Economia

Come si muoverà Intesa Sanpaolo ora su Ubi Banca

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Come procede l’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi. Ad aprile assemblea per entrambi i gruppi e intanto il fondo di Edoardo Mercadante sale all’8,6% del capitale dell’istituto guidato da Victor Massiah

L’emergenza coronavirus non distoglie l’attenzione di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, emersa il 17 febbraio scorso con il lancio dell’offerta pubblica di scambio. Gli appuntamenti in programma prevedono la riunione del board del gruppo guidato da Carlo Messina il 31 marzo e l’assemblea il 27 aprile, secondo il calendario previsto.

Mentre Ubi attende sempre su posizioni contrarie al merger e si prepara all’assemblea dell’8 aprile, continuano i sommovimenti all’interno dell’azionariato con  il fondo Parvus Asset Management che sale all’8,6% del capitale.

I TERMINI DELL’OFFERTA

Il 17 febbraio scorso Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di scambio su Ubi Banca che prevede per ogni azionista dell’istituto guidato da Victor Massiah un concambio di 10 a 17 incorporando un premio del 28% rispetto all’ultima chiusura prima dell’Ops, quella di venerdì 14 febbraio. La finalizzazione del deal porterebbe a una valorizzazione di 0,6 volte il patrimonio tangibile di Ubi e di 12 volte gli utili attesi per il 2020, ovviamente ipotizzati prima dell’emergenza coronavirus.

Da ricordare che parte dell’accordo non è rivolto solo agli aspetti economici. Intesa Sanpaolo infatti punta anche a creare quattro nuove direzioni regionali (Bari, Bergamo, Brescia e Cuneo), a collocare a Bergamo, Brescia e Cuneo le attività della Banca d’Impatto che sono rivolte perlopiù all’ambito sociale e a creare a Pavia un centro di eccellenza per l’agricoltura in modo da coordinare le attività del gruppo nel settore. Nelle intenzioni di Messina c’è pure quella di istituire i consigli del territorio ovvero cabine di regia per il coordinamento degli interventi locali e di valorizzare il brand Ubi Banca laddove – tramite analisi di gradimento – risultasse più apprezzato rispetto a Intesa Sanpaolo.

LE PROSSIME TAPPE

Il primo appuntamento è per martedì 31 marzo quando si riunirà il consiglio d’amministrazione di Intesa Sanpaolo – già convocato in via ordinaria – che ha all’ordine del giorno a questo punto anche l’esame della comunicazione della Bce sulla politica dei dividendi in seguito all’emergenza coronavirus. L’istituto ha già fatto sapere che intende confermare il dividendo previsto per 3,36 miliardi in totale ovvero 0,192 euro per azione ordinaria e che deve essere approvato dall’assemblea convocata per il 27 aprile. All’ordine del giorno dell’assise, che si svolgerà a porte chiuse e seguendo la modalità del rappresentante designato, oltre all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2019 pure l’aumento di capitale per le nozze con Ubi Banca. Una scelta, commenta Mf, che conferma l’intenzione del gruppo guidato da Carlo Messina di procedere “speditamente” all’operazione e senza cambiare i programmi.

L’ASSEMBLEA DI UBI

Anche Ubi Banca ha confermato l’assemblea di bilancio prevista per l’8 aprile, sempre da remoto come da decreto “Cura Italia”. Secondo indiscrezioni riportate da Milano Finanza tutti e tre i patti di sindacato – Comitato Azionisti di Riferimento, Patto dei Mille e Sindacato Azionisti – dovrebbero prendere parte all’assise che dunque sarebbe un primo momento pubblico di confronto sull’Ops. Ricordiamo che contro il merger con Intesa Sanpaolo si è espresso per primo il Car, cui aderiscono le Fondazioni Banca del Monte di Lombardia (3,9%) e Fondazione Cr Cuneo (5,9%) e diverse famiglie di imprenditori lombardi come i Gussalli Beretta, i Bombassei e i Bosatelli e che ha in pancia circa il 20% del capitale, che ha definito senza mezzi termini “ostile” l’offerta di scambio. Anche il bergamasco Patto dei Mille (1,6%) ha manifestato il proprio dissenso perché verrebbe sottovalutato “significativamente” il valore intrinseco del titolo Ubi mentre nessuna posizione, formalmente, è stata espressa dal bresciano Sindacato Azionisti (8,5%) tra le cui fila si annovera il presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli.

GLI ULTIMI MOVIMENTI AZIONARI E IL RUOLO DEL FONDO PARVUS

Intanto, in attesa dei prossimi step da parte di Intesa Sanpaolo, proseguono i movimenti nell’azionariato di Ubi Banca. L’ultima novità sul tema è la salita all’8,6% del capitale della banca da parte del fondo Parvus Asset Management, di proprietà del fondatore Edoardo Luigi Mercadante e con sede nella City londinese. Come ricorda Il Sole 24 Ore il pacchetto è frutto sostanzialmente della posizione costruita sul titolo da novembre 2017 quando è emerso che Parvus possedeva il 5,091%. Va osservato comunque che il fondo di Mercadante detiene il pacchetto come gestione indiretta non discrezionale e dunque – pur avendo le azioni in portafoglio – l’ultima parola sulle decisioni strategiche spetta ai titolati effettivi delle quote. “Ragione in più – scrive il quotidiano confindustriale – per immaginare che quel pacchetto non sia riferibile ad investitori istituzionali ma piuttosto a investitori singoli privati, che proteggendosi sotto l’ombrello del fondo, al momento preferiscono non apparire ufficialmente” ma vogliono – attraverso il fondo – pesare nella partita dell’Ops di Intesa Sanpaolo magari anche aumentando il valore dell’investimento.

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