Skip to content

grok commissione protezione dati

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Tesla s’è rimessa in moto?

Torna a movimentarsi la situazione nei concessionari di Elon Musk. Secondo diverse voci di corridoio l'integrazione tra l'agenzia spaziale, marchio in forte ascesa che ha già inglobato xAi e Tesla, brand in maggiore affanno, sarà sempre più stretta nel prossimo futuro. Ma l'oracolo de "La grande scommessa" ora gioca contro

Di nuovi modelli nelle concessionarie nemmeno l’ombra (latita la nuova Roadster di cui si parla da 12 anni come pure la famosa crossover economica per controbattere ai marchi cinesi) eppure Tesla, nell’anno in cui è sempre più evidente che si concentrerà maggiormente su nuovi business (dai software Ai di guida autonoma per la sua ventura linea di robotaxi Cybercab fino ai robot, con la produzione degli umanoidi Optimus che comincerà a Fremont tra fine luglio e agosto nelle linee un tempo dedicate alle autovetture S e X) e meno sulla vendita di auto tradizionali, si registra proprio nel comparto automotive un inatteso scatto di reni nelle vendite.

COSA DICONO I NUMERI DEL SECONDO TRIMESTRE DI TESLA

Con la pubblicazione dei dati relativi al secondo trimestre 2026, si scopre infatti che il costruttore texano guidato da Elon Musk ha consegnato 480.126 veicoli in tutto il mondo rispetto ai 451.758 prodotti nel medesimo periodo.

Si sfiora insomma il mezzo milione di unità. Non ci aveva scommesso nessuno: Bloomberg riportava una stima media di 396.466 veicoli. Più ottimistico il consensus di StreetAccount, che si fermava comunque sulle 406.600 consegne. La stessa Tesla considerava di arrivare al più a 406.024 consegne.

Si tratta di un balzo del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 384.000 unità e persino superiore se raffrontato coi dati del primo trimestre quando erano state immatricolate 358.023 auto elettriche. Non è dato conoscere i numeri precisi totalizzati dai singoli modelli ma, considerato lo scarso interesse per il Cybertruck, ci si attende che tali dati siano trainati ancora dalla Model 3 e dalla Model Y.

Anche in Europa le vendite si sarebbero in gran parte riprese specie rispetto al periodo di crisi vissuto mentre Musk sedeva alla destra di Donald Trump al Doge, registrando un aumento del 77% nei mercati del continente tra gennaio e maggio, secondo i dati dell’Associazione europea dei costruttori di automobili.

NUMERI TRAINATI DALL’ENTUSIASMO COLLETTIVO PER SPACEX?

Non è dato sapere se questo entusiasmo di ritorno, a fronte di una situazione immutata tanto nell’offerta del costruttore americana quanto per ciò che più generalmente riguarda il mercato dell’auto elettrica che spinge i più a optare per l’ibrido, sia stato in qualche modo collegato all’offerta pubblica iniziale da record di SpaceX. Secondo diverse voci di corridoio l’integrazione tra l’agenzia spaziale, marchio in forte ascesa che ha già inglobato xAi e Tesla, brand in maggiore affanno, sarà sempre più stretta nel prossimo futuro, ma non è dato sapere né se sia vero né come (c’è chi ipotizza persino una fusione, ma parrebbe sorprendente dal momento che Tesla ha sempre corso fortissimo autonomamente in Borsa…).

Quel che è certo, o per lo meno ufficiale, è che l’azienda prevede di investire oltre 25 miliardi di dollari quest’anno, circa il triplo rispetto all’anno scorso, ma non sul fronte automobilistico bensì come si anticipava per iniziare i nuovi business legati ai robot umanoidi Optimus e ai Cybercab a guida autonoma che, è bene sottolinearlo per evidenziare il nuovo business, non saranno venduti a privati come tutte le altre vetture prodotte fin qui ma costituiranno un servizio di trasporto pubblico.

TESLA ACCELERA SUL MERCATO MA INCHIODA SUI MERCATI

Non è invece sfuggito che alla presentazione dei dati relativi all’ultimo trimestre Tesla abbia perso il 7 per cento in Borsa, con picchi anche dell’8, collezionando uno dei risultati peggiori dell’ultimo periodo.

A pesare secondo alcuni potrebbe essere stato un articolo apparso sul blog personale di Michael Burry, l’investitore protagonista del film “La grande scommessa” che ha notoriamente previsto la crisi dei mutui subprime e per questo oggi è guardato un po’ da tutti come una sorta di oracolo. Ebbene, l’esperto ha rivelato di aver venduto allo scoperto alcune delle sue azioni del costruttore texano. Dopo anni in cui le cedole hanno acquistato valore a dispetto dei dati di vendita è venuto il momento di scommettere contro Tesla proprio nel momento in cui tornano a movimentarsi i concessionari?

Torna su