Italia e Giappone consolidano il loro partenariato strategico speciale.
Nel vertice bilaterale tenutosi a Villa Doria Pamphilj tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier giapponese Sanae Takaichi, le due leader hanno espresso la volontà di intensificare la collaborazione a più livelli, dall’AI alle biotecnologie, dal nucleare civile alle materie prime critiche, anche in chiave anti-cinese.
Al centro dell’incontro i temi hanno spaziato infatti dalla sicurezza economica alla difesa, dall’aerospazio ai semiconduttori, fino alla cooperazione in Africa e alle tecnologie avanzate.
La presidente del Consiglio ha inoltre affermato di essere convinta che “Italia e Giappone siano naturalmente degli alleati strategici destinati a lavorare insieme perché sanno che insieme possono incidere sul presente e sul futuro”. L’incontro si è concluso con la firma di sei documenti di cooperazione e con il sostegno espresso da Tokyo al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.
Tutti i dettagli.
SICUREZZA ECONOMICA E RAFFORZAMENTO DELLE SUPPLY CHAIN AL CENTRO DEL DIALOGO
Uno dei principali temi sul tavolo è stato quello della sicurezza economica. Takaichi ha definito la questione un “problema fondamentale per i nostri Paesi”, richiamando l’intesa raggiunta a gennaio sulla mutua assistenza nelle forniture di gas naturale liquefatto in caso di emergenza.
“Abbiamo discusso le azioni che il G7 dovrebbe intraprendere per rafforzare la resilienza energetica”, ha detto Takaichi durante le dichiarazioni congiunte alla stampa al termine dell’incontro. “In materia di sicurezza economica, inclusa l’energia, problema fondamentale per i nostri Paesi, accolgo con favore la firma di oggi di un memorandum intergovernativo per il rafforzamento della resilienza nelle catene di approvvigionamento”, ha detto Takaichi. “Vogliamo rendere ancora più completa la cooperazione strategica nel campo della sicurezza economica”, ha ribadito. “A gennaio abbiamo parlato di cooperazione relativa alla mutua assistenza nel settore del GNL in caso di emergenza”, ha ricordato. “Per quanto riguarda i semiconduttori, si registrano progressi concreti nel rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese dei nostri Paesi”.
GLI ACCORDI SUI CHIP
Proprio sul fronte dei semiconduttori sono stati firmati due nuovi accordi che coinvolgono la Fondazione Chips-It, centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore. Il primo con l’azienda Rapidus Corporation e il secondo con il National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (Aist), uno dei principali enti pubblici di ricerca giapponesi.
In particolare, l’accordo con il National Institute of Advanced Industrial Science and Technology riguarderà attività di ricerca applicata allo studio e alla progettazione dei cosiddetti chiplet. Si tratta di sistemi composti da vari microchip di diverso tipo, progettati separatamente e poi combinati tra loro come ‘mattoncini’ all’interno dello stesso contenitore. Questo approccio consente di costruire componenti più complessi, adattabili e veloci da sviluppare rispetto ad altri sistemi tradizionali progettati come un unico blocco. L’obiettivo della collaborazione è sviluppare queste soluzioni e stabilire standard industriali nei prossimi anni.
Nel corso dell’incontro, la premier giapponese ha inoltre espresso preoccupazione per le restrizioni imposte dalla Cina all’esportazione di minerali critici verso il Giappone, evidenziando i possibili effetti sulle catene di approvvigionamento globali e invitando gli alleati europei a inviare segnali chiari a Pechino anche attraverso iniziative concrete nell’Indo-Pacifico.
DIFESA E GCAP, TOKYO SPINGE SULL’ACCELERATORE
La cooperazione in materia di difesa ha rappresentato uno dei dossier principali del vertice. Takaichi ha annunciato la volontà di accelerare i lavori del Global Combat Air Programme (Gcap), il programma congiunto che vede coinvolti Italia, Giappone e Regno Unito per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di sesta generazione.
Come ricordava ieri Breaking Defense, il progetto ha dovuto affrontare un periodo di incertezza a causa delle tensioni interne tra il Ministero della Difesa britannico e il Tesoro, che, in collaborazione con il premier Keir Starmer, ha faticato a risolvere un deficit di bilancio. La firma del contratto per il programma potrebbe dunque contribuire ad alleviare i timori dei partner del Gcap. Il finanziamento da parte di Londra consentirebbe infatti ai tre partner di siglare un contratto pluriennale con l’industria che coprirebbe la progettazione e lo sviluppo, dopo mesi di ritardi e pressioni diplomatiche da parte di Tokyo. Lo scorso marzo il Financial Times aveva rivelato che le autorità giapponesi stavano nutrendo sempre più dubbi sull’impegno di Londra nei confronti del progetto.
APPROFONDIRE LA COOPERAZIONE NEL SETTORE SPAZIALE
Ma se il programma Gcap è il fulcro della collaborazione tra Italia e Giappone nel settore difesa, il recente vertice ha prodotto anche nuove iniziative nel settore aerospaziale.
La premier giapponese ha sottolineato che i due paesi “per quanto riguarda la cooperazione spaziale” stanno “facendo progressi”. “In questa occasione abbiamo pubblicato una dichiarazione congiunta sulla cooperazione spaziale”, ha evidenziato Takaichi. “Sta avanzando anche la cooperazione tra le imprese dell’aerospazio”, ha detto, facendo riferimento “per esempio alle misure contro i detriti spaziali e la cooperazione sui dati satellitari”.
L’Italia e il Giappone, inoltre, “riconoscono la necessità di promuovere un uso stabile e sostenibile dello spazio extra-atmosferico e di proteggere le risorse spaziali dai pericoli naturali e di origine antropica, compresi i detriti orbitali e gli eventi di particelle solari, nonché di rafforzare la difesa planetaria contro gli asteroidi potenzialmente pericolosi. Le rispettive autorità competenti collaboreranno, anche nei pertinenti fori multilaterali, per lo sviluppo del coordinamento nel campo della Space Situational Awareness (Ssa). Riconoscendo i rischi posti dal crescente numero di detriti spaziali in orbita, l’Italia e il Giappone rafforzeranno la cooperazione, anche in sedi internazionali quali il G7, in materia di mitigazione e bonifica dei detriti spaziali. Ciò comprenderà i rispettivi sforzi per lo sviluppo di servizi di manutenzione in orbita, compresa la Active Debris Removal (Adr), e il potenziamento della collaborazione sui sistemi di prevenzione delle collisioni tra satelliti”.
A questo proposito è stata firmata una lettera d’intenti tra Avio e una startup giapponese specializzata nella rimozione dei detriti spaziali, mentre un secondo accordo coinvolge la società giapponese Synspective e l’italiana e-Geos per la cooperazione nell’ambito dei dati satellitari e delle relative attività di analisi, riporta Agenzia Nova.
FOCUS ESPLORAZIONE LUNARE
Nella dichiarazione congiunta c’è poi l’impegno a rafforzare “la collaborazione nell’esplorazione lunare”. Italia e Giappone “intensificheranno “la loro collaborazione nelle attività relative alla realizzazione del modulo abitativo lunare multiuso e del rover pressurizzato, in coordinamento con la Nasa. Attraverso le rispettive agenzie spaziali e i settori industriali e di ricerca, entrambi i paesi porteranno avanti attività congiunte” relative alla stazione spaziale internazionale Iss (incluso il telescopio per raggi cosmici Calet) e le future stazioni spaziali”.
Ancora, “nel quadro della cooperazione in materia di scambio di dati tra Jaxa e Asi, l’Italia e il Giappone rafforzeranno la loro collaborazione nel campo dell’osservazione della Terra, al fine di migliorare la copertura reciproca delle immagini multibanda dei due Paesi e contribuire alla gestione del rischio di catastrofi”. Inoltre, è previsto l’approfondimento della collaborazione nel campo della fisica solare. Per migliorare l’acquisizione di dati di alta qualità, Roma e Giappone “accolgono con favore la collaborazione in corso per la realizzazione della missione Solar-C volta allo studio del Sole e dei suoi meccanismi (dinamica del plasma e vento solare )”.
INCENTIVARE LA COLLABORAZIONE SCIENTIFICA TRA ROMA E TOKYO
Le due parti hanno inoltre sottoscritto un documento intergovernativo tra il ministero giapponese dell’Istruzione e della ricerca (Mext) e il ministero italiano dell’Università e della Ricerca (Mur) per promuovere la collaborazione scientifica e tecnologica. L’accordo si concentra in particolare su intelligenza artificiale, robotica e sismologia.
DAL PIANO MATTEI ALLA COOPERAZIONE IN AFRICA
Nel corso del colloquio Meloni ha annunciato l’intenzione di avviare “un dialogo bilaterale strutturato” per creare sinergie tra il Piano Mattei e la Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano (Ticad). L’obiettivo è sviluppare iniziative comuni nel continente africano, con particolare attenzione alle infrastrutture e agli interventi umanitari.
Inoltre, le due leader hanno concordato di ampliare la cooperazione in ambiti quali l’Artico, l’intelligenza artificiale, le biotecnologie, la prevenzione dei disastri naturali e il nucleare civile di nuova generazione, valorizzando le competenze industriali e scientifiche dei due Paesi.
IL SOSTEGNO GIAPPONESE AL PONTE SULLO STRETTO
Infine, dal vertice di ieri è emerso anche il sostegno espresso da Tokyo al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.
Takaichi ha auspicato che l’opera “si realizzi al più presto, facendo leva sul know-how e sull’esperienza del Giappone”. La premier giapponese ha richiamato il coinvolgimento di Ihi Corporation, azienda leader nella progettazione di ponti sospesi, all’interno del consorzio Eurolink guidato da Webuild e incaricato della progettazione e realizzazione dell’infrastruttura.
“Mi auguro che diventi un grande progetto simbolo della cooperazione economica tra i nostri Paesi”, ha dichiarato Takaichi. “Oggi – ha evidenziato la premier – abbiamo deciso di mettere in cantiere altre iniziative con la promessa di rivederci entro la fine dell’anno, a margine del G20 con nuovi annunci di iniziative concrete che abbiamo portato avanti”.





