Economia

Tassa sulla plastica, tutte le follie di M5s e Pd. Il commento di Polillo

di

Conte Dc

Come e perché è un suicidio economico e politico la tassa sulla plastica approvata dal governo Conte 2 sostenuto da M5s, Pd, Leu e Italia Viva. Il commento di Gianfranco Polillo

 

Che non sia stata un’idea felice minacciare le persone più anziane, proponendo di togliere loro il diritto di voto, come ha fatto Beppe Grillo, ad una settimana dal voto, lo dimostrano i risultati elettorali dell’Umbria. Un crollo dei 5 stelle, ridotti, almeno in quella regione, ad una forza residuale.

Evidentemente la lezione non è bastata. Nella legge di bilancio è prevista una tassa, valore di oltre 1 miliardo, destinata a colpire i produttori di contenitori di plastica monouso. Circa il 70 per cento della relativa produzione è collocata in Emilia Romagna, dove si voterà nei prossimi mesi.

Si dice che errare è umano, e che perseverare è diabolico. Ma i 5 stelle sembrano essere disposti a sfidare le leggi della gravità. Non solo si presenteranno da soli in una competizione elettorale, incuranti del fatto che il meccanismo elettorale è destinato a premiare le coalizioni. Si vince per un solo voto di differenza, in un unico turno. Ma il nuovo salasso a carico delle centinaia di aziende che operano nel settore non sarà certo un buon viatico. Circostanza che spiega la dura reazione di Matteo Renzi e le grandi incertezze del Pd. Il cui candidato alla presidenza, Stefano Bonaccini, non ha esitato a manifestare tutte le sue perplessità.

Forse sarebbe stato meglio aspettare la direttiva europea in materia, piuttosto che voler anticipare, a tutti i costi, una misura che risponde solo alla cattiva coscienza dei 5 stelle. I quali, avendo ormai esaurito, ogni “forza propulsiva” sono costretti a declinare temi identitari, che servono solo a Luigi Di Maio per tenere insieme le fila di un Movimento sempre più sfilacciato. Si pensi solo alla vecchia proposta di chiudere, la domenica, gli esercizi commerciali. Servirà? I dubbi sono tanti. Nascono da una riflessione sulla genesi del fenomeno. La loro “resistibile ascesa” aveva un fondamento, nella crisi dei precedenti Governi, alle prese con regole europee che non erano riusciti a modificare. Per la verità non ci avevano nemmeno provato. E che di conseguenza destinati a cedere lo scettro.

Il successo dei “grillini”, in definitiva, era stato solo la conseguenza del fallimento altrui. Il disperato tentativo, da parte dell’elettorato, di chiudere un capitolo, nella speranza che il nuovo potesse portare a risultati diversi. Poi messi alla prova, si è vista tutta la loro incapacità e, per molti versi, una gratuita cattiveria. All’insegna di quel “guai ai vinti”, che fa parte della storia dell’antica Roma. Anche allora la bilancia, con cui Brenno, re dei Galli, voleva pesare il riscatto in oro, per liberare la città dall’assedio, era truccata. L’imbroglio fu denunciato, ma la protesta comportò il pagamento di un supplemento in oro. Visto che i romani erano stati sconfitti.

Oggi, naturalmente, le cose funzionano in modo diverso. Le forzature non solo non pagano, ma innestano le reazioni che portano rapidamente alla perdizione. Un monito che non riguarda solo i 5 stelle, ma anche coloro che, in un futuro più o meno immediato, si apprestano a sostituirli. L’Italia non ha bisogno di altri presunti distruttori, ma di persone di buon senso in grado di garantire un Governo stabile, che sia capace di ridarle una speranza di futuro.

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