Economia

Cementir-Caltagirone, Fca e Mediaset: perché l’Olanda è il bengodi delle holding

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Il 5 ottobre Cementir ha perfezionato il trasferimento della sede legale della ad Amsterdam, in Olanda. Non solo Caltagirone ha la passione fiscale per l’Olanda. Ecco chi e perché preferisce trasferire le sedi delle holding nei Paesi Bassi

 

E’ operativo da sabato 5 ottobre il trasferimento ad Amsterdam, in Olanda, della sede legale di Cementir (gruppo Caltagirone), come deliberato dall’assemblea straordinaria degli azionisti del 28 giugno scorso. La nuova denominazione della società diventa quindi Cementir Holding NV.

Francesco Caltagirone jr. è unico amministratore esecutivo che riveste la posizione di ceo e chairman. La società ha deliberato la costituzione di una sede secondaria e operativa in Italia, a Roma.

“Cementir segue le orme di migliaia di altre società di tutto il mondo che hanno deciso di trasferire ad Amsterdam la loro sede legale, da Fca a, molto recentemente, Mediaset. Questo perché la tassazione sugli utili finanziari in Olanda è praticamente nulla e poi per ragioni di governance: secondo il diritto olandese è molto più semplice per l’azionista di riferimento controllare le decisioni anche se non dispone della maggioranza dei voti in assemblea”, ha scritto Il Sole 24 Ore.

Di seguito un breve estratto di un reportage di mesi fa scritto da Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi su ilsole24ore.com:

Mediaset e Fiat-Chrysler, Rolling Stones e U2. Non importa se ti chiami Berlusconi o Agnelli-Elkann, Mick Jagger o Bono Vox, in Olanda sei comunque il benvenuto.

Non è soltanto il Fisco, praticamente inesistente per le holding di partecipazioni (si veda la tabella con il confronto tra Italia e Olanda), ad attirare uomini e capitali.

C’è anche la flessibilità della governance societaria, con il voto plurimo nelle assemblee degli azionisti. C’è un apparato giudiziario snello e sburocratizzato. Un sistema finanziario dove è facile trovare capitali a costi bassi. E poi ci sono loro, i professionisti delle multinazionali: uno stuolo di fiscalisti, commercialisti, notai, avvocati, advisor e amministratori che rendono fluidi e rapidi i meccanismi di creazione e di gestione delle holding.

IL CONFRONTO FISCALE TRA ITALIA E OLANDA

 

Fisco, governance e burocrazia inesistente spianeranno dunque la strada alla nuova holding del gruppo Mediaset, dopo che già gli Agnelli-Elkann hanno potuto sperimentarne i vantaggi collocando qui Exor prima e Fca dopo. Quanto a Mick Jagger & C. e a Bono Vox e compagni, loro sono dei veterani, arrivati qui tra il lontano 1972 (i Rolling Stones) e il 1981 (gli U2).

Nel 2009 l’80% delle entrate e il 76% delle uscite degli investimenti stranieri in Olanda passava attraverso società “bucalettere”. Quattro anni dopo, nel 2013, le percentuali sono rispettivamente salite all’83% e al 78%. È un recente rapporto dell’organizzazione non governativa Oxfam a dirlo.

E a confermarlo, nell’ottobre dello scorso anno, è giunto un rapporto del Parlamento europeo sulle società “scudo” (shell companies), che ha preso come indicatore lo stock degli investimenti esteri diretti in relazione al Prodotto interno lordo dei paesi dell’Unione europea. Gli investimenti esteri in Olanda sono pari a più di cinque volte il Pil.

I due lati della medaglia fanno oggi dell’Olanda il paese più attrattivo in Europa per le multinazionali. E Mediaset non sarà certo l’ultima a preferire i placidi canali olandesi.

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