Netflix supera le attese nel primo trimestre ma delude sulle prospettive, mentre il co-fondatore e attuale presidente del consiglio di amministrazione Reed Hastings si prepara a lasciare definitivamente il gruppo che ha fondato. Tra risultati solidi, guidance più debole e il capitolo chiuso su Warner Bros. Discovery, il mercato torna a concentrarsi sui fondamentali e sulla capacità della piattaforma di sostenere la crescita nel medio periodo.
CONTI SOLIDI MA GUIDANCE SOTTO LE ATTESE
Nel primo trimestre, Bloomberg riporta che Netflix ha registrato ricavi pari a 12,3 miliardi di dollari, in crescita a doppia cifra e superiori alle stime degli analisti, sostenuti dall’espansione della base abbonati e dagli aumenti di prezzo introdotti nei mesi precedenti. L’utile per azione si è attestato a 1,23 dollari, ben al di sopra delle attese di Wall Street.
Tuttavia, le indicazioni per il trimestre in corso hanno raffreddato l’entusiasmo degli investitori. Netflix prevede infatti un utile per azione di 0,78 dollari, inferiore agli 0,84 dollari stimati dal consenso. La società ha segnalato che l’incremento della spesa per contenuti, previsto nel corso dell’anno, rappresenta uno dei principali fattori di pressione sulla redditività nel breve termine.
IL CEO LASCIA DOPO 29 ANNI
Nel frattempo, Hastings ha annunciato che lascerà il consiglio di amministrazione alla scadenza del mandato, in occasione dell’assemblea annuale prevista per giugno. La decisione segna la fine di un percorso durato quasi tre decenni all’interno della società.
Netflix ha precisato che Hastings intende ora concentrarsi sulla filantropia e su altri interessi personali. “Netflix ha cambiato la mia vita in molti modi – ha dichiarato -. Un ringraziamento speciale a Greg e Ted, il cui impegno per l’eccellenza di Netflix è così forte che ora posso dedicarmi a nuove cose”.
DAL DVD ALLO STREAMING GLOBALE
Hastings ha finanziato la nascita di Netflix alla fine degli anni ’90 come servizio di noleggio DVD per corrispondenza, assumendo il ruolo di amministratore delegato nel 1999 al posto di Marc Randolph.
Sotto la sua guida, la società ha affrontato la concorrenza di Blockbuster, ha guidato la transizione verso lo streaming e ha esteso il servizio a oltre 190 paesi, trasformandosi in uno dei principali gruppi globali dell’intrattenimento. Nel gennaio 2023 ha lasciato il ruolo di Ceo, passando la guida operativa ai co-amministratori delegati Ted Sarandos e Greg Peters.
STRATEGIA E PRIORITÀ OPERATIVE
Il management ha ribadito la propria strategia focalizzata su tre direttrici principali: incremento dell’offerta di contenuti, sviluppo tecnologico e maggiore monetizzazione della base utenti. In questo contesto, la società prevede di aumentare ulteriormente gli investimenti in programmazione nel corso dell’anno.
Allo stesso tempo Netflix continua a puntare su leve come gli aumenti di prezzo e nuove linee di business, tra cui contenuti supportati da pubblicità e formati alternativi, con l’obiettivo di sostenere la crescita dei ricavi.
IL DOSSIER WARNER BROS. E IL RITORNO AI FONDAMENTALI
I risultati arrivano dopo il ritiro di Netflix dalla trattativa per Warner Bros. Discovery, un’operazione che aveva sollevato dubbi tra gli investitori per i potenziali rischi finanziari e strategici. La decisione di non rilanciare sull’offerta ha segnato un punto di svolta, riportando l’attenzione del mercato sui fondamentali del business.
Dopo l’uscita dalla trattativa il 26 febbraio, il titolo ha registrato un recupero significativo, con un rialzo di circa il 28% nelle settimane successive e oltre il 40% dalla fine di febbraio, pur restando circa il 20% sotto i massimi storici. In precedenza, durante la fase di offerta iniziata a novembre, le azioni avevano perso circa il 20%.
FOCUS SU CRESCITA E COINVOLGIMENTO
Tuttavia, nonostante il recupero in Borsa, le prospettive di crescita mostrano segnali di rallentamento. Dopo un aumento dei ricavi del 16% nell’ultimo anno, le stime indicano una crescita del 13,6% nel 2026 e dell’11,6% nel 2027, con ulteriore decelerazione negli anni successivi. Anche l’utile netto, atteso in aumento del 28% quest’anno, è previsto rallentare progressivamente.
Gli investitori restano inoltre concentrati sul livello di engagement, che negli ultimi anni non ha mostrato un’espansione significativa, e sulla capacità della società di sostenere i ritorni derivanti da aumenti di prezzo e nuove iniziative come contenuti live, pubblicità e gaming.







