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Come vanno i conti di Fincantieri

A Piazza Affari corre il titolo Fincantieri dopo i conti: tutti i dettagli sul bilancio 2025 del gruppo navale guidato da Pierroberto Folgiero.

 

Chiuso il bilancio 2025 con utile netto “più alto di sempre” per Fincantieri.

Il gruppo della cantieristica di Trieste ha chiuso il 2025 con un risultato d’esercizio positivo pari a euro 117 milioni, quattro volte superiore a quello del 2024 (27 milioni), “il più alto della storia di Fincantieri” sottolinea la nota.

Fincantieri ha registrato ricavi pari 9,19 miliardi di euro, in crescita del 13,1% rispetto agli 8,13 miliardi ottenuti nel 2024, con un Ebitda di 681 milioni che porta al 7,4% la marginalità lorda sui ricavi (6,3% nel 2024). La società ha poi confermato le stime sul 2026 di ricavi per 9,2-9,3 miliardi, ebitda a 700 milioni (7,5% marginalità) e utile netto superiore al 2025.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati record conseguiti nel 2025 in termini economici, finanziari e commerciali anche in un contesto globale di crescente complessità” ha commentato così i risultati 2025 approvati dal cda l’ad Pierroberto Folgiero.

E i conti sopra le attese spingono il titolo di Fincantieri che scatta a +6,5% e viene temporaneamente sospeso dalle negoziazioni per poi ripartire e attestarsi in rialzo del 6,3% a 13,15 euro, segnala Radiocor.

Tutti i dettagli.

CRESCITA A DOPPIA CIFRA PER I RICAVI

Al 31 dicembre 2025 i ricavi sono aumentati del 13,1% a circa euro 9,2 rispetto agli 8,13 miliardi un anno fa, “frutto sia dell’incremento dei volumi sia delle iniziative di efficienza operativa intraprese dal Gruppo nel solco del Piano industriale 2023-2027” spiega la nota di Fincantieri.

Nello specifico, nel settore Shipbuilding si registra un significativo incremento (+15,1% rispetto al 2024) “riconducibile sia all’area di business delle navi da crociera (+12,5%) sia a quella della Difesa (+20,7%)” indica la nota. Nel settore della Difesa, l’aumento è principalmente dovuto al contratto per la vendita di 2 unità Ppa al Ministero della Difesa indonesiano, divenuto efficace nel primo trimestre dell’anno, prosegue la nota.

Consistente aumento (+88,2%) rispetto al dato restated relativo al 2024 anche per i ricavi del settore Underwater. Al lordo dei consolidamenti, il segmento Shipbuilding contribuisce per il 66% (65% nel 2024), Offshore e Navi speciali per il 14% (16% nel 2024), Underwater per il 7% (4% nel 2024) e Sistemi, Componenti e Infrastrutture per il 13% (15% nel 2024) al totale dei ricavi e proventi di gruppo.

I ricavi del settore Sistemi, Componenti e Infrastrutture al 31 dicembre 2024 sono pari a euro 1,4 miliardi, in crescita del 36,2% rispetto al 2023 “grazie al positivo contributo di tutti i Poli ricompresi nel settore, pienamente in linea con le previsioni per il 2024” indica ancora la nota.

UTILE SOPRA LA GUIDANCE PER  FINCANTIERI

Quindi, Fincantieri ha archiviato il bilancio 2025 con un utile netto pari a 117 milioni di euro, quadruplicato rispetto all’anno precedente, positivo per 27 milioni di euro nel 2024. Il risultato d’esercizio di pertinenza del Gruppo è positivo per euro 123 milioni, in confronto al risultato positivo per 33 milioni di euro l’anno precedente.

IN AUMENTO I MARGINI

In forte aumento il margine operativo lordo, passato da 509 milioni a 681 milioni di euro (+33,9%); di conseguenza la marginalità è migliorata dal 6,3% al 7,4% “trainato dalla spinta delle iniziative previste dal piano industriale, quale l’efficientamento operativo nel segmento Shipbuilding, dalla maggiore ripetitività delle piattaforme e dall’evoluzione dei prezzi nel settore delle navi da crociera, dall’aumento dell’incidenza delle attività del business Underwater sui ricavi del Gruppo, dal derisking del Polo delle Infrastrutture e dal riposizionamento strategico del Polo Elettronico e dei Prodotti Digitali”.

ORDINI E CARICO DI LAVORO

Nel 2025 Fincantieri ha acquisito “un livello record di nuovi ordini nel 2025, per un valore complessivo pari a 20,3 miliardi, “in ulteriore aumento del 32,4% rispetto al valore record raggiunto nel 2024 (euro 15,4 miliardi), trainato da una crescita del 42,0% nel segmento Shipbuilding” precisa il gruppo. Il backlog si attesta a 41,1 miliardi di euro, in crescita del 32,7% rispetto al 31 dicembre 2024, con 97 navi in portafoglio e consegne previste fino al 2036.

Il carico di lavoro complessivo (backlog totale) ammonta a 63,2 miliardi di euro, pari a 6,9 volte i ricavi realizzati nel corso dell’anno.

COME VA L’INDEBITAMENTO

Al 31 dicembre la posizione finanziaria netta è a debito per 1,31 miliardi di euro, (1,87 miliardi escludendo i crediti finanziari non correnti), rispetto a 1,6 miliardi di fine 2024 e superando la stima degli analisti a 1,78 miliardi.

GLI INVESTIMENTI

Gli investimenti effettuati nel corso del 2024 ammontano a 389 milioni di euro, “in incremento rispetto all’anno precedente (euro 263 milioni al 31 dicembre 2024), riflettendo, inter alia, la crescita prevista dei volumi produttivi” spiega la nota della società di Trieste.

LA GUIDANCE

Per il 2026 Fincantieri stima i ricavi per 9,2-9,3 miliardi, ebitda a 700 milioni (7,5% marginalità) e utile netto superiore al 2025.

LE PAROLE DI FOLGIERO

“L’aumento a doppia cifra di ricavi ed Ebitda, insieme al miglior utile della nostra storia e ad un’ulteriore riduzione della leva finanziaria, dimostra la forza di un modello industriale che coniuga resilienza e capacità di perseguire le opportunità dei mercati globali. L’anno ha visto un avanzamento significativo in tutti i business sia in termini operativi che commerciali” ha commentato l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.

Il livello delle commesse assicura “prospettive operative estremamente profonde nel tempo per i nostri cantieri, rafforzando in modo strutturale il nostro posizionamento e quello del nostro indotto in misura molto evidente nel settore del Cruise” – ha proseguito il manager – mentre “ci stiamo preparando a cogliere ulteriore crescita della domanda nel settore della difesa attraverso il raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani”. Nell’underwater, ha concluso, “stiamo accelerando grazie a tecnologie subacquee di ultima generazione, alla capacità di integrare l’intera filiera e a una rete di partnership strategiche”.

Folgiero ha concluso: “Il nuovo Piano Industriale 2026–2030 valorizza i macro-trend dei mercati in cui operiamo attraverso una riarticolazione del sistema cantieristico per aumentarne capacità e produttività e lo sviluppo di soluzioni a crescente contenuto tecnologico: entriamo in una fase di evoluzione che integra più a fondo la dimensione digitale, marittima e subacquea”.

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