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Auto elettrica o a idrogeno? La sfida è tra Cina e Giappone

Cina

Perché parlare di auto elettriche significa parlare di Cina e parlare di auto idrogeno significa parlare di Giappone?  

Se è quasi certo che tra qualche anno le auto elettriche domineranno il mercato, restano ancora forti dubbi sulla tecnologia che verrà utilizzata per alimentarle. Le possibilità al momento disponibili sono due, fuel cell a idrogeno o batterie. Da qui a fine secolo verranno investiti miliardi di dollari su una o sull’altra tecnologia, scegliere se sviluppare una a discapito dell’altra significa dominare o restare ai margini del mercato dei veicoli –ma anche energetico- del futuro. La scelta, che ricorda per certi versi la guerra delle videocassette degli anni ’80 tra Panasonic e Sony, tra VHS e Beta, divide i principali produttori automobilisti asiatici, Cina e Giappone, in competizione per il dominio futuro del settore.

La corsa della Cina all’auto elettrica

Parlare di Cina significa parlare di auto elettriche e batterie. Maggiore importatrice di petrolio al mondo, e sempre più preoccupata per l’aumento dell’inquinamento atmosferico, la Cina punta tutto sulle auto elettriche offrendo incentivi agli acquirenti, spingendo i produttori globali a scegliere la propria tecnologia e aprendo la porta di casa alle imprese tecnologiche impegnate nello sviluppo di auto elettriche. Pechino punta entro un decennio di fare degli EV un prodotto di massa – il governo offre fino ai 25mila dollari per l’acquisto di auto completamente elettriche – e spera che l’ingresso di major del settore (Tesla tra tutte) stimoli la competizione interna, aiutando a colmare il gap secolare registrato invece nel settore dei motori a combustione tradizionali.

Il sostegno al settore arriva anche da colossi del calibro Baidu, Alibaba, Xiaomi che hanno dato il loro sostegno a diverse startup cinese dell’EV; altre società hanno invece deciso di investire in California in cerca di accaparrarsi talenti e know-how o su Aston Martin per lo sviluppo di elettriche ad alte prestazioni. Obiettivo arrivare a dei modelli che siano in grado di competere tra 2 o 3 anni con il Tesla Model X.    

La ‘società dell’idrogeno’

Parlare di Giappone significa parlare d‘idrogeno e celle a combustione. Tokio, alla continua ricerca di nuove fonti di approvvigionamento sicure e sostenibili, paventa la fondazione di una vera e propria ‘società dell’idrogeno’, dove il combustibile a zero emissioni alimenti automobili e case. Nella tecnologia i giapponesi sono avanti decenni.

Nei primi anni duemila Toyota stupiva con la commercializzazione dell’ibrido con Prius, l’ha fatto un’altra volta con l’auto a idrogeno Mirai –nome evocativo che in giapponese significa ‘futuro’. La casa considera quella EV una tecnologia ‘semplice’, destinata necessariamente ad evolversi, una ‘soluzione non definitiva’.

Alla chiamata ha risposto presente anche Honda che presenterà a breve al Tokio Car Show un’auto fuel cell a idrogeno destinata al mercato di massa. Innovazione introdotta dalla casa è quella di aver ridotto del dimensioni delle celle di combustione di un terzo rispetto a quello acquistato nel 2008 da dei privati californiani.

Il governo di Shinzo Abe, oltre a puntare sulla creazione di un’infrastruttura di rifornimento adeguata, punta a sostenere il settore con agevolazioni agli acquirenti ed esenzioni fiscali alle società produttrici. Obiettivo portare il costo di una macchina a cella combustibile a idrogeno a 20dollari entro il 2025 e creare entro marzo di quest’anno una rete di 100 stazioni di rifornimento nelle aree urbane.

Cina vs giappone

 

Fonte: Reuters

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