorerà la liquidità e ridurrà l’indebitamento netto.

Previsto fino all’11 luglio, l’aumento di capitale ha natura inscindibile, pertanto si perfezionerà soltanto se integralmente sottoscritto. Da qui i dubbi degli analisti.

Tutti i dettagli.

L’AUMENTO DI CAPITALE

Secondo la nota della oil service controllata da Eni e Cdp Industria, l’aumento avverrà mediante emissione di 1.974.327.430 azioni ordinarie Saipem, prive di valore nominale espresso, aventi godimento da offrire in opzione agli azionisti ordinari e di risparmio nel rapporto di 95 nuove azioni ogni 1 azione ordinaria o di risparmio posseduta, al prezzo di sottoscrizione di 1,013 euro per ciascuna nuova azione.

IL TIMING

Il calendario dell’Offerta prevede che i diritti di opzione validi per la sottoscrizione delle nuove azioni siano esercitabili, a pena di decadenza, dal 27 giugno 2022 alle ore 13.00 dell’11 luglio 2022, estremi inclusi e siano inoltre negoziabili sul mercato regolamentato Euronext Milan organizzato e gestito da Borsa Italiana dal 27 giugno 2022 al 5 luglio 2022, estremi inclusi.

LO SCONTO DI CIRCA IL 30% SUL TERP

Il prezzo di emissione delle nuove azioni incorpora uno sconto di circa il 30% rispetto al prezzo teorico ex diritto (TERP) delle azioni ordinarie Saipem, calcolato al 21 giugno 2022. “Il prezzo teorico ex diritto di un titolo è il prezzo teorico di un’azione dopo lo stacco del diritto di opzione relativo ad un aumento di capitale”, spiega MF.

“Gli investitori che avessero acquistato i diritti di opzione durante il periodo di offerta potrebbero realizzare una perdita pari all’investimento effettuato per l’acquisizione di tali diritti”, sottolinea la società.

L’IMPEGNO DI ENI E CDP INDUSTRIA

Come già reso noto al mercato, gli azionisti Eni e Cdp Industria si sono irrevocabilmente impegnati a sottoscrivere tutte le nuove azioni loro spettanti in proporzione alle partecipazioni rispettivamente detenute in Saipem, complessivamente pari a circa il 44% dell’aumento di capitale.

Lo scorso marzo Saipem aveva comunicato infatti che che i suoi due principali azionisti e le banche anticiperanno 1,5 miliardi di euro dell’aumento di capitale.

IL ROSSO DEL 2021

L’aumento di capitale fa parte del piano di ristrutturazione dell’azienda.

Nel 2021 Saipem – guidata dall’ad, Francesco Caio, di fatto commissariato da Eni e Cdp (qui la ricostruzione di Startmag) – ha infatti perso quasi 2,5 miliardi.

LA STRATEGIA DI SAIPEM CON IL PIANO 2022-2025

Pertanto a marzo il cda ha approvato manovra finanziaria che prevede un aumento di capitale da 2 miliardi e un accordo con le banche per alcune linee di finanziamento, oltre a una revisione del piano industriale con interventi sui costi di struttura per oltre 150 milioni nel 2022 e per ulteriori 300 milioni a regime dal 2024.

Saipem ha dichiarato  che prevede di tagliare i costi e concentrarsi maggiormente sulla sua attività E&C offshore. “Nei mercati offshore E&C e drilling, il Gruppo può contare su di un vantaggio competitivo che deriva dalla sua flotta altamente tecnologica” sottolineava l’azienda.

Con il nuovo piano il gruppo stima un incremento di ricavi medio annuo del 15% tra il 2021 e il 2025 e un ebitda rettificato di oltre 500 milioni nel 2022 e a salire a oltre 1 miliardo a fine piano.

IL PARERE DEGLI ANALISTI

Ma restano scettici gli analisti.

“L’incertezza economica, la volatilità e la storia complicata di Saipem potrebbero indurre gli investitori a diffidare”, commenta Reuters Breakingviews. “Il fatto che Saipem abbia avvertito di poter annullare l’emissione di diritti all’ultimo minuto potrebbe anche scoraggiare alcuni azionisti. Tuttavia, Saipem dovrebbe beneficiare della crescente domanda di servizi di petrolio e gas nel periodo del boom energetico post-ucraino”.

Oggi gli analisti di Banca Akros “ricordano che l’aumento di capitale rappresenta un fattore chiave per il raggiungimento degli obiettivi del piano strategico 2022-2025 che presuppone una crescita annua composta (Cagr) del 15% sul fronte dei ricavi e una costante ripresa dei margini” scrive MF.

“Il titolo sarà soggetto ad elevata volatilità perché chi intende sottoscrivere i i diritti dovrà ricoprirsi entro venerdì, chi invece non vuole è spinto a venderle. L’aumento è iperdiluitivo e, inoltre, preoccupa il fatto che si sia sottolineato che è inscindibile e che nel caso, molto remoto, in cui non venga integralmente sottoscritto, non ci sarà la consegna delle azioni e l’investitore potrebbe realizzare una perdita per l’acquisizione di tali diritti”, ha sottolineato a Reuters Marco Opipari, analista di Bestinver.

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