È battaglia legale tra Fastweb+Vodafone e Inwit sulle torri.
Swisscom, il gruppo di tlc svizzero attivo in Italia con Fastweb, che a fine 2024 ha inglobato Vodafone Italia, ha annunciato che Fastweb + Vodafone ha notificato la disdetta del Msa (Master Service Agreement che disciplinano le attività di Inwit per la gestione, manutenzione e accesso a reti o torri tlc) con Inwit “nel pieno rispetto delle disposizioni contrattuali”, avviando contestualmente un percorso che porterà alla conclusione formale del contratto entro marzo 2028.
La decisione si inserisce in un contenzioso tra le parti sui costi dei servizi e sulla durata dell’accordo, visto che Inwit sostiene che il contratto sia valido fino al 2038.
Il fronte potrebbe inoltre ampliarsi: entro fine mese è attesa anche una possibile mossa di Tim, in uno scontro che riguarda contratti da cui dipende una quota decisiva dei ricavi di Inwit, come rileva Il Sole 24 Ore.
Da parte sua Inwit commenta la decisione di Fastweb+Vodafone come “Iniziativa illegittima e priva di logica industriale” e “ha dato mandato ai propri legali di agire in ogni sede competente, anche cautelare, per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholders”.
Immediati i riflessi in Borsa: le azioni di Inwit sono scese di circa il 10%. Nella seduta precedente, il titolo era invece avanzato a Piazza Affari, sostenuto dalle indiscrezioni su una possibile Opa promossa da Ardian, azionista al 31%, insieme a Brookfield Asset Management per arrivare al 100% della società delle torri.
L’operazione si colloca in un contesto complesso anche sul profilo industriale: sempre Tim e Fastweb+Vodafone (anchor tenants di Inwit) hanno annunciato una joint-venture per costruire fino a 6000 torri volta ad accelerare il roll-out nazionale del 5G, progetto che ha scosso (ancora) il titolo di Inwit.
Tutti i dettagli.
SWISSCOM NOTIFICA LA DISDETTA DEL MASTER SERVICE AGREEMENT
Fastweb + Vodafone ha notificato la disdetta del Msa con Inwit nel pieno rispetto delle disposizioni contrattuali. In conformità al periodo di preavviso previsto dal contratto, l’Msa avrà termine formalmente alla fine di marzo 2028, indica la nota di Swisscom.
LE MOTIVAZIONI DEL RECESSO
“La decisione di porre termine all’Msa deriva dalla constatazione che i costi dei servizi di Inwit non risultano in linea con i benchmark di mercato, nonché dalla mancata disponibilità della società ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento” giustifica la nota del gruppo elvetico.
I prezzi superiori a quelli di mercato applicati da Inwit, prosegue la nota di Swisscom, riducono la capacità di Fastweb+Vodafone di effettuare gli investimenti necessari per continuare a offrire reti mobili di alta qualità e contribuire alla digitalizzazione dell’Italia.
Pertanto, la disdetta dell’Msa con Inwit consentirà a Fastweb+Vodafone di indirizzare gradualmente risorse finanziarie verso lo sviluppo di nuove infrastrutture, di migliorare la qualità e la copertura della rete, di accelerare il rollout del 5G e valorizzando i propri investimenti, attualmente pari a 1,5 miliardi all’anno.
Da parte sua Fastweb+Vodafone ribadisce che tutte le azioni intraprese sono pienamente conformi all’Msa, compreso il diritto di recedere dall’accordo con un preavviso di due anni, e con decorrenza da marzo 2028. A seguito del cambio di controllo avvenuto a dicembre 2020 (di cui è fornita una definizione inequivocabile nell’Msa), Inwit non ha esercitato la sua opzione per prolungare la durata dell’Msa, perciò rimane valida la scadenza inizialmente pattuita.
IL PIANO DI MIGRAZIONE E LA CONTINUITÀ OPERATIVA
Parallelamente, Fastweb+Vodafone avvierà le trattative con Inwit per definire un piano di migrazione pluriennale in linea con le “disposizioni dell’Msa al fine di garantire la continuità operativa fino a marzo 2028 e oltre tale data. Il piano di migrazione si baserà su accordi con fornitori terzi di infrastrutture passive e su iniziative che vedono la partecipazione di Fastweb + Vodafone”, si legge ancora nella nota.
PROMESSA AZIONE LEGALE
Ma le conseguenze non saranno immediate, né indolori.
“Alla luce delle ripetute dichiarazioni di Inwit secondo cui l’attuale Msa ha durata fino al 2038, Fastweb+Vodafone ha promosso un’azione legale nelle sedi competenti per far valere il proprio diritto contrattuale a porre fine all’accordo”, spiega ancora Swisscom nella nota in cui annuncia la decisione di esercitare il diritto di recedere dall’Msa.
LE CONSEGUENZE PER INWIT
“Il punto è che questa non è più soltanto una discussione sul prezzo dell’ospitalità. È una sfida al potere contrattuale di Inwit” osserva Il Sole 24 Ore.
La scorsa settimana proprio un comunicato della società delle torri guidata da Diego Galli aveva lamentato sia “le pubbliche dichiarazioni di Fastweb sulla prematura cessazione degli effetti del Msa” sia “più recenti addebiti da parte di Tim di un preteso inadempimento del Msa”, fino ad arrivare all’annuncio del progetto di jv per le torri di Fastweb+Vodafone con Tim che “ha determinato un impatto negativo sul titolo”.
Ricordiamo infatti che Tim e Fastweb+Vodafone insieme rappresentano circa l’80% dei ricavi di Inwit.
LA POSIZIONE DELLA SOCIETÀ DELLE TORRI
Dopo l’annuncio di Swisscom di esercitare il diritto di recesso dall’Msa con Fastweb+Vodafone, Inwit ha rilasciato oggi un comunicato in cui “precisa che tale atto è privo di fondamento giuridico e come tale sarà impugnato in ogni sede competente”. Non solo, “la società provvederà a richiedere con effetto immediato al Tribunale di Milano un provvedimento cautelare per inibire gli effetti della disdetta”.
Da parte sua Inwit ha ricordato di aver “invitato Fastweb a risolvere in via bonaria, in modo rapido e tempestivo, le divergenze interpretative insorte in merito all’MSA in più sedi, tra cui quella arbitrale e di negoziazione assistita”, ma Fastweb “ha declinato ogni invito”.
Pertanto, tra le due società si profila ora uno scontro legale.
RIGUARDO IL PROGETTO DI JV TRA TIM E FASTWEB+VODAFONE
Inoltre, la diatriba sugli Msa si aggiunge all’annuncio della scorsa settimana da parte di Tim e Fastweb+Vodafone della volontà di lavorare insieme alla realizzazione di 6mila nuove torri.
Secondo Inwit, il progetto della nuova jv risulta in contrasto con gli accordi Msa, che attribuiscono alla società il ruolo di fornitore privilegiato per la realizzazione di nuovi siti. Tali contratti prevedono infatti un diritto preferenziale, con una “last call”, che obbliga gli operatori a coinvolgere Inwit prima di rivolgersi a terzi.
Sempre il comunicato della società delle torri della scorsa settimana aveva precisato che: “qualsiasi tentativo di svuotare le prerogative contrattuali di Inwit quale fornitore privilegiato di Tim e Fastweb deve, pertanto, ritenersi pretestuoso e sarà contrastato da Inwit in ogni sede competente, per la piena tutela dei propri interessi”.
Dunque Inwit è pronta a dare battaglia legale anche su questo fronte.
SULLO SFONDO LA PARTITA AZIONARIA PER INWIT
Non finisce qui. Per la società delle torri, quanto sta accadendo si riflette anche sul possibile riassetto azionario.
Circolano infatti indiscrezioni, rilanciate dal Sole 24 Ore, su una possibile Opa promossa da Ardian, azionista al 31% di Inwit, insieme a Brookfield Asset Management per arrivare al 100% della società. Nell’operazione, secondo il quotidiano confindustriale, potrebbe essere coinvolta anche JPMorgan, che non ha commentato.
Resta inoltre centrale il tema regolatorio, con le infrastrutture considerate strategiche e potenzialmente soggette all’intervento del governo tramite golden power.
Il quadro resta però complesso, con Inwit impegnata a valutare possibili sviluppi legali nel confronto con Fastweb+Vodafone e Tim sugli Msa, con il rischio che emergano anche profili penali. Ulteriori indicazioni sono attese il 2 aprile, quando è previsto il consiglio di amministrazione della società per l’approvazione dei risultati 2025.







