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Perché le regioni non utilizzano i fondi contro il dissesto idrogeologico?

Agricoltura

Il maltempo continua a provocare danni all’agricoltura. E la Corte dei Conti denuncia scarso utilizzo dei soldi del Fondo contro il dissesto idrogeologico da parte delle regioni

Oltre Venezia. Il maltempo che sta flagellando l’Italia conta un’altra vittima predestinata: l’agricoltura. Sono già 500 milioni di euro i danni causati da alluvioni e inondazioni in poco più di un settimana. Un comparto strategico già preso dalla lotta contro i dazi di Trump, che deve, purtroppo, sopportare anche i disastri annunciati di un Paese in eterna emergenza: ambientale, idrogeologica, sismica.

Confagricoltura è in prima fila per sostenere le aziende agricole e le migliaia di addetti. Poco ci manca che si organizzino manifestazioni di protesta per tutto ciò che si deve fare in tempi normali. Per ora nelle campagne, oltre a contare i danni, si lavora per contenere la situazione. Confagricoltura ha fatto comunque sapere che il governo intende venire incontro agli agricoltori ed alle migliaia di aziende.

La ministra Teresa Bellanova ha visto le richieste di calamità delle Regioni e vuole attivare gli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale. Dovrebbe iniziare dalla sospensione delle rate dei mutui e dei contributi previdenziali per le imprese agricole.

Una prima traccia dei danni si concentra su territori fragili, che andrebbero tenuti sotto controllo con interventi di bonifica, infrastrutture e misure di prevenzione. Nella normalità, appunto. Ma da Nord a Sud quante ne hanno sentite da ogni parte, negli anni, agricoltori ed allevatori? E poi puntualmente arrivano l’emergenza, la conta dei danni, i bilanci delle aziende in perdita. Cose, per dirla tutta, che hanno molto a che vedere con il climate change.

Al Nord tra la provincia di Cuneo e l’Appennino ligure sono distrutti gli alberi di nocciolo, castagno e molti vivai. In Lombardia le produzioni di mais, soia, riso, sono compromesse, mentre dal 1° dicembre si dovranno sospendere obbligatoriamente per due mesi gli spandimenti di reflui zootecnici. Occorre un intervento straordinario, dicono gli agricoltori, per permettere l’utilizzazione agronomica a dicembre e gennaio.

La situazione è molto difficile in Trentino Alto Adige con stalle isolate, senza energia elettrica e con gli addetti al trasporto impossibilitati ad effettuare la consegna del latte. Ingenti i danni in Toscana, Emilia Romagna, Lazio con molte coltivazioni ormai perse.

Al Sud Campania e Puglia sono le Regioni più in crisi. Nel basso Volturno e nella provincia di Caserta gli allagamenti hanno distrutto coltivazioni ortive e invaso le aziende bufaline.

In Puglia l’olivicoltura ha subito danni rilevanti per il forte vento, con perdite di olive in raccolta e problemi anche per le nuove piante anti-Xylella. Se le condizioni meteo non migliorano i danni nazionali supereranno di gran lunga i 500 milioni.

Anche Coldiretti sta monitorando la situazione. C’è stato davvero un eccesso di pioggia, spiegano i dirigenti dell’organizzazione. “L’Italia è stata colpita nella prima metà di novembre da circa 6 nubifragi al giorno con pioggia torrenziale e tempeste di pioggia, vento, trombe d’aria e grandine”.

Un aumento record del +57% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno su territori deboli e poco curati dalle istituzioni. Purtroppo è il Paese nel suo complesso a rivelarsi debole, ancora una volta. È stata la Corte dei Conti a denunciare lo scarso utilizzo dei soldi del Fondo progettazione contro il dissesto idrogeologico.

Quella minaccia perenne sulle teste di tutti noi, oltre che su campi ed aree coltivate che danno lavoro a milioni di addetti. Le risorse erogate alle Regioni dal 2017 sono “solo il 19,9% del totale complessivo (100 milioni di euro) in dotazione al Fondo”, hanno scritto i giudici il 31 ottobre scorso.

Dobbiamo chiederci quanti tra quelli che si battono per l’ambiente, la lotta ai cambiamenti climatici hanno ascoltato?

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