Economia

Che cosa cambierà nel sindacato con l’elezione di Landini alla guida della Cgil?

di

Tutti gli effetti diretti e indiretti dell’elezione di Maurizio Landini a segretario generale della Cgil al posto di Susanna Camusso

L’elezione di Maurizio Landini alla guida della Cgil è certamente un fatto di rilievo. Oggi il volto più noto dell’intero movimento sindacale ne ha conquistato il vertice. E ora?

PERCHE’ LANDINI CAMBIERA’ ALCUNI EQUILIBRI

Landini senza dubbio cambierà qualche equilibrio, da troppo tempo il sindacato confederale – che in gran parte è quello che può comunicare su larga scala – ha perso appeal, sia per la sua debolezza sia perché già soffriva la figura di Renzi, figuriamoci in questo ultimo anno quando Camusso, Furlan e Barbagallo avevano di fronte Di Maio e Salvini. Davvero un confronto impari.

I PROSSIMI PASSI DI LANDINI

Landini darà del filo da torcere al governo gialloverde, in primis perché è capace di comunicare tanto quanto ne sono capaci Di Maio e Salvini. In secondo luogo, Landini riporta il sindacato a essere soggetto popolare: i lavoratori lo amano, questo scatenerà una nuova dinamica interna – anche negli altri sindacati – e qualche equilibrio politico cambierà. Il sindacato può ritrovare protagonismo.

I RAPPORTI CON I GIALLO-VERDI

La politica che avanza è all’insegna della disintermediazione, processo che in Italia è passato prima da Berlusconi e poi da Renzi e che oggi rischia di essere superato: mai come ora il decisore politico vuole tutto per sé e si prende uno spazio che non gli appartiene. Pensiamo, per esempio, al Parlamento costretto ad approvare la manovra economica senza discuterla – non c’era tempo, sarebbe scattata la procedura d’infrazione da parte dell’Ue – o al ministro degli Interni che convoca al Viminale le rappresentanze datoriali. Da questo punto di vista, il sindacato con Landini avrà la forza e la capacità di tornare a farsi sentire prepotentemente: il primo banco di prova è la manifestazione unitaria del 9 febbraio.

COME SI MUOVERA’ LANDINI? UNITA’ O DIVISIONE?

A proposito di unità: è fondamentale per attraversare la fase che stiamo vivendo che Cgil, Cisl Uil lavorino insieme e senza strappi, cosa che negli ultimi 20 anni è avvenuta a fasi alterne. La speranza è che Landini sia capace e voglia essere soggetto di unità e non di divisione. Landini è quello del caso Fiat ma è anche quello che ha portato la Fiom alla firma del contratto metalmeccanico 2016 avendo il merito di allinearsi a una serie di posizioni che per anni aveva contrastato.

LE METAMORFOSI DI LANDINI

Parliamo quindi di un sindacalista capace di cambiare. E non c’è dubbio che oggi la guida della confederazione gli chiede di interpretare il ruolo in maniera del tutto nuova, sia perché non è più al vertice dei metalmeccanici, sia perché non siamo più nel 2010. Lui lo sa, le sue dichiarazioni sono all’insegna dell’unità. Certo è che non basta essere uniti, bisogna che Cgil, Cisl Uil tornino a essere soggetto propositivo per il Paese.

 

Twitter: @sabella_thinkin

APP Intesa Sanpaolo Mobile

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati