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Amazon punta sul mercato dei farmaci in Giappone

Amazon Farmaci

Amazon prevede di entrare nella sanità giapponese. Il gigante dell’e-commerce sta valutando la possibilità di collaborare con piccole e medie farmacie per la consegna di farmaci da prescrizione. Tutti i dettagli

 

Amazon non molla il settore sanitario: il colosso tecnologico sta valutando la possibilità di entrare nel mercato della vendita di farmaci da prescrizione in Giappone.

Lo ha riportato lunedì il quotidiano Nikkei. Il gigante dell’e-commerce prevede di collaborare con farmacie di piccole e medie dimensioni per il servizio, a partire dal prossimo anno, quando le prescrizioni elettroniche saranno consentite per la prima volta in Giappone, ha affermato Nikkei, citando le persone coinvolte nel progetto.

Il gigante della tecnologia e delle vendite al dettaglio sta spingendo per entrare nel settore della sanità Usa, che vale 4.000 miliardi di dollari. Amazon ha dichiarato a luglio di aver pianificato di acquisire la startup di cure primarie One Medical per 3,9 miliardi di dollari.

Ma l’operazione deve ricevere il via libera dalle autorità di regolamentazione. La Federal Trade Commission (Ftc) americana ha aperto una indagine sull’acquisto da parte di Amazon per 3,9 miliardi di dollari di 1Life Healthcare, che gestisce le cliniche One Medical in 25 mercati americani. Lo ha rivelato il 3 settembre il Wall Street Journal. Proprio One Medical ha dichiarato venerdì che la Ftc ha chiesto maggiori informazioni alla società e ad Amazon  sull’acquisizione.

Tutti i dettagli.

AMAZON PUNTA AL MERCATO DEI FARMACI DA PRESCRIZIONE IN GIAPPONE

Secondo il rapporto di Nikkei, i clienti in Giappone userebbero il servizio di Amazon per ricevere le prescrizioni, piuttosto che andare in farmacia. Amazon non gestirà le proprie farmacie né effettuerà il proprio inventario, afferma il rapporto. L’azienda lavorerà con farmacie di piccole e medie dimensioni in Giappone e utilizzerà la sua rete di consegna per portare i farmaci dalle farmacie alle case dei clienti.

Il Giappone potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita per Amazon. Nel 2020 c’erano circa 60.000 farmacie che vendevano farmaci da prescrizione in Giappone, con un aumento del 10% nell’ultimo decennio, ha riferito Nikkei.

COSA FA IL GIGANTE DELL’E-COMMERCE NEL SETTORE SANITARIO

Amazon è già attiva nel settore delle farmacie online, ricorda Insider. Nel 2018 la società ha acquisito la startup PillPack, che ha trasformato nella sua attività di Amazon Pharmacy.

Il colosso fondato da Jeff Bezos sta accelerando quindi l’espansione nel settore delle prestazioni sanitarie.

Il mese scorso ha annunciato che avrebbe sborsato 3,9 miliardi di dollari per l’acquisizione il mese scorso di One Medical (azienda di servizi innovativi di medicina di base e telemedicina).

Un mese fa è emerso che il colosso tecnologico statunitense sta lavorando anche sullo sviluppo di vaccini personalizzati contro i tumori al seno e alla pelle. In particolare, il colosso e-commerce sta collaborando con il Fred Hutchinson Cancer Center di Seattle. E sempre a fine agosto Bloomberg e il Journal hanno indicato Amazon tra le aziende che hanno fatto un’offerta per l’acquisizione di Signify Health, società che si occupa di assistenza sanitaria a domicilio e in particolare di massimizzare i piani di assistenza assicurativi.

Nel frattempo, la società ha dichiarato ad agosto che avrebbe chiuso Amazon Care, il suo servizio sanitario virtuale entro la fine di quest’anno. “Non è un’offerta abbastanza completa per i clienti di grandi dimensioni a cui ci siamo rivolti e non funzionerà a lungo termine”, si legge nella nota diramata da Amazon ai dipendenti. Con questa mossa il colosso tecnologico ha cercato di giocare in anticipo sul fronte antitrust.

Venerdì One Medical ha fatto sapere che la Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha chiesto maggiori informazioni alla società e ad Amazon sull’acquisizione da 3,49 miliardi di dollari del fornitore di cure primarie da parte del rivenditore online. La richiesta di nuove informazioni fa parte del processo di revisione dell’organismo antitrust statunitense, che di solito si esegue per verificare se un accordo ha conseguenze anticoncorrenziali. Gli analisti hanno affermato che la limitata presenza sanitaria di Amazon dovrebbe ridurre al minimo i problemi di antitrust. Tuttavia, ci sono ancora dei rischi, dato che la società deve affrontare un controllo sulla sua posizione tecnologica dominante nel mercato.

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