Economia

Perché la chiusura del gioco legale non sarà uno scherzo per le casse dello Stato

di

gioco legale

Che cosa si è detto alla manifestazione dei lavoratori del gioco legale

Doppia manifestazione dell’intero mondo del gioco legale, senza esclusioni, per lamentare di essere stati dimenticati e chiusi, da oltre 220 giorni, con danni difficilmente calcolabili. In sei mesi la serrata imposta dai Dpcm anti Covid ha portato a un calo del 47,5% in termini di raccolta (73,9 miliardi di euro nel 2019 contro 38,8 nel medesimo periodo del 2020). Una frenata del consumi capace di incidere in maniera rilevante anche sulla casse dello Stato che nel 2019 aveva incassato 10,3 miliardi di euro dall’area retail del gioco legale, mentre nel 2020 si è privato del 42,3% in meno di entrate pari a 4,3 miliardi).

LA DOPPIA MANIFESTAZIONE DEL GIOCO LEGALE

Due le manifestazioni, a Roma e a Milano, per evidenziare anche che i punti vendita di gioco legale con vincita in denaro, in aggiunta alla situazione di incertezza e di estrema difficoltà legata alla prolungata chiusura delle attività, stanno riscontrando problemi ai finanziamenti garantiti dallo Stato. “Non chiediamo nessun beneficio in particolare”, dice a Start Riccardo Sozzi, portavoce dell’associazione, “ma solo pari dignità di settore e di categoria. Le attività di gioco, oltre a essere autorizzate con licenze, costituiscono una importante entrata fiscale per lo Stato, prima della pandemia erano stati garantiti dal gioco legale più di 11 miliardi di euro all’Erario. Tutti flussi tracciati e controllati. Il gioco legale coinvolge circa 150.000 lavoratori nel settore, che oggi è fermo, in Cig, senza certezze per la riapertura, pur essendosi dotati di tutte le misure anti-contagio, addirittura più severe che in altri settori attualmente aperti in zona gialla”.

COSA CHIEDE IL GIOCO LEGALE A DRAGHI

Per avere ancora più forza e parlare con una sola vox l’intera categoria si è riunita sotto il vessillo di Ati Gioco Lecito. “Abbiamo ritenuto di dar vita a questa associazione temporanea – spiegano i promotori – al fine di amplificare il grido di aiuto delle imprese del settore del Gioco Lecito, con l’obiettivo di organizzare iniziative volte alla sensibilizzazione delle Istituzioni per chiedere per le imprese e i lavoratori la stessa dignità riconosciuta ad altri settori del commercio e dei servizi, nonché ad altri comparti del Gioco Legale” (leggi anche: Eni, Coca Cola, Sisal e non solo. Tutte le aziende spremute con nuove tasse).

LA LETTERA AL NUOVO GOVERNO

“Il gioco legale in Italia è ormai allo stremo”, si legge nella missiva che l’intera categoria del gioco legale ha inoltrato a Palazzo Chigi al termine della manifestazione. “Le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria hanno portato ad una chiusura prolungata per oltre 220 giorni dei punti vendita di gioco legale su tutto il territorio nazionale. Il comparto sta vivendo una situazione drammatica, che vede la chiusura prolungata di circa 15.000 punti vendita di commercianti regolari e regolati da Concessioni Statali, con la conseguente difficoltà economica per oltre 150mila persone tra lavoratori diretti, dipendenti dei concessionari e lavoratori dell’indotto, che arrivano a 400mila persone estendendo il disagio ai nuclei familiari”.

MISURE DI SICUREZZA PRESE IN AUTONOMIA

Nel documento viene inoltre sottolineato come il comparto abbia “autonomamente adottato” i “Protocolli di Sicurezza Sanitaria contenenti misure di prevenzione e contenimento del virus ancor più restrittive rispetto a quelle previste dai DPCM e dalle Linee Guida emanate dalla Conferenza delle Regioni, volti a ridurre ulteriormente il rischio di possibile contagio e consentire la fruizione dei prodotti di gioco all’interno delle sale in piena sicurezza”. Insomma, il settore del gioco legale nella manifestazione di ieri non ha chiesto sussidi ma la possibilità di tornare ad alzare le serrande delle attività.

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