Economia

Assicurazioni, volano polizze tra agenti Generali e Donnet

di

Unicredit Banca Generali

Perché gli agenti di Generali Italia sciopereranno

Agenti Generali Italia a braccia conserte. Il 18 novembre è proclamato uno sciopero, la prima volta nella storia per la compagnia assicurativa, per dire basta alle numerosi disfunzioni informatiche che danneggiano i clienti (e gli affari, dunque) e far fronte ad una serie di problematiche. Andiamo per gradi.

LO SCIOPERO

Lunedì 18 novembre le agenzie di Generali Italia, società nata dalla fusione di sette marchi, avviata nel 2014, che ha messo assieme tra gli altri Ina Assitalia, Toro e Lloyd Italico, e che fa capo al Gruppo Generali guidato da Philippe Donnet, terranno le serrande abbassate. Lo sciopero è richiesto dalla base ed indetto dal consiglio direttivo del gruppo agenti Generali, con l’approvazione dagli agenti aderenti al Ga-Gi (Gruppo Agenti Generali Italia che rappresenta il 57% degli agenti di Generali Italia con una raccolta di oltre 5 miliardi di premi).

LE MOTIVAZIONI

Alla base della protesta, spiega il Gruppo Agenti, c’è la “volontà di tutelare (e non danneggiare) i nostri clienti, patrimonio importante di entrambe le imprese (agenzia e compagnia), dalle continue e reiterate disfunzioni informatiche alle quali noi agenti abbiamo dovuto adeguarci in questi anni (con l’integrazione dei 4 brand e la nascita della new-co)”.

Del problema sulle disfunzioni se ne parla, in casa Generali, da anni: “Non si tratta di un’azione estemporanea ma ha radici ben profonde, denunciate più volte anche nel 2017 quando, in occasione della convention di Reggio Emilia, avevamo avuto modo di esternare il nostro malumore per i continui disservizi conseguenti alla tanto ostentata “semplificazione”, fino ad arrivare all’ultimo congresso di Lisbona del giugno scorso”, spiegano gli agenti.

PROBLEMATICHE ASSUNTIVE E LIQUIDATIVE

La protesta non trova giustificazione nei soli problemi informatici, ma anche “da tutta una serie di problematiche, assuntive e liquidative, che negli ultimi anni hanno attanagliato sempre più la nostra attività quotidiana”, denuncia Vincenzo Cirasola, Presidente del Gruppo Agenti Generali.

A questo si aggiunge “la mancanza di rispetto nei confronti dei rappresentanti del GA-GI con i vari tentativi di discredito”, lamentano gli agenti.

ADESIONE AL 90%

Le agenzie chiuse saranno quasi la totalità: la partecipazione, al momento, è al 90%. “Con riferimento alla nostra iniziativa di chiudere le agenzie il 18 novembre p.v., sono davvero emozionato di comunicarvi che ci sono arrivate moltissime adesioni e ci manca poco per arrivare all’unanimità delle agenzie”, spiega Vincenzo Cirasola, aggiungendo che l’adesione mostra “la forza e la coesione del nostro storico Gruppo Agenti, che è essenziale per portare avanti con tenacia le nostre istanze alla compagnia, attuali e future, oltre che per il rispetto e la dignità della nostra associazione che sin dal 1946 tutela gli interessi degli agenti ex AG e che oggi rappresenta il 57% degli agenti di Generali Italia”.

L’INCONTRO CON MARCO SESANA

Per scongiurare lo sciopero, l’amministratore delegato di Generali Italia Marco Sesana ha incontrato, senza risultati, Vincenzo Cirasola. L’incontro, racconta il Presidente del gruppo Agenti è avvenuto in Argentina, “al 40° piano della Torre Hadid, durante una colazione di lavoro” e l’ingegner Sesana è apparso “molto vicino e attento ad ascoltare” le problematiche e “si è impegnato a concordare insieme concreti provvedimenti a favore delle disfunzioni” delle agenzie.

UN INCONTRO PER IL 21 NOVEMBRE

Un accordo, forse, potrà arrivare solo dopo lo sciopero. Sesana e Cirasola avrebbero fissato un primo incontro con la Giunta Esecutiva per il 21 novembre.

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