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Iveco Defence Vehicles

Leonardo compra Iveco Defence (Exor), chi brinda di più?

Scatta a Piazza Affari il titolo di Iveco Group dopo nuovi rumors su un interesse di Leonardo per Iveco Defence Vehicles, la divisione dei veicoli militari. Fatti, numeri e commenti

Iveco spicca il volo in Borsa per i rinnovati rumors circa l’interesse di Leonardo per la divisione Iveco Defence Vehicles (IDV), la divisione dedicata ai veicoli militari del gruppo controllato da Exor.

Il titolo del gruppo Iveco controllato da Exor (la holding di John Elkann che possiede anche StellantisCNH Industrial e il gruppo editoriale Gedi) si è portato in cima al listino milanese con un progresso del 6,9% a 12,01 euro, quando il Ftse Mib è in rialzo dello 0,2%. Alle 15 le azioni di Iveco segnano un 4,98% a 11,80 euro mentre il titolo della società della difesa, dopo aver toccato in avvio un guadagno superiore al 2%, ripiega e viaggia al momento a 23,82 euro.

Secondo il Corriere della Sera il gruppo della difesa guidato da Roberto Cingolani avrebbe incaricato alcune banche d’affari internazionali, tra cui UBS, per studiare l’acquisto di Iveco Defence Vehicles (Idv) che produce blindati, carri armati e altri mezzi da combattimento con oltre 1.800 dipendenti e un miliardo di ricavi nel 2023.

D’altronde Leonardo conta già su una collaborazione con l’Iveco tramite la sua controllata Oto Melara, nell’ambito dell’attuale Cio, capofila dell’industria negli armamenti terrestri per lo sviluppo e la produzione di veicoli blindati come il Centauro (I e II) e il supporto ai veicoli.

Tutti i dettagli.

LEONARDO PUNTA IVECO DEFENCE VEHICLES?

Come detto, l’indiscrezione di un interesse del gruppo ex Finmeccanica per la società dedicata ai veicoli militari del gruppo controllato dalla famiglia Agnelli non è nuova.

Già lo scorso il Sole 24 Ore riportava l’ipotesi di acquisizione per Leonardo Idv, allineata alla strategia del gruppo di Piazza Monte Grappa di espandere la propria presenza nell’industria degli armamenti terrestri.

Inoltre, le indiscrezioni del quotidiano confindustriale seguivano anche i rumors dello scorso dicembre rilanciati dalla stampa d’Oltralpe. La Tribune aveva rivelato infatti che il governo italiano sollecita una fusione tra Iveco Defence Vehicles e Oto Melara per entrare a gamba tesa nel programma franco-tedesco Mgcs (Main Ground Combat System), il carro armato da combattimento del futuro.

LA POSIZIONE DELLE DUE SOCIETÀ

Dalle due società coinvolte tutto tace.

Un portavoce di Iveco riferisce che alla società “non risulta nulla di quanto scritto”, confermando la linea dello scorso marzo quando, in occasione delle presentazioni di entrambi i business plan, i ceo delle due società avevano negato contatti sul dossier, rileva oggi Radiocor. II ceo di Iveco, Gerrit Marx, aveva tuttavia precisato che, in caso di proposte, queste verrebbero esaminate dal Cda. “No comment” anche da parte di Leonardo.

IL VALORE DELL’OPERAZIONE

Eppure, alla notizia sulle pagine del Corriere il mercato si è mosso ed esperti e analisti ragionano sull’operazione. Il nodo è il prezzo.

Alcune stime fissano il valore di Idv a circa 750 milioni di euro, in linea con il valore attualmente attribuito alla divisione nella valutazione Iveco, ma il Corriere della Sera ricorda che all’indomani delle prime indiscrezioni sull’interesse di Leonardo gli analisti avevano immaginato una valutazione più elevata alla luce dei multipli delle altre aziende di settore.

Alla chiusura delle contrattazioni di ieri il gruppo capitalizzava circa 3 miliardi di euro.

Al Capital Markets Day di marzo il gruppo aveva detto che la divisione Defence (marchi IDV e ASTRA) sta accelerando la sua crescita, grazie a un portafoglio ordini che supera i 4 miliardi di euro e prevede di raggiungere tra 1,2 e 1,3 miliardi di euro di Ricavi netti entro il 2028, con un Adjusted EBIT margin tra il 12 e il 13%.

CINGOLANI FOCALIZZATO SULLE ALLEANZE IN EUROPA

Inoltre, Iveco Defence Vehicles andrebbe ad aumentare la capacità produttiva di Leonardo, anche nell’ottica di un rafforzamento delle alleanze europee.

Proprio sulla possibilità di alleanze in Europa per nuovi programmi, è tornato Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, parlando a margine della 53esima edizione del Convegno Nazionale Giovani Imprenditori di Confindustria. Leonardo “sta parlando” con le altre aziende europee della Difesa ha dichiarato Cingolani precisando che “Stiamo analizzando i diversi scenari. Non si parla di soci ancora, sono aziende autonome che si devono parlare, devono mettersi insieme e capire se c’è da costituire qualcosa”.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI DI INTERMONTE

Per gli analisti l’operazione sarebbe vantaggiosa per entrambi i player coinvolti.

Secondo gli esperti di Intermonte, “il razionale industriale dell’operazione è solido e permetterebbe a Leonardo di realizzare sinergie”. Una valutazione intorno ai 750 milioni, o anche superiore in base all’andamento del business nel 2024, sarebbe “in linea con i multipli di settore”. Inoltre, l’operazione “rafforzerebbe il business della difesa terrestre di Leonardo anche in vista di potenziali alleanze europee dopo la partnership strategica siglata con Knds”.  Gli analisti ricordano che Leonardo ha già preparato finanziariamente l’operazione attraverso il placement di azioni Drs a fine 2023 (per 340 milioni di euro) e l’accordo per cedere la controllata armamenti navali Wass a Fincantieri sulla base di una valutazione fino a 415 milioni.

L’ANALISI DI EQUITA

Anche secondo Equita il deal sarebbe “positivo” per Iveco.

Inoltre, in caso di cessione, sottolinea la sim, “verrebbe anche rimosso l’ostacolo ad eventuali M&A in quando l’uscita dal business della difesa ridurrebbe il rischio di esercizio del golden power da parte del Governo”. Per Leonardo gli operatori ritengono “inevitabile pagare un premio di maggioranza da valutare in funzione dell’evoluzione successiva sulle alleanze a livello europeo”.

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