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Perché la Bce è tra 2 fuochi

Bce Banca Generali

La guerra russa contro l’Ucraina pone la Bce in una posizione complessa. Ecco perché. L’analisi di Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments 

La guerra russa contro l’Ucraina pone la Bce in una posizione complessa. Da un lato, i prezzi alle stelle dell’energia e delle materie prime all’indomani dell’invasione russa si sommano ad una pressione inflazionistica già elevata che persisterà. D’altra parte, la spirale di sanzioni e ritorsioni si sta muovendo rapidamente e potrebbe non essere ancora giunta al termine. Un taglio completo dell’economia russa dal commercio globale, includendo deliberatamente petrolio e gas, rimane una chiara possibilità. L’attività dell’area dell’euro potrebbe subire un duro colpo all’inasprirsi dei timori per la recessione.

Alla riunione di giovedì, le proiezioni macroeconomiche aggiornate mostreranno un forte spostamento dell’inflazione attesa per il 2022 (dal 3,2% al range 5,5% – 6% a nostro avviso), mentre le corrispondenti aspettative di crescita dovranno essere riviste (dal 4,2% ad almeno circa il 3% a nostro avviso). Allo stesso tempo, le aspettative d’inflazione market-based sia a medio che a lungo termine si sono distaccate dalla soglia del 2%. Il Consiglio Direttivo si muove quindi sempre più verso una situazione che Panetta ha definito “brutta inflazione”, ovvero un disancoraggio delle aspettative di inflazione.

In una situazione del genere il rischio di errori politici è elevato, poiché l’incertezza è eccezionalmente marcata. Di conseguenza, gli ultimi commenti dei membri del Consiglio Direttivo sottolineano l’opzionalità come ingrediente chiave di un’appropriata posizione politica, il denominatore comune tra colombe e falchi. La Presidente Lagarde probabilmente sottolineerà molto questo aspetto durante la conferenza stampa. Pur ponendo fine al programma PEPP come previsto, l’aumento degli acquisti di APP per compensare in parte i mancati acquisti nell’ambito del PEPP potrebbe essere superiore a quanto si pensasse (nel range mensile di 40 – 50 miliardi di euro) e il Consiglio Direttivo potrebbe lasciare piuttosto vaga l’indicazione circa la fine degli acquisti APP.

Allo stesso tempo, a nostro avviso, la Bce segnalerà che, nonostante l’invasione russa, la normalizzazione della politica è in corso mentre i suoi tempi dipendono fortemente dall’evoluzione della guerra e dalle ricadute sull’attività. In ogni caso, sarà una linea sottile tra contribuire a ridurre nuovamente le aspettative di inflazione a lungo termine, mentre si cerca di attutire le ricadute della guerra sulle attività. La Presidente Lagarde sceglierà le sue parole con molta attenzione e forse la Bce potrebbe proporre anche nuovi strumenti per far fronte a questa situazione eccezionale. Al momento, riteniamo molto probabile che la Bce rinvii il suo primo rialzo dei tassi a dicembre.

 

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