Economia

Che cosa cambierà con il golden power rafforzato per Eni, Generali e non solo

di

Generali

Golden power: nuovi settori nazionali tutelati, rafforzati i comparti già coperti, il ruolo della Consob, la sintesi del governo e l’approfondimento dell’analista Aresu

Diventerà più ampio e robusto lo scudo a difesa delle imprese italiane per evitare incursioni estere, anche di gruppi europei, in aziende come Assicurazioni Generali, Unicredit e non solo. Non solo: nei settori già coperti dal golden power si rafforzano le tutele per le società ad esempio attive nell’energia (come Eni ed Enel) e nella difesa (come Leonardo ex Finmeccanica ed Elettronica).

Sono queste le novità più rilevanti contenute nelle “Disposizioni urgenti in materia di esercizio di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica” negli articoli 15, 16 e 17 dell’ultima bozza del decreto liquidità imprese (in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale).

Ecco tutti i dettagli.

Che cosa prevede il golden power rafforzato? Tutela nazionale anche per il settore finanziario, creditizio e assicurativo, oltreché in infrastrutture e trasporti, energia, media, difesa, tecnologie critiche, sanità e sicurezza.

GOLDEN POWER, ECCO LE NOVITA’

Sono obbligate alla notifica alla presidenza del Consiglio operazioni di acquisto di partecipazioni in società rientranti in queste categorie che “abbiano per effetto modifiche della titolarità, del controllo o della disponibilità di attivi o il cambiamento della loro destinazione”; la notifica è dovuta anche da soggetti esteri, inclusi quelli dell’Unione europea, “di rilevanza tale da determinare l’insediamento stabile dell’acquirente in ragione dell’assunzione del controllo della società”; per i soggetti extra-Ue si fa riferimento a operazioni che “attribuiscono una quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari al 25%, tenuto conto delle azioni o quote già direttamente o indirettamente possedute”.

QUANTO DURANO LE DISPOSIZIONI

Le disposizioni valgono fino al 31 dicembre 2020, ma restano validi anche dopo gli atti conseguenti all’esercizio dei poteri speciali. Anche in presenza di violazione degli obblighi di notifica la Presidenza del Consiglio può avviare il procedimento ai fini dell’esercizio dei poteri speciali. Ieri il Governo ha parlato di operazioni appena superiori al 10%.

IL RUOLO DELLA CONSOB

Il decreto stabilisce che la Consob possa prevedere in aggiunta alle soglie del 10, 20 e 25%, una soglia del 5% per società ad azionariato particolarmente diffuso.

LA NOVITA’ DEL PERIMETRO NAZIONALE

Novità laterali sulla questione anche oggi. La procedura ‘snella’ per l’acquisto di beni e servizi informatici nonché di servizi di connettività da parte della Pa e delle autorita’ amministrative indipendenti (compresa Consob e Covip) non potranno avvenire in deroga alle norme vigenti in materia di sicurezza nazionale cibernetica e di golden power. Lo prevede una modifica presentata dal governo all’articolo 75 del Dl Cura Italia (che introduce questa procedura di acquisto fin al 31 dicembre di quest’anno) e approvata dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama. Si prevede inoltre che il sistema cloud Saas su cui si basano i servizi informatici deve essere “con sistemi di conservazione, processamento e gestione dati necessariamente localizzati sul territorio nazionale”: cioè avere sede italiana. Ma con una correzione introdotta dal relatore, Daniele Pesco, si specifica che questo può avvenire nel caso delle esigenze di sicurezza pubblica previste dal regolamento Ue 2018/1807.

LA SINTESI DEL GOVERNO

Le disposizioni contenute nel decreto sono state così sintetizzate dal governo nel comunicato stampa post consiglio dei ministri (in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale)

“3. Rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria

Le norme approvate, al fine di rafforzare nell’attuale contesto di emergenza epidemiologica la disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica:

  • anticipano, con effetto immediato – e nelle more dell’attuazione del decreto attuativo –  l’ampliamento dell’ambito di intervento oggettivo della disciplina golden power ai settori di rilevanza strategica del Regolamento europeo n. 452/2019, consentendo di sottoporre alla preventiva autorizzazione le operazioni rilevanti relative, tra l’altro, ai settori finanziario, creditizio e assicurativo, alle infrastrutture e tecnologie critiche, tra cui l’energia, i trasporti, l’acqua e la salute, alla sicurezza alimentare, all’accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, all’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, la cibersicurezza, nonché le nanotecnologie e le biotecnologie;
  • prevedono la possibilità per il Governo di aprire il procedimento d’ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti;
  • estendono, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, il campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche ad operazioni intra-europee che richiederanno la preventiva autorizzazione del Governo, nel caso di acquisizione del controllo di asset rientranti nei settori sopra descritti; nel caso di operazioni extra-europee, l’ampliamento, sempre transitorio, riguarderà anche le acquisizioni di partecipazioni superiori al 10% da parte di soggetti non appartenenti all’Unione europeo, se superiori alla soglia di un milione di euro.

In materia di trasparenza finanziaria, si sono integrati gli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 120 del TUF per consentire alla CONSOB di abbassare transitoriamente le soglie rilevanti per le comunicazioni (portandola al 5%) e ampliare anche il novero delle imprese che ne sono soggette, includendovi le società ad azionariato diffuso”.

L’ANALISI DI ARESU

Ha detto Alessandro Aresu, analista esperto di golden power, consigliere scientifico di Limes, direttore scientifico della Scuola di Politiche e autore del recente saggio “Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina(La Nave di Teseo, 2020; qui un breve estratto pubblicato da Start): “Gli interventi del governo, secondo la mia personale opinione, hanno la giusta ratio e vanno nella giusta direzione. Corrispondono alle prospettive delineate dalla comunità di studiosi del tema. La discussione sull’ambito finanziario e assicurativo c’è da tempo, la crisi ha aggiunto un’attenzione specifica per filiere logistiche, alimentari, sanitarie, nonché una preoccupazione per interventi a prescindere dal processo formale di notifica.  È importante l’attenzione alla catena del valore biomedicale, oltre a una migliore definizione del concetto di minaccia anche nell’ambito intraeuropeo. Si verificherà al meglio dal punto di vista giuridico che nessuno possa minacciare l’Eni, che chiaramente in questo scenario dell’energia affronta sfide enormi. Anche se non sono convinto che un’azienda francese o olandese possa veramente cercare di scalare l’Eni in modo ostile. Un’operazione ostile del genere verso l’Italia, in qualunque situazione, sarebbe una cosa enorme dal punto di vista diplomatico: una minaccia alla sovranità nazionale che nessuno nel nostro Paese dovrà mai accettare”.

IL COMMENTO DI CASSESE

Diverso l’avviso, invece, di Sabino Cassese, giurista, ex ministro della Funzione pubblica, giudice emerito della Corte costituzionale: “Sono fortemente contrario a provvedimenti di questo tipo perché vogliono dire che la struttura industriale italiana e lo Stato sono deboli e che quindi è necessario avere una pistola, un’arma, per potersi difendere”, ha affermato l’editorialista del Corriere della Sera a I-Com, secondo il quale la soluzione andava, invece, cercata nella Costituzione: “Se ci ricordassimo che nella nostra Carta costituzionale che c’è un articolo che dice che la Repubblica promuove la formazione del risparmio privato per indirizzarlo alla proprietà dei grandi complessi produttivi del Paese? Se facessimo quello che c’è scritto nella Costituzione, non ci sarebbe bisogno di barriere. Ci sarebbero italiani che comprano le azioni delle aziende italiane. Ed è così che si difendono le nostre imprese, non prevedendo poteri di autorizzazione appannaggio del governo”. Evidentemente questi per Cassese sono tempi normali e non di guerra.

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