Crosetto rivede costi e tempi del programma dei nuovi carri per l’Esercito.
Intervistato a SkyTg24, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha fatto sapere che il “programma sui carri armati” tra Leonardo e Rheinmetall “va avanti in modo ragionato” ma con un taglio dei costi, in riferimento alla commessa di carri armati Panther e mezzi di fanteria Lynx assegnata alla joint venture tra Leonardo e Rheinmetall.
Doccia fredda quindi dalla Difesa a LRMV, la joint-venture paritetica tra il gruppo dell’aerospazio e difesa italiano e il colosso tedesco della difesa per i nuovi carri armati e veicoli da combattimento per l’Esercito tricolore e, in prospettiva, per l’Europa nata nel 2024. La società, che ha sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia, è responsabile dello sviluppo industriale e della successiva commercializzazione del nuovo Main Battle Tank (MBT) e della nuova piattaforma Army Armored Combat System (A2CS). In base agli accordi, il Panther KF51 sviluppato da Rheinmetall sarà la base per il Mbt, nuovo carro armato da combattimento principale che sostituirà l’Ariete mentre la nuova piattaforma Lynx risponderà alle esigenze del programma A2CS. Entrambi i mezzi saranno italianizzati, con il 60% delle attività sviluppate in Italia.
Riguardo il rapporto con l’industria, il titolare della Difesa ha parlato di “scontro duro” con le aziende “che arrivano usare i giornalisti per convincere il governo a muoversi più velocemente”.
Tutti i dettagli.
IL PROGRAMMA VA AVANTI MA CON TAGLIO DEI COSTI
Dunque il programma per i nuovi mezzi corazzati destinati all’Esercito italiano sviluppato dalla joint venture tra Leonardo e Rheinmetall “va avanti in modo ragionato”, ma con una revisione dei costi e delle tempistiche.
“Mi spiace ci sia una spinta che viene dalla parte industriale” ha spiegato il ministro della Difesa, ma “capisco che ci sia stato qualche disturbo dalla parte industriale per il fatto che il ministro ha voluto un’analisi più concreta e ha tagliato del 18% i costi: sono contento di averlo fatto perché sono soldi dei cittadini ma ragionando e ritardando il programma lo abbiamo fatto perché ci sembrava che io costi fossero eccessivi”. Un altro motivo del ritardo è che “vorrei che fosse massimizzato il ritorno industriale in Italia”.
LE RASSICURAZIONI DEL MINISTRO
Allo stesso tempo Crosetto ha ribadito che la Difesa non ha fermato il progetto, tuttavia è oggetto di una revisione che riguarda quantità e calendario delle forniture.
Il ministro ha sottolineato che “nulla nei nostri programmi è stato interrotto”: “Prosegue l’intenzione di avere mezzi di nuova generazione ma stiamo ragionando sui numeri e sui tempi”.
Il programma originario della joint venture Leonardo-Rheinmetall per l’Esercito italiano prevedeva la fornitura entro il 2040 di 272 carri armati Panther e 1.050 veicoli da combattimento della fanteria Lynx, per un valore complessivo stimato in circa 23 miliardi di euro.
LO SCONTRO CON L’INDUSTRIA
Proseguendo sul tema dei mezzi militari di terra, Crosetto ha affrontato anche il rapporto con le aziende coinvolte nei programmi di ammodernamento delle forze terrestri, parlando apertamente delle pressioni ricevute.
Il titolare della Difesa ha parlato di “scontro duro” con le aziende “che arrivano a usare i giornalisti per convincere il governo a muoversi più velocemente”: “il risparmio di soldi pubblici da una parte e l’idea di far ricadere il massimo del ritorno in Italia sono due obiettivi che un ministro della Difesa deve perseguire”.
IL COMMENTO DEL DIRETTORE DI RID
Nel frattempo, sui ritardi del programma è intervenuto anche il direttore di Rid, Pietro Batacchi.
“L’eterna campagna elettorale italiana sta pesantemente condizionando l’ammodernamento della componente terrestre pesante del nostro Esercito” ha osservato Batacchi aggiungendo che “L’incertezza sui fondi europei Safe, la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, i tentennamenti dovuti alla congiuntura politica (dal referendum, all’ascesa del Generalissimo…pacifista), ecc., hanno di fatto bloccato la firma del contratto per lo sviluppo e l’acquisizione dei primi esemplari del nuovo carro PANTHER-IT, frutto della cooperazione tra Leonardo e Rheinmetall”.
Il direttore di Rid ha ricordato infatti che “la firma era prevista a febbraio, poi è stata spostata a fine maggio. Adesso speriamo che il mese buono sia settembre”. “Intanto, però, tutto questo sta rallentando il programma, generando apprensione nel partner Rheinmetall e in casa Leonardo e Idv, che hanno già fatto importanti investimenti e impostato la propria pianificazione finanziaria e industriale sulla base dell’aspettativa di andare a contratto nei primi mesi dell’anno” ha sottolineato Batacchi.
LE RICADUTE SULLA FILIERA INDUSTRIALE
Secondo l’esperto, il rinvio della firma del contratto sta producendo effetti sull’organizzazione industriale delle aziende coinvolte, che avevano già avviato investimenti e pianificato le attività produttive.
Batacchi cita il caso dello “stabilimento di Leonardo di La Spezia: uno stabilimento di prim’ordine e una vera eccellenza industriale, raddoppiato nelle dimensioni negli ultimi 2-3 anni, con tanti, nuovi, giovani ingegneri e tecnici specializzati, una filiera riattivata e rimobilitata, ampliata nel suo perimetro di competenze, ordini per materiali strategici fatti, con rischi di perdita di slot di consegna, e così via”.
In conclusione, il direttore di Rid evidenzia che “questa situazione non è certamente ottimale da diversi punti di vista. Credibilità internazionale, aspettative industriali e operative, ecc., con sullo sfondo uno scenario internazionale sempre più complicato e competitivo”.




