Banca Ifis accelera il riassetto dopo l’operazione illimity e cede a Prelios una delle attività considerate non strategiche. L’istituto controllato dalla famiglia Fürstenberg Fassio ha firmato un accordo vincolante per la vendita del 100% di ARECneprix, società specializzata nella gestione di crediti deteriorati, asset immobiliari e operazioni complesse, per un corrispettivo di 30 milioni di euro. Il closing è previsto entro la fine di giugno 2026.
L’operazione si inserisce nel più ampio processo di integrazione di illimity Bank, acquisita nel 2025 tramite Opas. Ed è soprattutto un tassello della strategia con cui il gruppo sta cercando di alleggerire il perimetro, ridurre i costi e concentrarsi sulle attività considerate centrali, in una fase in cui il business storico degli Npl mostra margini più compressi e maggiore pressione regolatoria.
CHE COSA PASSA A PRELIOS
ARECneprix era entrata nell’orbita di Banca Ifis proprio attraverso l’acquisizione di illimity. La società era nata nel gennaio 2023 dalla fusione tra neprix e AREC ed è attiva principalmente in due segmenti: il credit management, con attività di servicing e advisory su portafogli di crediti deteriorati, e l’asset management immobiliare focalizzato soprattutto sulla valorizzazione di immobili per investitori istituzionali.
Nel 2025 ha registrato ricavi per 29,5 milioni di euro, impiega circa 125 persone e gestisce asset per 6,4 miliardi.
Con la vendita, Banca Ifis ottiene anche un beneficio patrimoniale stimato in circa 10 punti base di Cet1. Parallelamente, ARECneprix e illimity Bank hanno firmato un accordo pluriennale di servicing che garantirà continuità nella gestione dei portafogli del gruppo anche dopo il closing. Sono stati inoltre definiti accordi transitori per i servizi post-closing.
IL RIORDINO DEL GRUPPO DOPO ILLIMITY
La cessione arriva dopo un’altra operazione già conclusa nei mesi scorsi, quella di Hype a Banca Sella, e segue la vendita di Abilio, società specializzata nella gestione e commercializzazione di beni provenienti da procedure concorsuali, ceduta a Servizilegali.net. Due operazioni che, come rilevato dal Sole 24 Ore, hanno un impatto limitato sul conto economico ma risultano significative per la semplificazione della struttura del gruppo e per l’integrazione di illimity dentro Banca Ifis, che dovrebbe entrare nella fase più concreta nella seconda metà dell’anno.
Non a caso, nelle ultime settimane i vertici della banca avevano già indicato chiaramente la direzione. Nei conti del primo trimestre 2026, Banca Ifis aveva annunciato una “razionalizzazione del perimetro” e una revisione strategica del business Npl. Un passaggio che riflette il cambiamento di scenario nel mercato dei crediti deteriorati, storicamente uno dei pilastri della banca veneziana.
PERCHÉ IFIS CAMBIA STRATEGIA SUGLI NPL
Per anni gli Npl hanno garantito a Ifis margini elevati grazie all’acquisto di portafogli deteriorati a prezzi fortemente scontati. Ma il quadro è cambiato. Nel primo trimestre 2026 i ricavi del settore Npl si sono fermati a 47,2 milioni, in calo di oltre 33 milioni rispetto all’anno precedente, mentre l’utile del comparto è sceso a 1,3 milioni. A pesare, secondo quanto riportato anche da Startmag nelle scorse settimane, sono margini più bassi, prezzi di acquisto più elevati e soprattutto una pressione regolatoria crescente.
Sul settore incidono infatti gli effetti del calendar provisioning, il meccanismo regolamentare che impone alle banche maggiori accantonamenti sui crediti deteriorati e quindi un assorbimento di capitale più elevato. Una dinamica che ha spinto Banca Ifis ad avviare una riflessione strategica sul proprio portafoglio Npl e sulle possibili opzioni di deconsolidamento, incluse partnership e operazioni di consolidamento.
L’obiettivo è spostare il baricentro della banca verso il commercial banking e il credito specialistico alle imprese, preservando al tempo stesso solidità patrimoniale e dividendi.
IL SENSO INDUSTRIALE DELL’OPERAZIONE
In questo quadro si inserisce anche la scelta di cedere ARECneprix. Raffaele Zingone, amministratore delegato di illimity Bank e condirettore generale di Banca Ifis, ha definito l’operazione “una tappa importante nel percorso di valorizzazione degli asset non core di illimity Bank”, spiegando che l’intesa con Prelios consentirà al gruppo di “focalizzarsi con ancora più attenzione” sui business considerati strategici.
Dietro l’operazione c’è anche la volontà di dare una collocazione industriale più coerente ad ARECneprix. La banca sottolinea infatti che la cessione è finalizzata a “sviluppare l’attività di ARECneprix, valorizzandone le competenze e le professionalità interne nell’ambito di un gruppo specializzato”.
CHI È PRELIOS
A comprare è Prelios, uno dei principali operatori italiani nel settore del credit servicing e dell’alternative asset management. La società fa parte dell’universo Ion del finanziere Andrea Pignataro ed è attiva nella gestione di crediti deteriorati, nel real estate e nei servizi per investitori istituzionali e banche. Con l’acquisizione di ARECneprix, Prelios amplia ulteriormente la piattaforma gestita e rafforza la presenza sia nel servicing sia nell’asset management immobiliare.
L’amministratore delegato di Prelios, Riccardo Serrini, ha spiegato che l’operazione permette di integrare “una piattaforma di 6,4 miliardi di euro di asset gestiti e competenze distintive nella gestione di portafogli Npe e nel real estate”.
UNA BANCA IN RIORDINO
Per Banca Ifis il dossier ARECneprix rappresenta soprattutto un altro tassello del riassetto avviato dopo l’acquisizione di illimity. I numeri del primo trimestre hanno mostrato un quadro meno brillante rispetto al passato: utile netto sceso da 47,3 a 31,3 milioni, costi operativi in crescita e margini più deboli nel business degli Npl.
L’integrazione di illimity ha ampliato il perimetro del gruppo ma ha anche aumentato complessità e costi. I vertici della banca hanno spiegato che le sinergie emergeranno soprattutto dal 2027, una volta completata l’integrazione.
In questo quadro, la cessione delle attività considerate non strategiche serve a snellire la struttura e accelerare il riordino del gruppo. Entro fine anno è attesa anche la conclusione della revisione strategica sul business Npl, primo passo verso il nuovo piano industriale previsto per l’inizio del 2027.







