Economia

Popolare Bari, ecco lo sprofondo rosso della banca gestita da De Bustis

di

Banca popolare di Bari, Francavilla Fontana-2

Che cosa emerge dalla relazione semestrale della Banca Popolare di Bari

 

Pessimi conti per la Popolare di Bari guidata dall’amministratore delegato Vincenzo De Bustis.

TUTTI I DETTAGLI SULLA SEMESTRALE DELLA POPOLARE DI BARI

La banca pugliese ha chiuso il semestre con un rosso di 58,6 milioni (73,3 milioni considerando l’effetto delle imposte). Il bilancio 2018 si era chiuso con una perdita di oltre 420 milioni. I costi operativi sono stati pari a 169,4 milioni e le rettifiche su crediti, in riduzione, si attestano a 44,2 milioni di euro.

CHE COSA DICE IL COMUNICATO DELLA POPOLARE DI BARI CON LA PERDITA

L’attivo totale, al termine del primo semestre, si è attestato a 13,64 miliardi rispetto ai 13,94 della fine dell’anno precedente, come emerge dai dati comunicati dall’istituto pugliese dopo l’approvazione del consiglio di amministrazione.

LA RACCOLTA E GLI IMPIEGHI

La raccolta totale consolidata (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione Garanzia) è risultata pari a 14,14 miliardi, con la componente diretta attestata a 10,22 miliardi. L’indiretta si posiziona a 3,92 miliardi. Gli impieghi netti a clientela (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione e Garanzia e dei titoli di debito), risultano invece pari a 7,86 miliardi.

IL COMMENTO DEL SOLE SULLA POPOLARE DI BARI

“Ma sotto i riflettori, come già nel passato, sono anche i coefficienti patrimoniali dell’istituto, ancora a valori distanti dai requisiti minimi correnti per il gruppo, indicati da Banca d’Italia – ha sottolineato il Sole 24 Ore oggi – I valori espressi dalla banca si attestano infatti al 6,22% con riferimento al Cet1 ed al tier 1 Ratio e all’8,12% per il total capital ratio”.

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ECCO DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA BANCA CHE ENFATIZZA I PROGETTI E METTE IN SECONDO PIANO IL ROSSO E I NUMERI PESSIMI:

 

Banca Popolare di Bari, avanti con il nuovo assetto di governo. Il CdA approva i dati di bilancio del primo semestre 2019 ed entra in fase avanzata la cessione della Cassa di Risparmio di Orvieto.

Bari, giovedì 8 agosto 2019 (ore 14:36) – Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari, riunitosi in data odierna, ha approvato la situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo, riferita al primo semestre 2019. Si tratta di uno dei primi adempimenti rilevanti del nuovo Consiglio di Amministrazione, insediatosi il 22 luglio e rinnovato per sei undicesimi dei suoi componenti. Nelle sue prime riunioni consiliari, il rinnovato CdA ha accelerato le attività funzionali a sostenere il turnaround del Gruppo e, fra l’altro, deliberato la creazione di Comitati endoconsiliari ad hoc con lo scopo di offrire maggiore supporto e nuovo slancio all’intera struttura organizzativa e di assicurare un efficiente coordinamento tra l’organo amministrativo ed il management. Diverse le iniziative strategiche, già varate, ed in parte portate a termine, nella prima parte dell’anno. Tra quelle concluse si citano, in particolare, le due operazioni di capital relief perfezionate a fine luglio su portafogli di crediti SME e residenziali per 3 Mld.

Conformemente agli accordi contrattuali, il fondo americano Christofferson Robb & Company ha depositato presso la Banca, su un conto vincolato, l’intero ammontare del cash collateral, pari a 260 Mln circa. BPB è la prima banca con modello standard del rischio di credito a utilizzare questo strumento di rafforzamento patrimoniale, cogliendo in modo tempestivo le novità normative introdotte a livello europeo sulle operazioni di cartolarizzazione (cfr. Regolamenti dell’UE 2017/2401 e 2017/2402). Al fine di rafforzare ulteriormente la posizione di liquidità, ad aprile 2019 sono stati avviati i lavori per perfezionare 2 cartolarizzazioni con rating, una su crediti alle imprese per complessivi 1,2 Mld – in fase di ultimazione – e una su mutui residenziali per complessivi 0,85 Mld, il cui completamento è previsto per inizio settembre.

Le due operazioni apporteranno liquidità aggiuntiva per circa 1,3 Mld Euro, ed hanno visto il coinvolgimento di Natwest in qualità di arranger e di Orrick come advisor legale. A giugno 2019 è inoltre stata completata la cessione di un pacchetto di circa 50 Mln di finanziamenti a impianti di energia rinnovabile, tramite una innovativa struttura di cartolarizzazione che ha visto coinvolti Natixis come finanziatore della tranche senior e il fondo Glennmont come investitore sulla tranche junior. In riferimento alla cessione del pacchetto di controllo della Cassa di Risparmio di Orvieto (73,5% attualmente detenuto dalla BPB), dopo la ricezione, il 13 giugno scorso, di un’offerta vincolante da parte di SRI Global Limited, la Banca ha ricevuto una “confirmatory binding” a fronte della quale ha concesso l’esclusiva per la cessione della quota di partecipazione della controllata.

L’operazione sarà conclusa entro la fine dell’anno, con benefici sostanziali sul livello dei ratio patrimoniali. Con riferimento ai principali dati consolidati, l’attivo totale al termine del primo semestre si è attestato a 13,64 Mld rispetto ai 13,94 Mld del fine anno precedente. La raccolta totale consolidata (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione Garanzia) è risultata pari a 14,14 Mld, con la componente diretta attestata a 10,22 Mld. L’indiretta si posiziona a 3,92 Mld. Gli impieghi netti a clientela (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione e Garanzia e dei titoli di debito), risultano invece pari a 7,86 Mld.

I coefficienti patrimoniali consolidati al 30 giugno 2019 si attestano al 6,22% con riferimento al CET1 ed al Tier 1 Ratio e all’8,12% per il Total Capital Ratio. Detti valori sono inferiori agli Overall Capital Requirement (OCR) ratio correnti per il Gruppo, come comunicati nel 2019 da Banca d’Italia, con riferimento al Tier One (OCR pari al 9,453%) e al Total Capital Ratio (11,771%). A fine luglio 2019 è stata perfezionata la commentata operazione di capital relief che determina, con riferimento al 30/06/2019, coefficienti pro-forma in aumento di circa 100 e 120 bps, rispettivamente, per il Tier 1 Ratio ed il Total Capital Ratio.

Rimane solida e stabile la posizione di liquidità, con i due indicatori LCR e NSFR attestati rispettivamente al 180% ed al 118% (limite regolamentare 100%), con un buffer di liquidità superiore a 2,0 Mld di euro, in ulteriore crescita a 2,3 Mld a luglio per effetto dell’operazione di capital relief.

In relazione ai dati reddituali, il margine di intermediazione, pari a 154,9 Mln, si caratterizza per una contribuzione del margine da servizi del 42% (65,6 Mln le commissioni nette). Il risultato consolidato del semestre evidenzia una perdita di 58,6 Mln (73,3 Mln considerando l’effetto delle imposte), con costi operativi pari a 169,4 Mln e rettifiche su crediti, in forte riduzione, che si attestano a 44,2 Mln.

Il Consiglio di Amministrazione procederà con decisione sulla strada di una programma d’urto (crash program) con significativi interventi sul versante della riduzione dei costi e dei rischi e per un deciso impulso sul versante dei ricavi, che consentirà di ottenere un significativo miglioramento del conto economico nel secondo semestre.

Inoltre il deconsolidamento della partecipazione in Cassa di Risparmio di Orvieto, porterà ulteriori benefici ai coefficienti patrimoniali. Il Consiglio ha altresì deciso la costituzione di un “Osservatorio sul contesto istituzionale e di mercato” con riferimento alle tematiche inerenti i rapporti con i Soci e la liquidabilità delle azioni nonché al Progetto di aggregazione delle Banche Popolari e di turnaround. La Banca, in un ottica di massima trasparenza, assicura che ogni evento o variazione a quanto deliberato sarà oggetto di tempestiva comunicazione al mercato.

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