Economia

Ecco come va Leonardo Drs (le banche d’affari si gasano per l’Ipo)

di

Leonardo Drs

I conti di Drs, la controllata americana di Leonardo, le ultime indiscrezioni sulla possibile quotazione a Wall Street del 40% della società Usa che lavora per il Pentagono e i commenti degli analisti

 

Come vanno i conti di Drs – la controllata di Leonardo che lavora per il Pentagono – e che cosa dicono del progetto Ipo gli analisti e le banche d’affari.

Tutti i dettagli.

I risultati di Drs mostrano dei miglioramenti e assumono un peso sempre maggiore all’interno dei conti di Leonardo Spa. Stando alle ultime indiscrezioni di stampa Leonardo starebbe valutando la quotazione del 40% della controllata americana, un’operazione che si potrebbe realizzare entro giugno 2021. Anche alla luce degli ultimi dati di Drs, gli analisti pensano che sia il momento giusto per la quotazione.

I RISULTATI DI DRS NEI 9 MESI DEL 2020

Nei nove mesi del 2020 Leonardo Drs ha realizzato ordini pari a 2,262 miliardi di euro, segnando un aumento del 12,8% rispetto ai 2,005 miliardi di euro dello stesso periodo del 2019. I ricavi si sono attestati a 1,719 miliardi di euro, in crescita del 6,4% rispetto ai 1,616 miliardi dei nove mesi del 2019. L’Ebita è stato pari a 101 milioni di euro, in calo dell’1,9% rispetto ai 103 milioni di euro dello stesso periodo del 2019. Il Ros è passato al 5,9% rispetto al 6,4% dei nove mesi del 2019.

IL PESO DI DRS NEI CONTI DI LEONARDO SPA

Gli ordini di Leonardo Drs hanno rappresentato il 26,58% del totale degli ordini realizzati da Leonardo Spa nei primi nove mesi del 2020 (8,51 miliardi di euro), i ricavi il 19% del fatturato complessivo del gruppo (9,025 miliardi di euro) e l’Ebita il 20,32% (497 milioni di euro).

I DATI DI DRS NEL 2019

Nel 2019 Leonardo Drs ha realizzato ordini pari a 2,611 miliardi di euro,  segnando un aumento del 7,1% rispetto ai 2,438 miliardi di euro del 2018. I ricavi si sono attestati a 2,438 miliardi di euro, in crescita del 23,1% rispetto a 1,98 miliardi del 2018. L’Ebita è stato pari a 186 milioni di euro, in aumento del 45,3% rispetto ai 128 milioni di euro del 2018. Il Ros è passato al 7,6% rispetto al 6,5% del 2018.

Gli ordini di Leonardo Drs hanno rappresentato il 18,51% del totale ordini realizzato da Leonardo Spa nel 2019 (14,105 miliardi di euro), i ricavi il 17,68% del fatturato complessivo del gruppo (13,784 miliardi di euro) e l’Ebita il 14,86% (1,251 miliardi di euro).

GLI ULTIMI RUMORS SU LEONARDO DRS

Secondo un recente articolo del Messaggero, Leonardo Spa entro giugno 2021 quoterà a Wall Street (al Nyse) il 40% di Drs. Le linee essenziali dell’operazione sarebbero già pronte, con Goldman Sachs che avrà il doppio ruolo di advisor e di global coordinator dell’Ipo. Al fianco di Goldman dovrebbero schierarsi con livelli di responsabilità inferiore JpMorgan e Morgan Stanley. Sicuramente, prosegue il Messaggero, nel pool che guiderà le grandi manovre ci sarà Mediobanca, istituto di riferimento storico della ex Finmeccanica.

Secondo lo schema, Leonardo punta a un’Ipo per collocare una quota del 40% del capitale della controllata, attraverso un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione (Opvs), cioè una struttura mista che prevede la cessione di azioni Drs in portafoglio al gruppo guidato da Alessandro Profumo, accompagnata da un aumento di capitale riservato agli investitori che farà affluire risorse fresche alla società per supportare i propri piani di sviluppo. Alcune tecnicalità sono ancora da definire, come il bilanciamento tra le azioni da cedere e quelle da emettere ex novo a favore del mercato. Probabilmente del 40% da quotare, più della metà (55-60%) potrebbe essere la tranche di titoli venduti da Leonardo.

Il Messaggero scrive che il gruppo leader della difesa ha necessità di fare cassa per ridurre l’indebitamento di 5,8 miliardi al 30 settembre, contro i 4,3 miliardi dello stesso periodo 2019. Il tutto a fronte di una capitalizzazione in Borsa di circa 3,1 miliardi. Le indiscrezioni al momento indicano per il 100% della controllata di Leonardo Spa una valutazione pari a 3 miliardi di dollari.

LA RISPOSTA DI LEONARDO SPA AI RUMORS

Riferendosi ai recenti rumors di stampa, Leonardo ha risposto che la società, “come di consueto, valuta costantemente diverse opzioni in un’ottica di creazione di valore per i propri azionisti, tra cui la possibilità di procedere alla quotazione di Leonardo Drs. Nessuna decisione formale in merito è stata tuttavia presa”.

IL ROADSHOW VIRTUALE

In un report recente Fidentiis (che su Leonardo Spa ha raccomandazione buy e range di valutazione di 7-8 euro) parla di “feedback positivo” dopo un roadshow virtuale con il gruppo. Per quanto riguarda Drs, spiegano gli analisti, “il management ha sottolineato che sta lavorando da tempo su una potenziale Ipo di Drs e che l’operazione non sarebbe correlata a particolari esigenze di finanziamento”.

La controllata americana secondo il management dovrebbe raggiungere “una redditività a doppia cifra nel medio periodo”, riportano gli esperti. Infine, conclude Fidentiis, il gruppo “ha evidenziato che la posizione di liquidità di Leonardo Spa è forte”, escludendo aumenti di capitale.

IL COMMENTO DI BANCA AKROS

Secondo le stime di Banca Akros (buy, Tp 6,5 euro) Drs nell’intero 2020 registrerà un fatturato di circa 3 miliardi di dollari con un Ebita di circa 0,215 miliardi di dollari (Ebita margin del 7/7,5%). I concorrenti del settore della difesa in America (Lockheed, Northrop, Raytheon e General Dynamics) scambiano a circa 14,5/13 volte le proprie stime di Ebit 2020/2021, elemento che implica una valutazione di 3,125/3,7 miliardi di dollari per Drs (2,65/3,135 miliardi di euro) .

Banca Akros pensa che “l’Ipo di Drs rappresenti uno scenario realistico e che la tempistica per compiere un simile passo sia favorevole” anche alla luce degli ultimi risultati che ha realizzato Drs nei 9 mesi del 2020.

IL PARERE DI EQUITA SIM

Anche Equita Sim (buy, Tp 9,2 euro) pensa che l’opzione della Ipo di Drs con la quotazione del 40% sia “uno scenario possibile”. Per gli analisti l’operazione, ipotizzando una valutazione di circa 3 miliardi di dollari per il 100% di Drs, sarebbe molto positiva in quanto Leonardo rafforzerebbe la propria struttura finanziaria e “farebbe passare in secondo piano i dubbi sul Fcf (il cui obiettivo 2020 resta sfidante, ma se anche non venisse centrato si tratterebbe solo di slittamento del cash-in al primo trimestre del 2021, senza rischio di accantonamenti)”.

IL PENSIERO DI MEDIOBANCA SECURITIES

Mediobanca Securities (outperform, Tp 8 euro) pensa che l’Ipo di Drs sia “la migliore opzione possibile” per Leonardo Spa “dal momento che consentirebbe al gruppo italiano di ridurre il proprio livello di indebitamento” e potrebbe sostenere una sostanziale rivalutazione del titolo in Borsa. Allo stesso tempo questo scenario permetterebbe a Drs “di crescere in modo non organico utilizzando le sue azioni, che probabilmente sarebbero scambiate a un multiplo superiore” rispetto a quello di Leonardo Spa, prosegue Mediobanca Securities, precisando che Drs “potrebbe utilizzare il suo bilancio ‘più pulito’ e le sue azioni per perseguire la crescita inorganica nel Nord America”.

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TUTTI I NUMERI DI DRS NEI PRIMI 9 MESI DEL 2020

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ESTRATTO DALL’ARTICOLO DI ARNESE E ROSSI SU START MAGAZINE DELL’11 NOVEMBRE 2020:

L’ACQUISTO DI DRS

Nell’ottobre 2008 l’ex Finmeccanica ha acquisito per 3,4 miliardi di euro la società Drs Technologies, impresa specializzata nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa fondata nel 1968. Al momento Leonardo Drs è la più grande controllata di Leonardo negli Stati Uniti con circa 2 miliardi di dollari di entrate (come si legge sul sito web) e 6mila dipendenti.

I VERTICI DI DRS

William J. Lynn III è il ceo di Leonardo Drs, John Baylouny ricopre il ruolo di executive vice president, Chief Operating Officer e Michael Dippold quello di executive vice president, Chief Financial Officer.

IL PROXY AGREEMENT

Come emerge dalla relazione finanziaria del 2019, “Il gruppo Leonardo Drs è gestito attraverso un Proxy Agreement, che prevede la nomina da parte di Leonardo Us Holding (controllante di Leonardo Drs) – previa consultazione con Leonardo S.p.a. – di almeno 5 Proxy Holder (di nazionalità statunitense, ivi residenti, dotati di nulla osta di sicurezza ed indipendenti rispetto aLeonardo DRS e al Gruppo Leonardo) e soggetti ad approvazione del DSS, i quali, oltre ad agire comeDirector della società – assieme a 2 Non Proxy Director che essi stessi nominano scegliendoli tra i candidati indicati da Leonardo US Holding -, esercitano anche il diritto di voto, prerogativa di Leonardo US Holding, nell’ambito di un rapporto fiduciario con quest’ultima in base al quale la loro attività viene condotta nell’interesse degli azionisti e coerentemente con le esigenze di sicurezza nazionale degli Usa. I Proxy Holder non possono essere rimossi dall’azionista salvo il caso di dolo o colpa grave nei propri comportamenti o, previo assenso del DSS, qualora la loro condotta violi il principio di preservazione del valore dell’asset Leonardo Drs e i legittimi interessi economici in capo agli azionisti. Inoltre, i Proxy Holder si impegnano a porre in essere specifiche procedure di governance al fine di assicurare all’azionista l’esercizio delle proprie prerogative, con il consenso del DSS e sempre nel rispetto dei vincoli imposti dal Proxy Agreement con riferimento ad informazioni “classificate”, e a presidiare il rispetto dell’indipendenza del management della società rispetto alla possibile influenza del socio estero. All’azionista competono direttamente, invece, le decisioni in materia di operazioni di natura straordinaria, acquisizione/dismissione di attività, assunzione di debiti, concessione di garanzie e trasferimento di diritti di proprietà intellettuale afferenti alla difesa”.

In sostanza per le attività più sensibili, Leonardo non può mettere becco nella gestione, può solo incassare i dividendi: manager, indirizzo e staff sarebbero rimasti al 100% americani.

LE ULTIME COMMESSE

Tra i principali ordini di quest’anno per Leonardo Drs si segnalano: un contratto da 44 milioni di dollari annunciato a ottobre per fornire hardware e software avanzati per un cliente alleato del Medio Oriente, un contratto di acquisto globale (BPA) del valore fino a 255 milioni di dollari dalla Defense Information Technology Contracting Organization, per fornire al Comando indo-pacifico degli Stati Uniti (Usindopacom) comunicazioni satellitari e supporto per sede, componenti e maggiori unità subordinate operanti nella regione; un contratto da 62 milioni di dollari firmato ad agosto per la fornitura di elementi critici elettronici per i lanciatori verticali (VLS) Mark 41 dell’U.S. Navy progettati per lanciare missili contro minacce ostili. A luglio Leonardo Drs ha annunciato un contratto dal valore di 120 milioni di dollari con il Comando dei sistemi aerei navali degli Stati Uniti. A fine giugno invece Leonardo Drs ha vinto un contratto da 206 milioni di dollari per l’installazione di kit veicolari per il MFoCS II sui veicoli dell’U.S. Army.

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