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Ecco le ultime pagelline del Fmi a governi, Ue e non solo

Previsioni, esternazioni e commenti del Fondo monetario internazionale sull'universo mondo... Estratto dal Mattinale Europeo.

Il Fondo Monetario Internazionale non vede un rischio di recessione nell’Unione europea a causa delle conseguenze della guerra di Trump in Iran, nemmeno in uno scenario avverso. Anche nello scenario peggiore, la crescita nell’Ue dovrebbe attestarsi allo 0,3 per cento. “Non è una recessione, ma è vicina”, hanno detto i funzionari del FMI in un incontro ieri con dei giornalisti. Il FMI è anche contrario a sospendere le regole del Patto di stabilità e crescita per fornire aiuti a famiglie e imprese. Per le clausole di salvaguardia generale o nazionale servono circostanze eccezionali e “non sembriamo essere in uno scenario di questo tipo in questo momento”, hanno spiegato i funzionari del FMI.

La politica sbagliata di fare deficit per aiutare i ricchi a pagare benzina e bolletta

Il FMI ha presentato all’Eurogruppo di lunedì una serie di raccomandazioni per evitare gli errori commessi nella crisi dei prezzi dell’energia del 2022, nel momento in cui i ministri delle Finanze stanno adottando nuove misure per sostenere famiglie e imprese.

Il principale errore è di fare deficit e debito per aiutare i più ricchi a pagare benzina e bollette. E si sta ripetendo. Su 125 misure di sostegno censite dal FMI nell’UE nel periodo di marzo e aprile, circa il 70 per cento dei paesi ha adottato almeno un taglio delle accise. Molti governi hanno anche introdotto limiti dei prezzi, sussidi alle imprese, tagli all’Iva e altre misure non mirate. Più del 90 per cento dei paesi hanno adottato almeno una misura che distorce i prezzi, aumentando la domanda di energia. Il costo fiscale medio è stimato a circa lo 0,18 per cento del Pil.

Secondo il FMI, le misure non mirate “beneficiano i ricchi molto più dei poveri”. Per una riduzione dei prezzi di 100 euro, in media il 20 per cento della parte più ricca della popolazione riceve 34 euro attraverso i sussidi per i carburanti e 33 euro per quelli per l’elettricità. Il 20 per cento dei più poveri riceve rispettivamente 9 e 11 euro.

Il FMI consiglia di rinviare il rimborso del debito per NextGenerationEU

Il Fondo Monetario Internazionale considera una “buona opzione” la proposta di rinviare il rimborso del debito comune per il fondo post pandemia NextGenerationEU per liberare risorse per i beni pubblici europei come la spesa per la difesa o la competitività.

“Riteniamo che questa sia una buona opzione nel contesto dell’incremento della spesa per quelli che definiamo beni pubblici europei”, ha detto ieri Oya Celasun, vicedirettrice del Dipartimento europeo del FMI. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha insistito al vertice informale di Cipro sulla proposta di prolungare il debito di NextGenerationEU.

Il rimborso deve iniziare nel 2028 con un costo annuo stimato a circa 25 miliardi di euro per il bilancio dell’Ue. La Commissione inizialmente si era detta contraria alla proposta di rinviare il rimborso. Ma le cose potrebbero cambiare. “Questo sarà uno degli elementi che saranno discussi”, ha detto il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis.

Le critiche del FMI alle linee guida della Commissione sui campioni europei

Non tutti sono entusiasti della riforma delle regole della concorrenza introdotta dalla Commissione di Ursula von der Leyen con le nuove linee guida sulle fusioni presentate la scorsa settimana, il cui obiettivo è favorire l’emergere di campioni europei.

In un discorso ieri all’European Policy Center, il vicedirettore del dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale, Helge Berger, ha espresso alcune critiche, sottolineando che il cambio di rotta sulle fusioni senza altre riforme potrebbe rivelarsi controproducente. “Un semplice allentamento delle norme sulle fusioni può rivelarsi controproducente se le barriere commerciali e della concorrenza in tutta Europa rimangono in vigore, e può semplicemente aumentare il potere di mercato delle imprese dominanti nei mercati nazionali ancora segmentati”, ha detto Berger: “Un mercato unico meglio integrato, tuttavia, consentirebbe di raggiungere economie di scala senza sacrificare la contendibilità del mercato”.

Ci sono altre raccomandazioni su cosa la Commissione avrebbe fatto meglio a non fare. “Politiche industriali nazionali non coordinate non produrranno i risultati sperati a causa delle ampie ricadute negative che queste hanno altrove. E l’arretramento nella transizione energetica presenta notevoli svantaggi”, ha detto Berger.

(Estratto dal Mattinale europeo)

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