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Algeria, una storia che guarda sempre al Mediterraneo

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L’Algeria è lo Stato più grande del Continente africano, incastonata tra mare e deserto con i suoi 2.381.741 kmq di estensione è un paese ricco di idrocarburi, cerca la propria affermazione attraverso il legame con la sponda nord del Mediterraneo.

Algeria vuol dire sia Europa che Mediterraneo, due realtà che sono presenti nella storia algerina da secoli, grazie ad un passato coloniale, a servizio della Francia, sin dall’epoca di Carlo X per finire con Charles de Gaulle. Epoca coloniale che si è conclusa nel 1962 dopo una guerra durata 8 anni. La storia recente dell’Algeria è molto densa di eventi: un’indipendenza burrascosa caratterizzata da un regime militare “non allineato” e socialista; una lunga instabilità che ha trascinato il Paese in una guerra civile dal 1991 al 2002, dove le forze governative si sono opposte ai movimenti fondamentalisti; una difficile fase di pacificazione raggiunta con il contributo delle forze militari e attraverso l’opera di riconciliazione sancita nella “Carta per la pace e la riconciliazione nazionale” del 2006; fino a giungere alla scossa della così detta “Primavera Araba”, che in Algeria, a differenza di altri stati del Nord Africa, non ha attecchito. Complice anche lo spirito nazionalista derivante dall’autonomia coloniale conquistata nel Novecento.Algeri

Storia e storie di diverse etnie

Come il clima, mediterraneo lungo le sue coste, arido non appena si varca la catena dell’Atlante, l’Algeria ha una storia di contrasti che sopravvivono ancora in movimenti islamisti e nelle spinte autonomiste, come nel caso della Cabilia. In Cabilia si trova Lalla Khedidja, la vetta più alta del Paese, nel parco nazionale di Djurdjura, con i suoi 2.308 metri di altezza.

Come può dimostrare la sua conformazione geografica, che vede un’enorme entroterra dominato dal deserto, l’Algeria è un Paese con una forte vocazione mediterranea che ha lavorato negli ultimi anni per rafforzare, pur conservando la propria autonomia, i legami con l’altra sponda del “mare nostrum”. L’Italia è, stando ai dati del 2013, insieme alla Spagna, uno dei Paesi con il legame commerciale più stretto: il secondo importatore e il terzo esportatore verso Algeri.
Arabi, berberi, ma anche romani e cristiani

Lo Stato del Maghreb ha impressi nella sua anima i segni del mare, a dimostrazione di un continuo rapporto di simbiosi con i Paesi mediterranei. Questo lo si può percepire tra le colonne di Timgad, colonia fondata e voluta da Traiano come sede della Legione III Augusta, e in numerose rovine romane disseminate nel territorio; ma anche nel contributo dato dalle terre algerine alla cultura cristiana attraverso il pensiero di Agostino d’Ippona. L’ Algeria è soprattutto storia di incontro, scontro e fusione delle sue principali etnie: arabi e berberi.

La capitale Algeri, che oggi conta quasi tre milioni di abitanti, è quella che riassume meglio il passato del Paese. Di fondazione berbera, nella sua parte bassa porta nei boulevard e nelle architetture i segni della presenza francese, ma continua ad essere dominata dai palazzi antichi e dalle moschee della casbah. Simbolo dell’indipendenza algerina, Algeri è oggi una città moderna che si è sviluppata lungo la costa. A dimostrazione della vocazione mediterranea dell’intero Paese.

 

Articolo a firma di Valerio Giardinelli tratto da Oil Book di www.abo.net

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