Economia

Bt, Ericsson, Nokia. Chi festeggia (e chi non festeggia) per il veto di Johnson a Huawei

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automotive regno unito

Il costo dello Huawei Ban potrebbe arrivare fino a 2 miliardi di sterline. BT sarà la compagnia più danneggiata dal ban. Nokia ed Ericsson invece dovrebbero essere le aziende che più beneficeranno dell’addio dei cinesi, in quanto produttori delle stesse tecnologie per il 5G. Il punto di Meloni

 

Con un intervento alla Camera dei Comuni nel pomeriggio di martedì 14 luglio, il ministro della Cultura del governo Johnson, Oliver Dowden, ha annunciato che i provider di telefonia mobile britannici non potranno più acquistare il materiale 5G da Huawei a partire dal 31 dicembre prossimo. Dowden, che ha anche la delega alla digitalizzazione, ha inoltre aggiunto che le compagnie di telecomunicazioni inglesi dovranno rimuovere tutte le forniture di 5G dal colosso cinese entro il 2027.

La notizia era da un po’ nell’aria e diversi quotidiani UK come Times, Telegraph e Guardian avevano anticipato la decisione del governo nelle loro pagina di apertura delle edizioni di martedì.

L’esecutivo Tory compie così una drammatica inversione a U rispetto alle decisioni dello scorso gennaio quando Johnson aveva autorizzato Huawei a entrare fino al 35% della parte “edge” della rete, affermando che la sicurezza nazionale del paese – anzi, la cybersicurezza – non sarebbe stata colpita dal rapporto con i cinesi. Lo scoppio della pandemia da Covid-19, il ruolo oscuro della Cina nella diffusione del virus, le proteste dei backbenchers e di alcuni grandees del partito e, infine, le sanzioni imposte dall’Amministrazione Usa nei confronti di Huawei, hanno portato Johnson a cambiare idea.

Finisce così l’epoca d’oro dei rapporti tra Cina e UK esaltata dal precedente Premier Tory, David Cameron, e dal suo braccio destro al Tesoro, George Osborne. Da questo momento il Regno Unito sarà molto più cauto nei suoi rapporti con Pechino e con le aziende statalizzate cinesi.

“Non è stata una decisione facile” – ha detto Dowden a Westminster – “ma è la decisione più giusta per i nostri network tlc, per la nostra sicurezza nazionale e per la nostra economia sul lungo periodo”.

Il costo dello Huawei Ban potrebbe arrivare fino a 2 miliardi di sterline. Dal colosso cinese la notizia è stata accolta con rammarico: “Si tratta di una scelta sbagliata per i cittadini britannici e per lo sviluppo della rete 5G nel paese”, hanno affermato dall’HQ di Huawei.

Nel frattempo però, Lord Browne, il Presidente di Huawei UK ed ex Ceo di BP, ha annunciato le sue dimissioni dal vertice della compagnia con decorrenza a partire dal prossimo mese di settembre. Browne è stato fondamentale in questi anni per fare crescere il brand e l’immagine dell’azienda nel Regno Unito e nel cercare di impedire l’esclusione di Huawei dal 5G britannico negli ultimi mesi.

Nel settore delle telecomunicazioni le reazioni non si sono fatte attendere. BT sarà la compagnia più danneggiata dal ban, dato che sia la sua compagnia di telefonia mobile EE, che quella di fornitura dei servizi internet, OpenReach, si appoggiavano alle tecnologie di Huawei.

Nokia ed Ericsson invece dovrebbero essere le aziende che più beneficeranno dell’addio dei cinesi, in quanto produttori delle stesse tecnologie per il 5G. Entrambe, comunque, producono parte delle loro componenti per il 5G in Cina, e la Panda Electronics, società controllata da Ericsson, gestisce con Huawei un impianto di produzione di materiale per il 5G a Nanchino.

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