Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Bpm. Ecco che cosa succederà alle banche

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Passato, presente e futuro degli 11 maggiori istituti di credito italiani (in primis Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Bpm) nella ricerca dell’ufficio studi Uilca

Come vanno i conti delle maggiori banche italiane in primis Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Bpm? E come andranno in futuro?

A queste domande cerca di dare una risposta un’analisi del centro studi della Uilca. Ecco numeri, confronti, conclusioni e commenti.

CHE COSA EMERGE DAI CONTI DI INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, MPS, BANCO BPM, UBI BANCA E NON SOLO

L’analisi dei conti economici dell’anno 2019 degli undici principali istituti di credito italiani (in primis Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Bpm), che impiegano circa i due terzi dei lavoratori del settore bancario, ha evidenziato un decremento dell’utile complessivo, rispetto allo stesso periodo del 2018 di 1.128 milioni di euro, originato principalmente dall’impatto che hanno avuto le nuove modifiche legislative sulle attività fiscali differite e da svalutazione straordinarie.

IL COMMENTO

Il responsabile dell’Ufficio Studi Uilca Roberto Telatin commenta: “Complessivamente il sistema bancario ricomincia ad essere redditizio e lo dimostra il margine operativo lordo complessivo che è cresciuto del 2,7% rispetto al 2018 e che è stato positivo per la maggior parte degli istituti di credito analizzati”.

IL MARGINE DI INTERESSE

Complessivamente i conti economici delle banche – si legge nelle conclusioni della ricerca – continuano ad evidenziare il calo del margine d’interesse, (-4,7%) che persiste da parecchi anni e per il quale anche a causa della politica monetaria della Banca Centrale Europea, la sua flessione rischia di proseguire ancora nei prossimi anni.

I RICAVI DI INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, MPS, BANCO BPM, UBI BANCA E NON SOLO

Se nel 2019 i ricavi complessivi sono rimasti stabili, (-0,1%) molto è dovuto ai ricavi sulla negoziazione (+51,1%), soprattutto grazie alla diminuzione dello spread sui titoli di stato italiani.

IL CONTO ECONOMICO DI INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, MPS, BANCO BPM, UBI BANCA E NON SOLO

Osservando la tabella del conto economico totale degli undici principali istituti di credito italiani (in primis Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Bpm) si evidenzia come la maggior parte dell’utile arrivi dalla diminuzione dei costi operativi e delle rettifiche su crediti, quest’ultime grazie al processo di derisking che ha permesso di ridurre la rischiosità del portafoglio crediti.

CAPITOLO NPL

Dalla ricerca Uilca si nota come il NPL ratio lordo sia diminuito dal 9,5% del 2018 al 7,3% del 2019 e come oggi mediamente i crediti deteriorati netti in portafoglio rappresentino il 3,5% dei crediti netti totali.

LO SCENARIO

“Pur soddisfatti del processo-, conclude Massimo Masi, -di rafforzamento patrimoniale operato dal management bancario attraverso la cessione degli NPL, che ha permesso di migliorare gli indicatori di solidità patrimoniale delle banche, dovremmo monitorare le conseguenze sull’economia che questi processi innescano nella vita delle imprese e delle famiglie, perché ridurre i crediti deteriorati nelle banche non significa eliminarli definitivamente nell’economia. Lo scenario economico non è positivo per il nostro Paese nei prossimi mesi a causa sia del rallentamento dell’economia tedesca che è il più importante mercato per le nostre esportazioni, sia per gli sviluppi imprevedibili del coronavirus proveniente dalla Cina che ha di fatto rallentato e bloccato la produzione mondiale di beni e servizi, mettendo in crisi settori vitali nel nostro paese come il turismo la moda e il lusso”.

IL COMMENTO

Per Roberto Telatin nei prossimi mesi ci aspettiamo che i conti delle banche possano risentire di questi eventi che riducono i consumi, la produzione e anche l’occupazione e come lo stimolo fiscale in discussione fra le forze politiche per rilanciare l’economia italiana, riducendo o rimodulando la pressione fiscale rischi di essere inefficace con questa situazione internazionale”.

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