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Ecco come bisticciano sindacati e Bnl sullo sciopero

Bnl Sindacati

Tensioni senza fine nella Bnl (banca del gruppo francese Bnp Paribas): il successo dello sciopero del 27 dicembre, le proteste e i prossimi passi dei sindacati

 

“Massiccia adesione allo sciopero indetto in BNL da Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin”. Così i sindacati dei bancari celebrano i risultati dello sciopero del 27 dicembre indetto lo scorso 15 dicembre da tutte le sigle sindacali.

Non solo: i sindacati aziendali della Bnl in un comunicato sconfessano il tasso di adesione allo sciopero di lunedì comunicato dalla banca ieri in tarda serata. Secondo le Segreterie di Coordinamento Nazionale del gruppo di Fabi – First Cisl – Fisac ​​Cgil – Uilca e Unisin il dato del 29,8% di adesioni comunicato dall’azienda e’ “assolutamente ridicolo”. Secondo i sindacati, invece, “sui territori l’80% di filiali chiuse e gli uffici deserti sono un dato inconfutabile. Bnl accetti la sfida e spieghi come computato il tasso di adesione. Ci dica, ad esempio quanti sono in termini assoluti gli aderenti. allo sciopero; quanti sono stati i presenti sul luogo di lavoro; quanti i colleghi in malattia, in ferie, in aspettativa; quanti in smart working. O semplicemente taccia, perché l’oltraggio verso le sue donne e i suoi uomini ha superato davvero ogni limite di decenza”.

Le ragioni dello sciopero

I lavoratori hanno protestato contro il piano riorganizzazione varato dalla banca del gruppo francese BNP Paribas che prevede, tra l’altro, l’esternalizzazione dell’8% della forza lavoro, circa 900 dipendenti dei 11.500 addetti impiegati in Italia. La banca ha deciso di cedere il ramo IT dell’azienda a Capgemini, o meglio a una srl di proprietà al 100% di Capgemini, la Capgemini Finance Service Tech. L’azienda – da poco costituita e oggi priva di attività e lavoratori – è controllata da Capgemini, iscritta in ABI, con sede a Roma con una governance interamente italiana. Per il ramo back office il partner individuato è Accenture. Lo sciopero, oltre agli impatti occupazionali, riguarda la cessione del pacchetto di controllo di una società-prodotto strategica come Axepta, la carenza di organico nelle filiali, le pressioni commerciali ai dipendenti, il modello di presenza sul territorio, il ritardo nel numero di assunzioni concordate negli accordi sindacali relativi a Quota 100.

I risultati dello sciopero

I dati ufficiali devono ancora essere diramati, tuttavia, come si legge nel comunicato emesso da Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin “si è riscontrata in tutta Italia, la chiusura degli uffici interni della banca, completamente deserti, come pure della maggior parte delle filiali che hanno tenuto le serrande abbassate”. È la prima volta dagli anni ’90 che i bancari tornano a scioperare. “La lotta non si ferma – si legge ancora nel comunicato -, il sindacato non arretra di un passo, siamo compatti al fianco dei lavoratori che, stufi di essere vessati da un’azienda con ben pochi scrupoli, hanno aderito pressoché totalmente allo sciopero. La banca ci ripensi e fermi questo piano scellerato che creerà problemi non solo ai lavoratori ma anche allo stesso Istituto”.

Nuove mobilitazioni

Le agitazioni sindacali potrebbero non fermarsi allo sciopero del 27 dicembre. “Dopo quella relativa al Banking Service Platform conclusa senza accordo, ora sarà la volta del Back Office che riguarderà altri 560 dipendenti”, si legge nel comunicato rilasciato dalle cinque sigle sindacali. I Sindacati sono “pronti a ulteriori azioni e iniziative di mobilitazione per manifestare il dissenso di tutte le lavoratrici e lavoratori che hanno diritto, da parte dell’azienda, a quel rispetto mai riscontrato fino ad ora”. Le organizzazioni sindacali chiedono una “presa d’atto” e “una inversione di rotta da parte di BNL” e vogliono dall’azienda l’impegno a un “confronto serio con le Organizzazioni Sindacali per individuare soluzioni alternative condivisibili che mantengano i lavoratori all’interno del gruppo”. L’alternativa che prospettano è la meno auspicabile per l’azienda in una fase di rilancio, “il conflitto sindacale permanente oltre l’inevitabile contenzioso”.

Mastrosanti (Fabi): “Oggi giornata storica per Bnl”

Una “giornata storica per BNL”, commenta Luigi Mastrosanti coordinatore Fabi in BNL BNP Paribas. “Per l’eccezionalità dell’evento e per la straordinaria partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori – continua il sindacalista annunciando possibili altre mobilitazioni -. I vertici della BNL valutino molto attentamente le prossime decisioni che vorranno prendere, le organizzazioni sindacali e i lavoratori della BNL proseguiranno nella lotta con determinazione e se sarà necessario proclameranno ancora altre giornate di sciopero”.

First Cisl pronta a continuare la mobilitazione

Molto dura anche la posizione di First Cisl. “Diciamo a BNL e a BNP Paribas che non ci fermeremo perché è inaccettabile che una banca che già guadagna più delle altre voglia guadagnare ancora di più e che, per raggiungere questo obiettivo, sia pronta a far uscire ben 836 lavoratori senza alcuna vera ed efficace tutela occupazionale”. A dirlo, nel corso di un presidio davanti alla sede della BNL a Roma, è il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani.

Le denunce di boicottaggio

Lo scorso 18 dicembre i sindacati avevano denunciato un “boicottaggio dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori”. Nel dettaglio, erano state segnalate “difficoltà nel far pervenire il link per la partecipazione alle assemblee a distanza”, “task force di lavoratori interinali in forza presso alcuni uffici per sostituire gli scioperanti” e “l’impedimento di revocare le ferie” a chi le aveva già prese per quella giornata. Nei giorni precedenti Tommaso Vigliotti, segretario nazionale di Unisin e segretario responsabile per il gruppo BNL, aveva detto a Startmag: “Lazienda sta mettendo in atto una gravissima azione di ostruzionismo per contenere gli impatti dello sciopero proclamato per il prossimo 27 dicembre. Considerato il periodo festivo, molti colleghi avevano programmato ferie e sono numerosissime le denunce che ci giungono: a fronte della richiesta di annullamento della giornata di ferie, l’azienda oppone un netto rifiuto”.

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