Economia

Che cosa penso dell’operazione Fincantieri-Vitrociset. Parla Mario Arpino (ex presidente Vitrociset)

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Mario Arpino, già capo dell’Aeronautica e della Difesa, dal 2002 al 2012 è stato presidente di Vitrociset e nei primi 7 anni nell’azienda della famiglia Crociani è stato sia chairman sia ceo.

Arpino è dunque un osservatore di primo piano per analizzare presente e futuro della società acquistata ieri da Fincantieri e Mermec.

Ecco la breve conversazione con Start Magazine.

Comandante, che cosa pensa dell’operazione?

Sono contento per Vitrociset, una società che ho avuto l’onore di presiedere e guidare in anni in cui c’è stata un’espansione estera. Il mio è un commento sentimentale, diciamo.

Che futuro scorge ora per Vitrociset?

Penso un futuro positivo per il personale, validissimo e preparato come ho potuto constatare nei miei dieci anni in Vitrociset.

Vitrociset come sarà inserita in Fincantieri e Mermec?

La caratteristica precipua di Vitrociset è il connubio fra comando e controllo in tutte le fasi e le sfumature di processo. Con sinergie tra settori civili e militari. Una forza per Vitrociset. Ora si potrebbe ipotizzare in prospettiva che a Fincantieri vada il militare e in Mermec il civile.

Teme uno spacchettamento?

C’è il rischio di uno spacchettamento in effetti. Ma così si snaturerebbe Vitrociset.

Perché Leonardo (ex Finmeccanica) non ha acquistato Vitrociset, mentre si è fatta avanti Fincantieri?

E’ un interrogativo legittimo. Vorrei saperlo anche io. Ricordo comunque che in passato Finmeccanica aveva una quota di Vitrociset, aveva la possibilità di incrementarla, ci fu anche una delibera del cda ma poi Finmeccanica non solo non salì nel capitale ma ridusse la sua partecipazione.

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