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Tutte le passioni francesi di Unicredit e Bnl per Worldline

Unicredit

Unicredit rinnova la partnership per l’open banking con Worldline. Il gruppo francese continua l’espansione nel mercato italiano. A inizio anno Worldline ha annunciato il completamento dell’acquisizione di Axepta Italia da Bnl (gruppo Bnp Paribas)

 

Continua l’espansione nel mercato italiano di Worldline, società francese attiva a livello globale nell’industria dei pagamenti.

Oggi Unicredit ha comunicato il rinnovo della partnership con Worldline per il servizio di Open Banking (TPP).

!La collaborazione — si legge nella la nota del gruppo bancario — consente ai clienti Unicredit di collegare i propri conti con altre banche in tutta Europa tramite un’unica API (Application Programming Interface) ed alla banca di offrire efficacemente Account Information Services (AIS) e Payment Initiation Services (PIS) ed altre opportunità di business”.

Worldline è uno dei maggiori fornitori di Open Banking in Europa, sottolinea il comunicato. In particolare, la società francese punta a massimizzare il potenziale dell’Open Banking permettendo di raggiungere circa 3.500 banche in 19 paesi in tutta Europa.

Ma il gruppo francese era già presente nel nostro paese.

Lo scorso anno Worldline ha acquistato l’80% di Axepta, business italiano del merchant acquiring di Bnl (gruppo Bnp Paribas). L’operazione, conclusasi a inizio anno, è stata oggetto di proteste e scioperi nella banca del gruppo Bnp Paribas.

“Una presenza parziale in Italia, dove domina Nexi, ma un ruolo importante fuori dai confine italiani: a livello europeo divide la leadership proprio con Nexi, a livello mondiale è quarto dopo operatori tutti americani” sottolinea il Corriere della Sera.

Tutti i dettagli.

ESTESA PARTNERSHIP SULL’OPEN BANKING

Unicredit utilizza già il servizio Open Banking TPP di Worldline dal 2020.

La partnership, ora estesa per altri due anni, offre a Unicredit ed ai suoi clienti considerevoli vantaggi in termini di efficienza, perché evita di stabilire separatamente connessioni con tante banche diverse, sottolinea la nota.

L’INFRASTRUTTURA DI WORLDLINE

“L’infrastruttura sicura di Open Banking di Worldline, consente infatti di convertire i formati di tutte le diverse banche in un’unica interfaccia API, consentendo ad Unicredit di eliminare la complessità derivante da molteplici integrazioni e di offrire ai propri clienti una visione consolidata di tutti i propri conti bancari intrattenuti presso una o più banche e la possibilità di avviare un pagamento a valere sul conto di un’altra banca Europea” prosegue il comunicato.

COSA FANNO UNICREDIT E WORLDLINE

Oltre alla partnership per l’Open Banking, Unicredit ha con Worldline anche un accordo a lungo termine per la gestione di tutte le transazioni SEPA (Single Euro Payments Area); degli Instant Payments; dei pagamenti multi valuta e domestici, in aggiunta a quelli ad alto valore, in Austria e Germania.

LA STRATEGIA DELL’ISTITUTO GUIDATO DA ANDREA ORCEL

“In qualità di banca leader, presente in diversi paesi europei, ci avvaliamo del supporto di un fornitore con una dimensione e una presenza europea tale da cogliere le sfide e le opportunità che i nostri clienti stanno affrontando. Negli ultimi due ann Worldline ha dimostrato le proprie capacità in ambito Open Banking fornendo una copertura efficiente in tutta Europa e abilitando i servizi richiesti dai nostri clienti. Inoltre, stiamo lavorando a ulteriori opportunità che derivano dalla PSD2 e dall’Open Banking”, commenta Luca Corsini, Head of Transactions and Payments di Unicredit.

LE AMBIZIONI DI WORLDLINE IN ITALIA

E così prosegue la concorrenza di Worldline a Nexi in Italia.

«Il presupposto è che Worldline parte da una presenza già esistente in Italia, anche se meno nota rispetto all’incumbent. Oggi il gruppo ha 500 persone che lavorano in Italia, distribuite tra attività di processing e di acquiring» aveva spiegato Alessandro Baroni è deputy head of global financial services di Worldlinein un’intervista al Corriere la scorsa settimana.

«L’Italia è un Paese che il gruppo ha elevato a obiettivo strategico. In primis, per il potenziale dato dall’attuale bassa penetrazione del mercato»  ha rimarcato Baroni.

L’ACQUISIZIONE DI AXEPTA

E infatti lo scorso anno Worldline ha avviato l’acquisizione di Axepta Italia avendo rilevato l’80% della società di acquisizione di Bnl (gruppo Bnp Paribas). Operazione completata lo scorso 4 gennaio.

«Abbiamo acquisito l’80 per cento di Axepta con una operazione di alleanza tipica del mondo dell’acquiring, che è la conferma di un commitment strategico verso il Paese. L’obiettivo è quella di utilizzare il modello Axepta come un veicolo aperto ad altre istituzioni finanziarie che sono presenti nel Paese ed alla crescita dei merchant serviti, indipendentemente dal rapporto bancario con le istituzioni finanziarie partner o meno» ha spiegato al Corriere Baroni.

Grazie a questa joint-venture, Worldline espande la sua presenza nel mercato italiano: infatti Axepta è uno dei maggiori Purchaser italiani, con circa 200 milioni annui di transazioni di acquiring (quota di mercato di circa il 5%) con circa 220.000 POS gestiti.

«Oggi Axepta è una azienda che conta 37 mila esercenti con una quota di mercato del 5 per cento in Italia, ma che noi vogliamo cresca. Siamo convinti che ci sia spazio, sia vista la crescita del mercato, sia come alternativa all’incumbent» ha concluso il manager di Worldline.

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