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La guerra fa piangere anche Lvmh

Lvmh, ormai barometro della fiducia globale, perde il 28% nel primo trimestre, il peggior avvio di sempre, mentre guerra e incertezza economica frenano la domanda di beni di lusso in tutto il mondo. Fatti, numeri e commenti

 

Inizio d’anno in salita per Lvmh, le cui azioni aprono il 2026 con una performance negativa senza precedenti, risentendo delle tensioni geopolitiche e di un contesto economico globale più incerto che pesa sulla domanda di beni di lusso.

PEGGIOR AVVIO DI SEMPRE PER LVMH

Nel primo trimestre, il titolo Lvmh ha registrato un calo del 28%, segnando la peggiore partenza d’anno mai osservata per il gruppo e la flessione più marcata tra le principali società europee del lusso. Secondo un’analisi di Bloomberg che copre il periodo dal 1989, la performance risulta inferiore persino a quella registrata durante la crisi finanziaria del 2008-2009, la pandemia del 2020 e la bolla delle dot-com del 2001. Il ribasso riflette anche l’indebolimento dei flussi turistici, determinanti per le vendite dei prodotti di fascia più alta.

IL PESO DEL CONTESTO GEOPOLITICO ED ECONOMICO

L’attenzione degli investitori, riferisce il quotidiano economico, si concentra sul conflitto in Medio Oriente e sulle sue ricadute globali. “Gli investitori stanno osservando il conflitto in Medio Oriente e le sue ‘ampie implicazioni sul costo della vita, sulla crescita economica e sui mercati’ – ha dichiarato Jelena Sokolova di Morningstar -. Quest’ultimo è un importante indicatore anticipatore, soprattutto per i consumi di beni di lusso negli Stati Uniti”.

UN GRUPPO GIÀ SOTTO PRESSIONE

Le difficoltà si inseriscono in una fase già complessa per Lvmh, il cui outlook prudente diffuso a gennaio aveva deluso il mercato. Il gruppo, afferma Bloomberg, risulta più esposto alla clientela cosiddetta “aspirazionale”, più incline a ridurre la spesa nei periodi di incertezza rispetto ai consumatori di fascia più alta. A differenza di altri operatori del lusso puro, Lvmh mantiene inoltre una forte presenza nel comparto vini e alcolici, in difficoltà da tre anni, anche a causa del calo della domanda di cognac Hennessy.

IL CONFRONTO CON I PRINCIPALI COMPETITOR

Il calo non riguarda solo Lvmh, ma interessa l’intero settore. Richemont ha perso circa il 20% a Zurigo nei primi tre mesi dell’anno, dopo un 2025 sostenuto dalla domanda per i gioielli Cartier. Hermès International Sca ha registrato una contrazione prossima al 25% nello stesso periodo.

Tuttavia, Lvmh resta il principale gruppo del lusso per fatturato e capitalizzazione ed è considerato un indicatore di riferimento per l’intero comparto.

L’IMPATTO SUI MERCATI EUROPEI E LE ATTESE SUI CONTI TRIMESTRALI

La flessione di Lvmh, scrive Bloomberg, si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge altri titoli di peso nei listini europei, tra cui Novo Nordisk e SAP, contribuendo alla debolezza complessiva dei mercati nel trimestre.

Il gruppo pubblicherà i risultati del primo trimestre nel corso del mese, ma le stime preliminari indicano per la divisione moda e pelletteria una crescita organica dello 0,65%. Il segmento include marchi come Louis Vuitton e Christian Dior Couture.

Ma un avvio d’anno negativo non ha sempre determinato risultati annuali sfavorevoli: nel 2020 Lvmh ha chiuso con un rialzo del 23%. Diversamente, nel 2008 e nel 2001 le azioni hanno registrato perdite rispettivamente del 42% e del 35%.

ESPOSIZIONE GEOGRAFICA E MERCATI CHIAVE

Il gruppo non fornisce un dettaglio specifico per il Medio Oriente, ma la direttrice finanziaria Cécile Cabanis ha indicato a gennaio che l’area mostrava una “crescita significativa”. Secondo stime RBC, prima delle recenti tensioni la regione rappresentava circa il 6% dei ricavi. Lvmh resta tuttavia maggiormente dipendente da Stati Uniti e Asia, inclusa la Cina, dove le vendite sono risultate stabili o in calo nel 2025.

ANCHE I MILIONARI PIANGONO

Il calo del titolo ha inciso anche sul patrimonio del Ceo Bernard Arnault, che secondo il Bloomberg Billionaires Index ha registrato una riduzione di 55,9 miliardi di dollari nel primo trimestre, portando la ricchezza complessiva a circa 152 miliardi. Alla chiusura del mercato parigino di martedì, la perdita dall’inizio dell’anno risulta la seconda più elevata tra i 500 individui più ricchi al mondo, dopo Larry Ellison.

LVMH COME INDICATORE DI FIDUCIA

Nel corso del trimestre, la partecipazione della famiglia Arnault in Lvmh ha superato il 50%. “Lvmh è diventata più di un semplice titolo del lusso: è ormai un barometro della fiducia globale – ha affermato John Plassard di Cité Gestion -. Il problema non è tanto l’esposizione al Medio Oriente in sé, quanto ciò che segnala: incertezza, pressione sull’effetto ricchezza e timore di un rallentamento più ampio”.

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