Economia

Ubi Banca, tutti gli strepitii di soci e vertici su Intesa Sanpaolo

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Ubi banca banche

Fondi esteri felici, fondazioni fredde, vertici irritati, sindacati non ostili. Ecco che cosa si dice e si bisbiglia in Ubi Banca dopo l’annuncio dell’Offerta da parte di Intesa Sanpaolo. Fatti, nomi e indiscrezioni

Fondi azionisti esteri felici, fondazioni fredde (tiepide, secondo il Corriere della Sera), vertici spiazzati e per nulla entusiasti (come ha rivelato Carlo Messina di Intesa Sanpaolo parlando di Victor Massiah di Ubi Banca), sindacati non ostili.

E’ questo il quadro che emerge da Ubi Banca dopo l’annuncio di un’Offerta pubblica di scambio da parte di Intesa Sanpaolo. Offerta “non concordata”, ha detto lo stesso Messina. Dunque ostile? Di sicuro non amichevole, secondo vertici e soci di Ubi.

Ma quali strumenti difensivi potrebbe mettere in campo Ubi Banca per contrastare la mossa di Intesa Sanpaolo? Non molti per via della passivity rule, la regola che mira a salvaguardare la contendibilità delle società quotate, ha spiegato MF-Milano Finanza: “La norma, prevista dal Tuf, impone infatti al cda di astenersi da manovre di contrasto come aumenti di capitale, fusioni o trasformazioni societarie volte a ostacolare l’esito dell’Ops”.

CHE COSA HA DECISO IL CDA DI UBI BANCA

Ecco le ultime novità dalla banca che Intesa punta a comprare. Ubi Banca nominerà l’advisor per valutare l’ops di Intesa Sanpaolo e le alternative possibili. Il cda, riunitosi oggi, ha comunicato di aver visionato la comunicazione relativa all’offerta del gruppo capeggiato da Messina e ha conferito delega al consigliere delegato, d’intesa con il presidente e sentito il vice presidente, “di nominare gli advisor finanziari e legali che assisteranno il gruppo nello svolgimento delle attività di valutazione delle informazioni finora rese pubbliche, del documento di offerta una volta disponibile, con le alternative possibili”, si legge in una nota del gruppo capitanato da Massiah.

GLI SBUFFI DI DARDANELLO

In precedenza, uscendo dalla riunione del board, il consigliere di Ubi, Ferruccio Dardanello, ha ammesso che l’offerta di Intesa è “sorprendente, credo abbia sorpreso tutti”, specificando che i termini della proposta sono attesi il 7 marzo. Dunque Ubi ha e prende tempo.

LA LETTERA DI MASSIAH AI DIPENDENTI

“E’ molto presto per trarre considerazioni ma è importante sottolineare come quest’operazione rappresenti, per il momento, solo una proposta che, prima di diventare progetto, dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter autorizzativo delle autorità vigilanti e di approvazione da parte delle assemblee”, ha scritto l’ad di Ubi Banca, Massiah, in una lettera ai dipendenti dell’istituto.

IL GIUDIZIO DEI VERTICI DI UBI SULLA MOSSA DI INTESA

L’ops di Intesa Sanpaolo lanciata su Ubi “non era concordata né a conoscenza del nostro cda e del nostro management”, ha assicurato il banchiere, precisando che solo “al termine dell’importante giornata in cui abbiamo presentato il nostro piano industriale, accolto dal mercato e da tutti gli stakeholder con grande consenso e apprezzamento, abbiamo appreso da un comunicato stampa dell’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo sulla nostra banca”.

LE RASSICURAZIONI DI MASSIAH

Ubi, ha proseguito Massiah nella lettera, “è definita nella proposta la migliore delle banche medie italiane: è qualcosa che il mercato ci ha sempre riconosciuto e di cui dovete essere orgogliosi. Detto questo, qualunque sia lo scenario futuro che ci attende, il modo migliore per poterlo affrontare è continuare a lavorare con l’impegno di sempre, senza minimamente allentare l’attenzione e la focalizzazione sugli obiettivi che ci siamo dati. Lo dobbiamo ai nostri clienti, ai nostri stakeholder e a noi stessi”.

I TEMPI

Ma quando arriverà la risposta di Ubi? Per fornire una prima indicazione Massiah ha ricordato che l’offerta sarà depositata in Consob entro, appunto, il 7 marzo. Prima dell’inizio del periodo di adesione, previsto entro fine giugno, il cda di Ubi dovrà esprimersi al riguardo, “a valle di un’adeguata istruttoria”.

LE PAROLE DI GROS-PIETRO DI INTESA

A coccolare soci e vertici di Ubi ci ha pensato oggi il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, è ottimista. Dagli azionisti di Ubi si aspetta una risposta positiva. “Diciamo così, se io fossi un azionista darei una risposta positiva vista la valutazione che il mercato ha dato (prezzo implicito a premio del 28% circa, ndr). Se fossi un azionista sarei contento di come è cambiato il valore del mio titolo dalla mattina alla sera”, ha dichiarato Gros Pietro alla fine del comitato Abi, assicurando che “il legame con il territorio rimane e verrà rafforzato. Siamo una banca ambiziosa e la nostra ambizione è di far crescere l’economia dei Paesi in cui operiamo ed essenzialmente l’Italia. Grazie a quest’operazione, pensiamo di poter aumentare di 30 miliardi il finanziamento a imprese e famiglie italiane. Crediamo di poter aumentare da 50 a 60 miliardi il finanziamento di iniziative green e quindi è un legame molto concreto con il sistema economico”.

IL RUOLO DI UNIPOL NELL’OPERAZIONE DI INTESA

Anche per Carlo Cimbri, ad e dg di UnipolSai, l’offerta di Intesa Sanpaolo per Ubi è una proposta “forte, ben studiata e ben strutturata” e soprattutto che “crea valore per gli azionisti di Ubi. C’è un premio consistente e c’è la possibilità di confluire in un gruppo bancario che negli anni ha garantito utili consistenti, più del doppio di quelli che Ubi paga attualmente”. UnipolSai ha sottoscritto con Intesa Sanpaolo un accordo per la successiva acquisizione delle compagnie assicurative attualmente partecipate da Ubi (Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita).

LE PAROLE DI CIMBRI E LA POSIZIONE DI BPER

Cimbri non si è, però, sbilanciato in merito al possibile esito dell’offerta: “Giudicherà il mercato, non so cosa faranno gli azionisti Ubi o come verrà valutata dal cda di Ubi”, ma “se fossi un investitore terrei in considerazione il fatto che Intesa ha dimostrato che i piani li realizza e i dividendi promessi li paga”. Certo che se l’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca andrà in porto “un player importante come Bper crescerà del 50% in un colpo solo, diventando il quarto gruppo bancario italiano”, ha rilevato ancora l’ad di UnipolSai, primo azionista con il 20% di Bper che nell’operazione annunciata da Intesa dovrebbe rilevare 400-500 sportelli da Ubi (ma la Borsa non ha festeggiato troppo la mossa di Bper, qui l’approfondimento di Start).

I FONDI ESTERI PRONTI A DIRE SI’ A MESSINA

La maggioranza dell’azionariato di Ubi Banca è in mano ai grandi fondi istituzionali, in testa Silchester con il 5,1% e Hsbc con il 4,89%. Secondo Messina, non faranno fatica ad accettare un‘offerta di scambio che ieri ha fatto volare Ubi in Borsa del 23,5% a 4,31 euro per azione, guadagnando praticamente 1 miliardo secco di capitalizzazione, ha sottolineato il Corriere della Sera: “Considerata la fuga del titolo da inizio anno, il premio offerto da Intesa Sanpaolo diventa del 36% circa rispetto alla chiusura di lunedì”.

I SOCI BERGAMASCHI E CUNEESI MOGI

Se i fondi esteri non vedono l’ora di aderire all’Offerta orchestrata da Messina e Mediobanca, gli azionisti italiani (in primis le fondazioni) borbottano perché già anelavano a un ruolo da protagonisti in un risiko in cui Ubi Banca fosse predatrice e non preda. Da qui gli scenari di cui discettavano anche in pubblico con Banco Bpm o Bper o Mps.

GLI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE SULL’OPERAZIONE INTESA-UBI:

INTESA-UBI: ECCO CHI VINCE, CHI PERDE E CHI PAREGGIA. IL CORSIVO DI ARNESE

ECCO COME INTESA SANPAOLO COMPRERA’ UBI BANCA

PERCHE’ INTESA PUNTA SU UBI. LE PAROLE DI MESSINA

INTESA SANPAOLO SI PAPPA UBI BANCA: FATTI, NUMERI E COMMENTI

ECCO PERCHE’ MPS E’ STATA SNOBBATA DA INTESA

 

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