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Silvestrini (Free), seguiamo l’esempio del governo danese: diciamo addio al carbone

di

energie rinnovabili

 

“Tra il 2009 e il 2014 la potenza eolica e solare si è triplicata arrivando a 540 GW, ma soprattutto il costo del kWh eolico si è ridotto del 58% e quello del fotovoltaico del 78% (Lazard, 2014). Lo scorso anno nel mondo si è installata più potenza da rinnovabili che da centrali fossili e nucleari. È questa constatazione che fa lanciare la IEA (International Energy Administration), solitamente criticata per la sua cautela sulle rinnovabili, in scenari secondo i quali entro la metà del secolo le tecnologie solari potrebbero essere il principale produttore di elettricità nel mondo. Ed è, in questo senso, molto interessante la proposta di questi giorni del governo danese di studiare l’eliminazione, entro il 2025, delle centrali a carbone, che forniscono il 35 del fabbisogno elettrico e circa il 20% dell’ energia primaria. Una scelta coerente con una strategia per uscire totalmente dai fossili entro 35 anni (trasporti e calore inclusi) e con l’obiettivo di soddisfare con l’eolico la metà dei consumi elettrici alla fine del decennio”.

Così scrive Gianni Silvestrini, presidente di Free, Fonti rinnovabili ed efficienza energetica su Qualenergia.it a proposito del quinto rapporto IPCC e in vista del Convegno che il Coordinamento Free terrà il 7 novembre prossimo a Rimini in occasione di Ecomondo (Key Energy 2014, ore 14.30 – Sala “Sala Mimosa 2 pad.B6). Il convegno dal titolo “Il 2030 – una sfida da vincere” vedrà la partecipazione del vice ministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, di Nando Pasquali, (Gse), Francesco Ferrante (Kyoto Club), Francesco la Camera (Matm), Federico Testa (Enea), Luigi De Francisci (Terna), Andrea Bianchi (Confindustria) e Alessandro Bianchi (Nomisma Energia).

“La sfida dell’Europa in vista del 2030 – conclude Silvestrini – sarà quella di puntare ad un’alta diffusione delle rinnovabili, senza incentivi o con incentivi molto limitati, e poi quella di recuperare terreno sul piano della capacità di produzione di tecnologie. Il Vecchio Continente non può essere assente dal mercato delle tecnologie sulle rinnovabili, aggiungendo a questo la gigantesca opportunità del nostro giacimento virtuale di shale gas che è la riqualificazione del patrimonio edilizio europeo, invece di continuare ad importare gas“.
 
A questo link si può trovare il programma del convegno http://www.free-energia.it/2014/10/2030-sfida-vincere/

 

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