Economia

Che cosa stanno facendo Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Banco Bpm dopo la truffa dei diamanti

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Ecco come si stanno comportando dopo il caso giudiziario dei diamanti le banche coinvolte come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Banco Bpm.

Una settimana fa la Procura di Milano ha ordinato il sequestro preventivo di 700 milioni di euro a carico di Banco Bpm, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco su fatti avvenuti tra il 2012 e il 2016 quando, secondo l’accusa, due società (Intermarket Diamond Business spa, fallita a metà gennaio e Diamond Private Investment spa) avrebbero venduto attraverso l’intermediazione degli sportelli bancari, diamanti prezzi gonfiati.

TUTTI I DETTAGLI SULL’INCHIESTA CHE RIGUARDA INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, BANCO BPM E MPS

La settimana scorsa Banco Bpm ha comunicato la sospensione cautelare dal servizio del direttore generale, Maurizio Faroni e di altri due top manager, l’ex responsabile pianificazione e marketing retail, Pietro Gaspardo, e l’ex responsabile compliance, Angelo Lo Giudice, tutti provenienti dall’ex Banco Popolare.

CHE COSA E’ SUCCESSO A INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, BANCO BPM E MPS

La misura di fatto sospende il servizio lavorativo dei tre dirigenti fino al giudizio. Il provvedimento cautelativo riguarda per 83,8 milioni Banco Bpm e Banca Aletti (fa parte dello stesso gruppo), per 32 milioni Unicredit, per 11 milioni Intesa Sanpaolo e per 35,5 milioni Mps.

ECCO PERCHE’ INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, BANCO BPM E MPS SONO COINVOLTE

La questione dei diamanti venduti allo sportello dalle banche come forma di investimento sta trovando pian piano una soluzione. Una delle maggiori associazioni dei consumatori, Aduc, che da anni segue il caso per conto di circa 2mila clienti (che hanno investito fra 20mila e 800mila euro a testa), ha trovato un accordo con quattro delle cinque banche coinvolte.

IL CASO UNICREDIT SECONDO L’ADUC

“All’inizio Unicredit aveva deciso di pagare subito, poi ha fatto marcia indietro e di recente, quando è fallita Intermarket Diamond Business, è tornata a restituire il valore completo della pietra”, spiega a milanofinanza.it Giuseppe D’Orta, responsabile della tutela dei risparmiatori per conto di Aduc.

CHE COSA HA SCRITTO BUSINESS INSIDER SU UNICREDIT

La manleva domandata da Unicredit ai clienti rimasti coinvolti nella truffa sui diamanti di investimento fa infuriare l’associazione dei consumatori Aduc. “Il cliente – si legge nel contratto transattivo che la banca sottopone ai clienti che hanno investito in diamanti, ha sottolineato Carlotta Scozzari di Business Insider Italia – dichiara di accettare la somma di cui al precedente art. 3, oltre che a titolo di prezzo per la vendita dei diamanti, anche a titolo transattivo e a stralcio e chiusura di ogni pretesa e contestazione di qualsiasi natura”. Il rimborso proposto da Unicredit è pari al 100% del valore inizialmente investito nella pietra preziosa, come tra l’altro raccontato a Business Insider da un cliente incappato nella truffa.

LE PROTESTE

Quel che non è piaciuto all’Aduc è quel che viene subito dopo. La banca chiede, infatti, che l’impegno del cliente a non avanzare pretese e a non muovere contestazioni “di qualsiasi natura” valga non soltanto nei confronti di Unicredit ma anche verso il fallimento Idb, ossia la società di diamanti Intermarket Diamond Business spa, fallita a inizio anno proprio sotto il peso dell’inchiesta in corso che a febbraio ha condotto al maxi sequestro da oltre 700 milioni di euro.

LA POSIZIONE DI UNCICREDIT

Unicredit, interpellata da Business Insider Italia, fa sapere che “per propria policy non commenta i procedimenti in corso e checollaborerà con le autorità competenti e continuerà a offrire servizi di assistenza ai clienti interessati. L’iniziativa avviata già nel corso dello scorso anno prevede il riacquisto delle pietre dai clienti al valore a suo tempo pagato”.

CHE COSA FANNO MPS E INTESA SANPAOLO

“Anche Mps ha iniziato da un mese a questa parte a effettuare i bonifici per il valore originario delle pietre, mentre Intesa Sanpaolo ha chiuso il capitolo da tempo rimborsando l’intera quota”, ha aggiunto D’Orta a milanofinanza.it.

IL GIALLO BANCO BPM

Resta un piccolo giallo su Banco Bpm, che secondo alcune associazioni dei consumatori avrebbe presentato un’offerta mista, il 50% in contanti e il 50% attraverso un bond emesso dal gruppo. Contattata da milanofinanza.it, la banca ha smentito spiegando che ad oggi sta trattando le situazioni in maniera separata, una ad una.

GLI ACCORDI STRAGIUDIZIALI

Lavorando da un anno e mezzo a questa parte con i singoli clienti, la banca è arrivata a trovare, secondo quanto risulta a milanofinanza.it, accordi stragiudiziali con circa 4mila persone dei 40mila casi che si stima siano stati coinvolti in maniera generale in Italia.

LE QUESTIONI APERTE

Resta aperta oggi una questione: le banche stanno ritirando tutte le pietre vendute attraverso gli sportelli e riempiendo i portafogli di beni il cui valore non è definito da un listino ufficiale di contrattazione e dove la forchetta fra domanda e offerta può presentare valori divergenti anche del 40%, di qui l’inchiesta ancora aperta.

DIAMANTI COME NPL?

I diamanti, come 10 anni fa le case oggetto di pignoramento, per quanto beni concreti, rischiano ora di dormire nei caveau degli istituti per diverso tempo, diventando una forma di Npl di lusso, ha scritto Milano Finanza. A meno che non siano venduti a buon sconto. L’inchiesta sulla loro vendita è partita anni fa, ma i nodi stanno arrivando al pettine solo da poco.

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