Oltre ventitré milioni di euro di sanzioni ripartiti tra le società Amica Chips, Pata e Preziosi Food. A stabilirlo è stata l’Antitrust, che ha accertato un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato degli snack salati a marchio privato.
Il provvedimento, che giunge a conclusione di un’articolata istruttoria avviata nel 2024, colpisce un coordinamento illecito durato circa otto anni e finalizzato alla spartizione della clientela appartenente alla Grande Distribuzione Organizzata.
L’INTESA SEGRETA NEL SETTORE DEGLI SNACK
Le evidenze acquisite dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) hanno confermato l’esistenza di “un’intesa segreta unica, complessa e continuata in violazione dell’articolo 101 del TFUE”.
Il mercato interessato riguarda la produzione e commercializzazione in Italia di patatine fritte in busta e altri snack salati come popcorn e tortillas, un settore che nel 2023 ha generato vendite totali per circa 921,7 milioni di euro, con una quota di oltre un terzo rappresentata dalle referenze a marchio privato.
L’Autorità ha inoltre rilevato che le parti coinvolte rappresentano le principali imprese attive in questo specifico segmento e hanno operato un “coordinamento delle rispettive politiche commerciali, la ripartizione della fornitura di snack salati (ad esclusione dei crostini) destinati alle referenze PL distribuite attraverso la rete della GDO”, afferma il testo del provvedimento.
COME FUNZIONAVA IL COORDINAMENTO COMMERCIALE
Il cartello, spiega l’Antitrust, si è fondato su un nucleo operativo che prevedeva, tra Amica Chips e Pata, un “patto di non belligeranza riguardante gli operatori della GDO”. Tale accordo, esteso gradualmente a partire dal 2018, imponeva che “ciascuna si astenesse dal contattare in maniera attiva e mirata gli operatori della GDO al fine di sviluppare nuovi rapporti di fornitura”.
Le strategie di coordinamento includevano la presentazione di offerte di comodo con prezzi maggiorati o la mancata partecipazione a gare indette dalle catene distributive, adducendo talvolta presunte “limitazioni alla capacità produttiva”. Nel 2022, inoltre, le società hanno scambiato informazioni per “reagire al significativo aumento dei costi di produzione” attraverso incrementi generalizzati dei prezzi richiesti alla clientela.
LE SANZIONI IRROGATE
L’Autorità ha quantificato le sanzioni partendo dal fatturato specifico realizzato nel 2023 e applicando un coefficiente di gravità del 15%, considerando che l’intesa ha avuto “piena e costante attuazione in un arco temporale di circa 8 anni”.
Amica Chips, che ha registrato nel 2024 un fatturato mondiale di 137.320.172 euro, ha ricevuto una sanzione finale di 8.239.210 euro. Pata, con un fatturato di 188.884.676 euro, è stata sanzionata per 7.555.387 euro, mentre Preziosi Food, il cui fatturato si è attestato a 83.372.782 euro, dovrà corrispondere 7.503.550 euro. Gli importi finali tengono conto del limite edittale del 10% del fatturato totale.
PROGRAMMI DI CLEMENZA E PROCEDURE DI TRANSAZIONE
Per la determinazione della sanzione l’Agcm ha applicato il proprio programma di clemenza, poiché Pata e Amica Chips hanno fornito “elementi probatori che hanno permesso di estendere temporalmente l’inizio dell’intesa”. L’Autorità ha riconosciuto che i due richiedente il trattamento favorevole hanno “prodotto evidenze che costituiscono un valore aggiunto significativo al fine di provare l’infrazione rispetto agli elementi probatori già in possesso dell’Autorità”.
Inoltre, per la prima volta, è stata applicata la procedura di transazione, che ha comportato una riduzione del 10% delle ammende per tutte le parti. Pata e Preziosi Food hanno inoltre beneficiato di un’ulteriore attenuante del 5% per l’adozione di programmi di compliance antitrust ritenuti adeguati ed effettivi.







