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Brembo

Perché la Borsa boccia Brembo per le nozze sussurrate con Pirelli

Brembo annuncia il trasferimento della sede legale in Olanda e il titolo in Borsa perde oltre il 6%. Si vocifera di nuove acquisizioni e spunta l'opzione Pirelli (già evocata in funzione anti-cinese). Uno scenario che secondo alcuni analisti gioverebbe più a Tronchetti Provera. Tutti i dettagli

Dopo l’annuncio del trasferimento della sede legale nei Paesi Bassi, il titolo di Brembo – azienda italiana che realizza impianti frenanti per i veicoli – ha perso il 6,1 per cento alla Borsa di Milano, una delle performance peggiori dell’intero mercato finanziario italiano.

CHI CONTROLLA BREMBO

La trasformazione in società di diritto olandese (N.V.) dovrà essere approvata dagli azionisti, convocati in assemblea il prossimo 27 luglio. Il 53,5 per cento del capitale sociale di Brembo e il 69,7 per cento dei diritti di voto sono detenuti da Nuova Fourb, che fa riferimento al fondatore e presidente emerito di Brembo Alberto Bombassei. La sede fiscale resterà però in Italia e le azioni continueranno a essere quotate sul mercato Euronext Milan di Piazza Affari.

IL GIUDIZIO DI EQUITA

Secondo il presidente esecutivo del gruppo, Matteo Tiraboschi, lo spostamento della sede legale nei Paesi Bassi permetterà a Brembo “di adottare una struttura del capitale sociale più flessibile e quindi più coerente con la strategia di sviluppo futuro dell’azienda”. Gli analisti della sim Equita ritengono che il rafforzamento del voto maggiorato potrebbe consegnare alla famiglia Bombassei il 77 per cento dei diritti di voto.

Il prezzo di recesso è fissato a 13,096 euro per azione, il 10 per cento in meno del prezzo di mercato. Stando a Equita, “qualora Brembo acquistasse l’ammontare massimo” dei titoli in recesso (che non può superare i 200 milioni, e che si potrà esercitare fino ad agosto), “la struttura finanziaria resterebbe solida”. “Ulteriore flessibilità” verrebbe garantita da Nuova Fourb, “che si impegna a rilevare fino a 50 milioni”.

BREMBO SI FONDERÀ CON PIRELLI?

Tra gli analisti è diffusa l’idea che Brembo possa decidere di acquisire altre società che operano nel suo stesso settore di business, come già fatto nel 2020 con la danese SBS Friction, ad esempio.

Secondo Banca Akros, l’obiettivo di merger and acquisition (fusione e acquisizione) “più probabile” in questo momento è Pirelli, che produce pneumatici e che nei giorni scorsi è stata soggetta al golden power governativo per la tutela di tecnologie e governance da Sinochem, gruppo statale cinese che ne possiede il 37 per cento.

Brembo già possiede intorno al 6 per cento di Pirelli e lo scorso marzo ha stretto un patto con Camfin, la holding di Marco Tronchetti Provera (l’amministratore delegato di Pirelli) che ha il 14 per cento.

Nei giorni precedenti all’applicazione del golden power, si pensava che il governo avrebbe forzato una diluizione dei capitali cinesi in Pirelli attraverso un’espansione del ruolo di Brembo.

– Leggi anche: Perché Brembo non frena in Cina, anzi accelera

Equita ritiene che un’ipotetica fusione di Brembo con Pirelli sarebbe “più positiva per Pirelli”, e che con il nuovo voto maggiorato la famiglia Bombassei potrà avere “oltre il 40% dei diritti della combined entity a prescindere dal concambio”.

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