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Assicurazioni Rc auto: Generali e non solo, cosa hanno combinato con la pandemia?

Rc Auto

L’articolo di Emanuela Rossi dopo le parole e i numeri dell’Ivass sulle assicurazioni Rc auto ai tempi della pandemia quando le compagnie hanno incassato molto con i premi e pagato poco per i sinistri diminuiti…

A qualcuno il Covid 19 ha fatto del bene. E ora quel qualcuno dovrebbe farne a sua volta. A dirlo, in maniera decisamente più diretta, il presidente dell’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass), Luigi Federico Signorini, nelle sue Considerazioni in occasione della presentazione della Relazione annuale. Signorini ha richiamato le compagnie del settore a redistribuire ai clienti gli utili accumulati grazie alla pandemia che ha consentito – e malo bonum – un forte calo degli incidenti.

COS’HA DETTO SIGNORINI (IVASS)

Alla sua prima Relazione da presidente Ivass, Signorini ha dunque lanciato un messaggio molto netto: le compagnie che ancora non hanno offerto ristori ai clienti – definite “ritardatarie” – “dovrebbero riesaminare urgentemente la questione”. Tanto per essere chiari, le società assicurative che operano nel settore danni nel 2020 hanno aumentato i profitti del 45%, grazie soprattutto alla Rc auto, dove i premi sono calati del 5,5% e gli oneri per i sinistri del 20% grazie alle restrizioni alla mobilità dovute al lockdown e all’emergenza sanitaria. E c’è di più: lo scorso anno queste stesse società hanno contabilizzato 2 miliardi netti di risparmi dal calo dei costi della Rc Auto a fronte dei quali ci sono stati ristori per 800 milioni di ristori. Secondo l’agenzia Radiocor, che cita fonti dell’Ivass, sono emersi casi di compagnie “che hanno fatto molto meno della loro quota di mercato” in materia di ristori e per questo è arrivato l’invito di Signorini.

“Alcune compagnie hanno riconosciuto su base volontaria – ha ricordato Signorini che è anche direttore generale di Bankitalia -, forme di ristoro ai propri assicurati; non tutte, e non tutte allo stesso modo o nella stessa misura. Le differenze sono marcate. Ora che le limitazioni alla mobilità sono quasi del tutto rientrate, i ritardatari dovrebbero riesaminare urgentemente la questione. I consumatori potranno intanto informarsi e valutare i comportamenti delle compagnie”.

LA QUESTIONE RISTORI

Scende nel dettaglio Il Sole 24 Ore secondo cui “a fronte di un risparmio dovuto a minori oneri per sinistri, a seguito delle misure di contenimento definite dal Dpcm del 9 marzo 2020 e successivi, pari a 2,3 miliardi, le compagnie di assicurazione dichiarano di aver programmato per gli assicurati ristori (sconti al rinnovo, estensioni di copertura) complessivamente valutabili in 811 milioni di euro, di cui 348 milioni già erogati al momento dell’indagine (novembre 2020)”.

Per quanto riguarda invece la possibilità di riottenere i premi versati e non goduti a causa del lockdown, c’è chi sostiene – sottolinea il quotidiano confindustriale – che “si potrebbe, almeno in teoria, se non fosse per le esigue cifre in ballo per il singolo consumatore (circa 70 euro a testa), invocare l’appropriazione indebita davanti ai giudici”.

COME SI SONO COMPORTATE LE MAGGIORI COMPAGNIE ASSICURATIVE

Lo scorso anno le società del comparto avevano già ricevuto inviti simili a quello di Signorini da parte dell’allora presidente Ivass – ora ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Draghi – Daniele Franco e dell’Ania, l’associazione che riunisce le società assicurative. Ma come si sono comportate queste ultime?

Ad aprire le danze è stata UnipolSai con la campagna #unmeseperte lanciata ad aprile 2020: per i clienti con polizza Rc auto in vigore al 10 aprile è stato emesso un voucher del valore di un mese del premio pagato che si poteva usare per il rinnovo della polizza a partire dal 22 aprile dello scorso anno. Il valore minimo del voucher era di 20 euro ed erano escluse dall’iniziativa le polizze natanti e quelle dei veicoli di flotte assicurati a libro matricola.

Diversa la decisione di Generali che dava la possibilità di sospendere la polizza auto fino al 31 luglio 2020 – anche solo per 1 giorno – per tutti i veicoli. La sospensione obbligava peraltro a un ricovero per l’auto visto che durante il periodo di stop il veicolo era privo di copertura assicurativa e dunque non poteva circolare né poteva essere lasciato in sosta su strade ad uso pubblico.

Si era mossa sulle orme di UnipolSai, invece, Cattolica Assicurazioni che aveva lanciato l’iniziativa “Con noi un mese ha 30 giorni in più”. In pratica, i clienti RC Auto potevano avere uno sconto pari a un mese della loro polizza in corso da utilizzare per rinnovare la polizza in scadenza da aprile 2020 a maggio 2021 o per sottoscrivere un nuovo prodotto per la persona, la casa o l’impresa, aumentando il proprio livello di protezione.

Per il gruppo Vittoria Assicurazioni una serie di interventi a favore della clientela come la sospensione delle azioni giudiziali di recupero di premi, franchigie e rivalse almeno fino a fine settembre 2020; l’incentivazione del rinnovo con mensilizzazione dei premi senza interessi e accesso al pagamento delle prima rata anche tramite bonifico bancario e poi con altre iniziative riservate ad altri tipi di polizze, come quelle sanitarie e quelle per esercenti e operatori del settore turismo e della ristorazione.

Allianz aveva lanciato la campagna Stop&Drive che si andava ad affiancare alle normali opzioni di sospensione della Rc auto (tipicamente stagionali) già incluse nei contratti che stipula. Da notare che l’attivazione di Stop&Drive sospendeva la polizza Rca ma manteneva attive senza costi tutte le protezioni assicurative Auto Rischi Diversi (Furto, Incendio, Scoppio, etc.) se incluse nel contratto.

PREZZI DEI PREMI E SINISTRI NEL 2020

Secondo i numeri della Relazione annuale Ivass nel 2020 il premio medio per le autovetture ammonta a 397 euro in calo del 4% rispetto al 2019. Risultano assicurati 32,1 milioni di veicoli, su cui si registrano 1,4 milioni di sinistri (2,1 milioni nel 2019), per un costo medio di 4.696 euro. Per i 3,9 milioni tra ciclomotori e motocicli, il premio medio è di 258 euro (-5%); lo scorso anno si sono registrati 103 mila sinistri (142 mila nel 2019), per un costo medio di 7.025 euro. L’Ivass evidenzia inoltre come il 23% delle polizze Rc auto stipulate preveda una scatola nera, con effetti di riduzione del premio. Grazie al risarcimento diretto si sono liquidati l’80% degli incidenti avvenuti nel 2020 (44% degli importi), mentre i risparmi per sventate frodi nella Rc auto sono stati pari a 254 milioni, relativi a circa 47 mila sinistri (-16% rispetto al 2019).

LE ACCUSE DELLE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI

Grazie alle parole del presidente Ivass sono tornate sull’argomento anche le associazioni dei consumatori che sul comparto assicurativo sono sempre molto attive. “L’Ivass oggi ha confermato quello che denunciamo da tempo: seppure con il lockdown per il Covid l’incidentalità stradale sia diminuita notevolmente, non tutte le compagnie hanno restituito ai clienti, in misura adeguata, parte dei premi” chiarisce Federconsumatori per cui si tratta di “una politica inaccettabile, a cui le compagnie ora sono chiamate a porre rimedio dall’Ivass. Oltre a restituire una congrua parte degli utili riteniamo necessario che le compagnie blocchino gli aumenti in atto che, seppur più contenuti rispetto agli anni passati, non si arrestano. È giunto il momento di riportare un po’ di ordine in questo settore che, tra tariffe elevate, continui aumenti e tentativi di speculazione (non dimentichiamo l’istruttoria avviata dall’Agcm sulle compagnie per il tentativo di controllare i prezzi e limitare la concorrenza nel settore) risulta uno dei più detestabile per i cittadini, che da anni subiscono condotte ai limiti della legalità”.

Secondo il Codacons, però, “non basta l’appello dell’Ivass alle compagnie affinché rimborsino i propri clienti: il governo deve attivarsi per introdurre forme di rimborso obbligatorio per tutte le imprese assicuratrici, garantendo equità e immettendo risorse nelle tasche delle famiglie, già pesantemente danneggiate dall’emergenza Covid”.

Chiama in ballo Piazza Verdi anche l’Unc: “Ora attendiamo l’esito dell’istruttoria dell’Antitrust rispetto all’ipotesi di un’intesa restrittiva della concorrenza tra le imprese assicurative e, in caso di condanna, daremo battaglia legale per far ottenere ai consumatori un equo risarcimento per il danno economico derivato dalla mancata riduzione del costo della polizza”.

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