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Cosa fa Revolut in vista della quotazione

Revolut punta a raggiungere una valutazione di 200 miliardi di dollari in vista della quotazione in borsa. Ecco quali saranno i prossimi passi (e quanto guadagnerà il co-fondatore Nik Storonsky).

L’azienda britannica di tecnologie finanziarie Revolut punta a raggiungere una valutazione di 200 miliardi di dollari in vista della quotazione in borsa, che però non è prevista prima del 2028. Un’operazione di queste dimensioni trasformerebbe il maggiore azionista – nonché co-fondatore – Nik Storonsky in uno degli uomini più ricchi al mondo. Già oggi, comunque, Revolut è la startup di maggior valore del continente, con una valutazione di 75 miliardi di dollari.

COSA SAPPIAMO DEI PIANI DI REVOLUT PER L’IPO

Stando alle fonti del Financial Times, i dirigenti di Revolut hanno discusso, sia internamente sia con alcuni investitori, un obiettivo di valutazione compreso tra 150 e 200 miliardi di dollari; non si tratterebbe però di un target formale.

Nei giorni scorsi il co-fondatore Storonsky ha ribadito che l’offerta pubblica iniziale, o Ipo, di Revolut non avverrà prima del 2028, ma ha anche sottolineato l’importanza della quotazione in borsa per rafforzare la fiducia nella società. “Siamo una banca, e per una banca è super importante ricevere fiducia”, ha dichiarato durante un’intervista a Bloomberg. “Le società quotate godono di maggiore fiducia rispetto a quelle private”

QUANTO INCASSERÀ STORONSKY?

Se Revolut dovesse davvero riuscire a raggiungere una valutazione di almeno 150 miliardi, Storonsky vedrebbe scattare un meccanismo di incentivazione che accrescerebbe di diversi punti percentuali la sua quota della società. Nel caso in cui Revolut arrivasse a una valutazione di 200 miliardi, Storonsky potrebbe arrivare a detenerne circa il 40 per cento del capitale, per un valore stimato intorno agli 80 miliardi.

Storonsky, che è nato in Russia ma ha rinunciato alla cittadinanza dopo l’invasione dell’Ucraina: vive negli Emirati Arabi Uniti; in precedenza risiedeva nel Regno Unito. Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi, possiede una quota di Revolut.

REVOLUT PUNTA, NEL BREVE TERMINE, A UNA VALUTAZIONE DI 100 MILIARDI

Con l’ultimo giro di finanziamento, lo scorso novembre – partecipò anche Nvidia, la più grande azienda di processori al mondo -, Revolut ha raggiunto una valutazione di 75 miliardi; nel 2024 era a 45 miliardi. Pare che la società stia preparando una nuova vendita secondaria di azioni che consentirà ai suoi finanziatori – nell’elenco compaiono i fondi europei di venture capital Balderton Capital e Index Ventures – di monetizzare parte delle loro partecipazioni: l’operazione dovrebbe svolgersi e nella seconda metà del 2026 e dovrebbe permettere a Revolut di raggiungere una valutazione di 100 miliardi.

COME VA (E COSA FA) REVOLUT

Fondata nel 2015 a Londra, Revolut è la fintech più grande d’Europa e, come detto, la startup di maggior valore del continente. È una banca digitale, senza sportelli fisici, che offre conti correnti e di risparmio, trasferimenti internazionali di denaro, investimenti in azioni e obbligazioni, trading di criptovalute e una serie di funzionalità per il pagamento delle utenze e per la gestione del patrimonio. Recentemente ha ottenuto la licenza bancaria nel Regno Unito e il mese scorso ha presentato domanda negli Stati Uniti.

Nel 2025 Revolut ha registrato una crescita del 57 per cento dell’utile ante imposte, salito a 1,7 miliardi di sterline su 4,5 miliardi di entrate. Nel 2026 la società conta di raggiungere cinque milioni di clienti in Italia.

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