La Cina colpisce le società della difesa europee.
Il 24 aprile Pechino ha annunciato l’imposizione di restrizioni a sette aziende e realtà europee attive nei settori degli armamenti e della difesa, in particolare per la vendita di armi o per “collusione” con Taiwan. Nello specifico, agli esportatori cinesi è vietato fornire i loro beni che possano avere un duplice uso, civile o militare, ha precisato il ministero.
I beni a duplice uso sono beni, software o tecnologie che hanno applicazioni sia civili che militari, inclusi alcuni elementi delle terre rare essenziali per la produzione di droni e chip, spiega Reuters.
Si tratta di un raro caso di sanzioni dirette all’Europa e legate a Taiwan. Il paese, che la Cina considera parte integrante del proprio territorio, si approvvigiona per la maggior parte delle sue armi dagli Stati Uniti. Negli anni, la Cina ha più volte imposto sanzioni contro importanti aziende statunitensi del settore della difesa per le forniture militari a Taiwan; l’episodio più recente risale a dicembre, dopo che Washington ha annunciato un pacchetto di vendite di armi all’isola del valore di 11 miliardi di dollari.
Ma questa è la prima volta che Pechino interviene nei confronti di produttori europei: sempre Reuters ricorda che l’Europa non vende articoli di valore elevato, come aerei da combattimento, a Taipei da circa trent’anni, per timore di suscitare l’ira del Dragone.
Tra le aziende incluse nella lista figurano i produttori di armi da fuoco belgi Herstal e FN Browning, la tedesca Hensoldt e le aziende ceche del settore della difesa e aerospaziale Omnipol, SpaceKnow, Excalibur Armory insieme all’Istituto ceco di ricerca e collaudo aeronautico.
Tutti i dettagli
L’ANNUNCIO DEL MINISTERO DEL COMMERCIO CINESE
Venerdì il ministero del Commercio cinese ha annunciato il divieto di esportazione di articoli a duplice uso verso sette entità europee a causa della vendita di armi a Taiwan, inserendole immediatamente nella lista di controllo delle esportazioni.
Nello specifico, il dipartimento ha dichiarato che alle organizzazioni e ai singoli individui stranieri è vietato trasferire o fornire beni a duplice uso provenienti dalla Cina alle sette entità e che qualsiasi attività correlata deve essere interrotta immediatamente.
Inoltre, il ministero ha segnalato che la Cina si riserva il diritto di approvare le spedizioni caso per caso in circostanze eccezionali, affermando che gli esportatori di beni a duplice uso possono presentare domanda al ministero quando un’esportazione è ritenuta “effettivamente necessaria” per le entità.
SETTE AZIENDE EUROPEE COLPITE DAL PROVVEDIMENTO CINESE
Le sette aziende in questione hanno partecipato alla vendita di armi a Taiwan o “colluso con Taiwan”, ha dichiarato un portavoce del Ministero del Commercio in un comunicato. Tra queste figurano i produttori di armi da fuoco belgi Herstal e FN Browning e la società tedesca di elettronica per la difesa Hensoldt. L’azienda attiva in Germania nel campo dei sensori per applicazioni in ambito difesa e sicurezza, con un portafoglio in sensoristica, gestione dei dati e robotica, è di proprietà del governo tedesco e di Leonardo, che detengono una quota paritaria del 25,1%.
DI CUI QUATTRO DELLA REPUBBLICA CECA
Quattro delle sette entità presenti nella lista sono ceche. L’azienda ceca Excalibur Army, una divisione del gruppo cecoslovacco CSG, ha dichiarato di non rifornirsi direttamente di tecnologie a duplice uso dalla Cina e di non prevedere un impatto significativo sulla propria attività, rileva Reuters.
“Le autorità cinesi devono chiarirci la situazione. Ho già dato istruzioni alla nostra ambasciata a Pechino”, ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri ceco Petr Macinka.
LA PORTATA DELLA MOSSA CINESE
Secondo il ministero di Pechino, la Cina ha informato l’Unione Europea della situazione attraverso il meccanismo di dialogo bilaterale sul controllo delle esportazioni prima dell’annuncio.
La misura è stata adottata per “salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali e adempiere agli obblighi internazionali, come la non proliferazione”, ha spiegato il dicastero.
Non solo, “Le misure si applicano solo ai beni a duplice uso e non influiscono sui normali scambi economici e commerciali tra Cina ed Europa”, ha precisato il portavoce. “Le entità dell’Ue che rispettano la legge e agiscono con integrità non hanno assolutamente motivo di preoccuparsi.”
IN RISPOSTA ALLE SANZIONI UE CONTRO MOSCA?
Come osserva Euractiv, La mossa di Pechino giunge in risposta all’adozione da parte dell’UE del suo ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che ha preso di mira 27 aziende cinesi, accusate di aver aiutato Russia e Bielorussia a eludere le sanzioni occidentali o di aver fornito direttamente articoli come componenti per droni per la loro produzione bellica.
Per l’eurodeputato del PPE Tomáš Zdechovský, non è un caso che le aziende ceche siano tra le più colpite. “La nostra industria della difesa si è attivata attivamente a sostegno dell’Ucraina”, ha dichiarato a Euractiv.
Il parlamentare ceco ha affermato di non prevedere un’interruzione drastica delle catene di approvvigionamento. “Il settore della difesa nell’Ue, e in particolare nella Repubblica Ceca, si sta già allontanando dalla dipendenza dalla Cina per i componenti sensibili o a duplice uso”, ha affermato, aggiungendo tuttavia che le aziende più piccole o altamente specializzate rischiano ritardi, costi più elevati o la necessità di ricertificare fornitori alternativi.







