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Atos Governo

Ecco come la parigina Butler con Onepoint mette le ali ad Atos (che intanto pensa al debito)

Rialzo a doppia cifra ieri per Atos alla Borsa di Parigi dopo che Butler Industries ha annunciato l'adesione al consorzio per salvare la società di consulenza informatica francese, da tempo in difficoltà. Con un debito di quasi 5 miliardi di dollari, ieri il management di Atos ha presentato il piano di ristrutturazione del debito.

Inizio settimana con il botto per la società tecnologica francese Atos, che da anni imperversa in acque finanziarie agitate.

Butler Industries, con sede a Parigi, si sta unendo a un consorzio per salvare la società di consulenza informatica in difficoltà Atos, ha comunicato domenica in una nota Onepoint, il principale azionista della società.

Intorno alle 11:30, il titolo del gruppo It è balzato del 28,30% a 2,49 euro, su un mercato in rialzo dello 0,58%. Ex membro dell’indice blue-chip francese CAC 40, dal 1° gennaio la capitalizzazione di mercato del gruppo è scesa di quasi il 65%. Alla fine del 2020 il patrimonio netto di Atos valeva più di 8 miliardi di euro.

Onepoint, che detiene l’11,4% di Atos, ha dichiarato il mese scorso di essere pronta a investire e organizzare la ristrutturazione del capitale del gruppo per proteggere l’integrità dei suoi asset dopo che il produttore di aerei Airbus ha concluso un accordo per acquistare gli asset di sicurezza informatica della società in difficoltà.

Nel frattempo, sempre ieri la società informatica francese presentato il piano di ristrutturazione agli obbligazionisti e ai finanziatori. Atos punta a raccogliere almeno 1 miliardo di euro in nuovi fondi e punta a dimezzare il debito, rivela Bloomberg.

A metà marzo la società di software francese, già alle prese con una difficile situazione finanziaria, aveva comunicato che è saltata la cessione di Bds, uno dei suoi rami d’attività strategici, ad Airbus. La notizia è giunta a meno di un mese dalla conclusione delle trattative esclusive avviate con EP Equity Investment (Epei), di proprietà del miliardario ceco Daniel Kretinsky, per la vendita del ramo Tech Foundations.

Tutti i dettagli.

IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO

Sotto la guida del neo presidente Jean Pierre Mustier (ex Unicredit), Atos stava cercando di rifinanziarsi ed evitare una più ampia ristrutturazione del debito. Ma ora la società francese, le cui azioni sono crollate negli ultimi due anni, ha dichiarato che mira a ristrutturare il proprio debito entro luglio.

L’azienda ha un debito di 3,65 miliardi di euro in scadenza entro la fine del prossimo anno.

Secondo Bloomberg ieri Atos ha comunicato ai credito il suo piano di ristrutturazione del debito che consiste nella conversione di circa la metà del suo debito in azioni, estendendo al tempo stesso la scadenza dei suoi obblighi rimanenti. La presentazione aceva parte di un processo formale di ristrutturazione noto come conciliazione con i debitori della società, sotto la supervisione di un mediatore nominato dal tribunale, precisa l’agenzia stampa. Atos ha dichiarato il mese scorso di avere liquidità sufficiente fino a quando non raggiungerà un accordo sul debito e che spera di raggiungere un accordo globale entro luglio.

BUTLER SI UNISCE AL GRUPPO DI SALVATAGGIO PER ATOS

Ma altri attori stanno cercando di elaborare piani di salvataggio alternativi.

Il 7 aprile la società di investimento Butler Industries con sede a Parigi ha reso noto che si unirà a un consorzio per aiutare a salvare Atos. L’ambizione del consorzio è “rendere Atos la piattaforma europea per il digitale, la sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale e il principale operatore cloud europeo”, si legge nella dichiarazione di domenica.

LA SODDISFAZIONE DEL PRIMO AZIONISTA

David Layani, il ‘patron’ di Onepoint, primo azionista di Atos con l’11,1%, ha affermato di essere lieto di avere il sostegno dell’investitore Walter Butler, il fondatore di Butler Industries. “Sta rafforzando il nostro progetto OneAtos”, ha detto David Layani -che mira a proteggere e preservare l’intero patrimonio dell’azienda tecnologica francese.

Onepoint ha precisato che il consorzio presenterà il proprio progetto al consiglio di amministrazione di Atos entro la fine di aprile.

COSA SUCCEDERÀ ADESSO?

L’azienda di servizi digitali ha comunicato a fine marzo l’avvio di una procedura di conciliazione amichevole con le banche per rinegoziare il debito, con la speranza di ottenere un piano di rifinanziamento entro luglio, data di scadenza di un prestito da 1,5 miliardi di euro, i cui termini prevedono però un’opzione di proroga di sei mesi fino a gennaio 2025.

“Restano da conoscere i termini dei due piani per poter decidere in merito all’impatto diluitivo per gli attuali azionisti, sapendo che quello di OnePoint sarebbe potenzialmente meno diluitivo di quello presentato dal management di Atos per il fatto che OnePoint ha già investito per acquisire l’11% del capitale”, rileva Invest Securities.

IL RUOLO DELLO STATO FRANCESE

L’unità di sicurezza informatica di Atos ospita alcune delle risorse strategiche della Francia, inclusa la sicurezza informatica per i prossimi Giochi Olimpici di Parigi, e le autorità hanno affermato che stanno cercando modi legali per mantenerla sotto il controllo francese.

Un’altra incognita è infatti il ruolo che lo Stato francese potrebbe svolgere nel salvataggio di Atos, considerando che alcune attività dell’azienda, come i supercomputer e la sicurezza informatica, sono considerate sensibili, segnala Radiocor. In questo contesto, il presidente del cda di Atos, Jean-Pierre Mustier e il direttore generale del gruppo, Paul Saleh, saranno ascoltati mercoledì dalle commissioni Affari economici e Affari esteri e Difesa del Senato francese.

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